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Violenza sulle donne: il femminicidio

Vittime di compagni gelosi, le donne sono sempre più spesso al centro della cronaca per storie di violenza fisica e sessuale, omicidio, persecuzione e stalking. Nessuno può negare che, a livello sociale, si è assistito negli ultimi anni ad un incremento dei casi di violenza nei confronti proprio del gentil sesso, così come ci illustrano quotidianamente tg e giornali. Da cosa nasce tutta questa violenza? Che cos’è il femminicidio?

La violenza sulle donne
© Getty Images

Le donne e la violenza

Dal punto di vista sociale, la violenza sulle donne viene considerata un tipo di violenza di genere, in quanto diretta al sesso femminile in quanto tale. In ambito giuridico, la violenza sulle donne è giudicata come una violazione dei diritti umani, aggravata dal fatto che sia diretta ad un sesso specifico considerato più indifeso. La casistica mostra come i maltrattamenti, gli stupri, le percosse e la persecuzione siano messi in atto quasi mai da estranei: i colpevoli sono spesso mariti, compagni, familiari e amici, come poi succede nei casi di violenza sui minori, ovvero da persone con le quali esiste un legame di natura affettiva.

L’Istat ha reso noti alcuni dati raccolti da un’indagine condotta nel 2006: una donna su tre dichiara di essere stata vittima di violenza almeno una volta nella vita e la maggior parte dei casi si trattava di percosse, seguite da violenza sessuale e carnale, ad opera del partner o del marito. In questi casi, più del 90% delle vittime non ha denunciato il suo carnefice, anche se la percentuale rimane la stessa anche quando è un estraneo a infliggere la violenza.

Durante la XX edizione dello Human Rights Council, tenutosi a Ginevra, Rashida Manjoo, relatrice speciale per le Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, ha elaborato i dati italiani ed è giunta alla conclusione che il nostro paese ha ancora molta strada da fare per estirpare questo problema sociale. Quello che c’è da sradicare, secondo la Manjoo, è la cultura maschilista di cui l’Italia si caratterizza soprattutto nelle zone meno ricche e poco industrializzate, in cui la donna deve ricoprire determinati ruoli e sottostare alle decisioni del partner o del genitore.

Il nodo della questione, come sottolineato nell’incontro di Ginevra, è l’incapacità di denunciare l’accaduto: sentendosi sottomesse, le donne non riescono a prendere il coraggio a due mani e far valere i propri diritti, anche quando sono vittime di violenza. Nemmeno lo Stato si mostra rassicurante: la gran parte delle donne italiane ha dichiarato che, denunciando il proprio carnefice, non si sentirebbe protetta né dalle leggi né dalle forze dell’ordine e preferisce, di conseguenza, tacere per non trovarsi situazioni ancora più spiacevoli.

Il femminicidio: che cos'è?

La variabile imprevista dei casi di violenza di genere è rappresentata dal femminicidio. Il neologismo, coniato dalla specialista e studiosa della violenza femminile Diana Russel, è entrato a far parte del linguaggio comune da quando la cronaca ha portato alla luce i sempre più numerosi casi di donne uccise dai partner e dai consanguinei. Negli ultimi decenni, il numero delle morti tra la popolazione femminile è cresciuto, soprattutto in quei paesi dell’Est in cui è più forte la cultura della superiorità maschile, come la Cina, e in cui il femminicidio si declina in diverse forme. Si va dall’aborto coatto se la donna aspetta una bambina all’omicidio della ragazza qualora sia scampata all’interruzione di gravidanza quando ancora era nel grembo materno.

In Occidente, il femminicidio sta ad indicare quei crimini (meno cruenti di quelli sopracitati) che vedono coinvolte le donne, uccise per mano di un uomo e, spesso, a causa della gelosia. La cronaca ci racconta ogni giorno di madri, mogli o figlie alla quale viene tolta la vita per aver compiuto delle azioni giudicate “imperdonabili”, come lasciare un partner e aver messo in cattiva luce il nome di una famiglia in vista. Nei primi quattro mesi del 2012, le vittime di femminicidio sono state più di 50 in Italia. Molti sono gli appelli, le iniziative e le organizzazioni che si occupano di far conoscere una piaga sociale silenziosa eppure così estesa.

Perché accade tutto ciò? La gelosia, intesa come un insano istinto di possessione che si traduce in atti estremi, spinge gli uomini a voler controllare la vita della propria compagna e non riescono ad accettare l’idea di perderla per nessuna ragione al mondo. Da qui, il volerle precludere qualsiasi contatto col mondo esterno, arrivando anche ad ucciderla se necessario.

Se sei vittima di violenza, non tacere e denuncia la persona che ti fa del male. Scopri a chi chiedere aiuto e a chi rivolgerti per trovare sostegno psicologico grazie alle dritte di Doctissimo.

 

“Per gelosia, ha detto, come dicono in tanti. Ma "la gelosia" non è la causa. La causa è il modo di stare al mondo di questi uomini. Considerano la donna un territorio da possedere, da occupare, e infine, da bonificare. Nessuno di questi tre verbi ha a che fare con l'amore”.

Roberto Saviano

 

Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/femminicidio-la-spoon-river-delle-donne/

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27/07/2012
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