Home  
  
  
    Lo stalking
Cerca

Traumi
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Vittime di stalking: dalle molestie alla violenza

La risoluzione di un problema passa attraverso la sua conoscenza. Parlare di stalking è importante, rivolgersi alle vittime dei molestatori è fondamentale per aiutarle a reagire e porre fine a un incubo. Doctissimo ti spiega come agire, quando denunciare e perché è così importante chiedere aiuto e non sottovalutare la situazione.

Lo stalking
© Getty Images

Il confine fra corteggiamento e stalking è labile, basta poco perché la situazione precipiti. Atti persecutori e intimidatori volti a limitare la libertà e il quieto vivere di un individuo. Un italiano su cinque è vittima di stalking (1), un dato ancor più preoccupante se si pensa che il numero di chi non denuncia per paura, per ignoranza, è di gran lunga superiore.

Lo stalker

Non esiste una definizione completa di stalking, il fenomeno è ampio: va dalle molestie, agli atteggiamenti ossessivi agli atti persecutori veri e propri. Lo stalker è colui che insegue, controlla gli spostamenti della sua vittima, la spia e la assilla; la segue nella sua quotidianità fino a entrare nella sua vita privata, spaventandola, trasmettendo un senso di terrore.

La staking victim

Nella prima fase di stalking la vittima tende a perdonare il molestatore pensando che la situazione si risolvi presto e spontaneamente. È reticente persino alla denuncia e si rivolge alle autorità solo in seguito a un’aggressione più forte delle altre, quando cioè si rende conto che il molestatore non scherza ed è pericoloso.

Lo stato d’animo

La vittima vive sentimenti di paura, ansia, depressione, insonnia, stress, un’angoscia che mina alla vita professionale e ai rapporti interpersonali. La vita di una persona perseguitata cambia radicalmente; riceve lettere minatorie, scritte oscene, subisce il danneggiamento di oggetti personali e si sente sempre osservata. Spesso sperimenta l’insorgenza di disturbi post-traumatici, capaci di condizionarla anche nei piccoli gesti quotidiani. Inoltre, anche quando il caso viene risolto, la vittima rivive il trauma sottoforma di incubo, pensieri, agitazione (2); stati d’animo che rendono più difficile il recupero della normalità.

Percentuali preoccupanti

Nel 70% dei casi la vittima è donna e chi subisce molestie, avrà una maggiore probabilità di sviluppare problemi nella sfera psico - relazionale (3). L’età della vittima varia: dai 14 ai 16 anni fino all’età adulta, sono rari i casi di stalking superati i 50 (4). Questi dati però non sono esaustivi, perché purtroppo non tutte le vittime denunciano.

Perseguitare fino alla morte

Dal raptus al pentimento, da lacrime di scuse a ira funesta, da frasi di amore a minacce pesanti, il meccanismo che regola il rapporto vittima-carnefice è molto complesso. Lo stalker è affetto da dipendenza verso la persona che per lui non è un soggetto, ma un oggetto del desiderio. Il persecutore cerca di comunicare con la vittima attraverso diversi canali: messaggi, lettere, telefonate anonime, e-mail; può arrivare ad avere contatti diretti anche sul luogo di lavoro o appostandosi sotto casa; tutti questi tentativi hanno in comune l’ossessività e la sequenzialità con cui si ripetono. Ma quando l’ossessione sfocia nella follia, la situazione può degenerare e lo stalker arriva a commettere atti estremi.

La legge anti-stalking e le misure preventive

Non basta la volontà; affinché sia tutelato il diritto alla vita, è sempre meglio rivolgersi alle autorità. Dal 25 febbraio 2009, in seguito all’entrata in vigore dell’apposita legge, lo stalking è riconosciuto come un reato, punibile con una pena che va dai sei mesi ai quattro anni di reclusione, come stabilito dall’articolo 612 bis del Codice Penale (5). Oltre alla legge, esistono misure contro gli atti persecutori. Il persecutore, ad esempio, può essere allontanato dalla città in cui vive o dal luogo di lavoro della vittima o può essere ammonito con la conseguenza di inasprirne la pena qualora in futuro commettesse nuove azioni persecutorie contro la vittima.

La vittima deve…

  • Trovare il coraggio di denunciare e rivolgersi alle forze dell’ordine
  • Chiedere aiuto a specialisti per superare il trauma e riacquistare fiducia in sé e negli altri
  • Dimostrarsi ferma nella decisione di non volere avere nulla a che fare con lo stalker
  • Mai abbassare la guardia
  • Tenere un diario in cui annotare tutti i comportamenti dello stalker
  • Avere sempre dietro un cellulare da utilizzare in caso di pericolo
  • Registrare le telefonate
  • Rivolgersi alle associazioni per seguire un percorso di recupero.

La vittima non deve…

  • Avere contatti con lo stalker
  • Sentirsi sola
  • Rimanere da sola in luoghi isolati
  • Giustificare lo stalker né cercare di aiutarlo
  • Nei momenti di rabbia non bisogna cancellare messaggi o distruggere le prove che inchiodano lo stalker
  • Non rinunciare alla denuncia credendo che basti rivolgersi a persone vicine, come amici o parenti, per risolvere la questione.

Riprenditi la libertà

In Italia sono tantissime le persone, specialmente donne, che non denunciano e non escono allo scoperto per paura; subiscono in silenzio molestie, aggressioni, persecuzioni e non credono esistano soluzioni. Le storie di stalking più diffuse si sviluppano nella fase di divorzio o in seguito a separazioni. L’ossessività, la gelosia esagerata, l’eccessivo controllo delle cose personali (cellulare, e mail) della vittima sono tutti indizi di una persona ossessionata e l’ossessività nasconde sempre un atteggiamento deviato. Bisogna dunque reagire perché dalle molestie alla violenza il passo è breve.

Una storia di stalking può terminare in maniera tragica. Perché rischiare che la violenza conduca a morte? Contro le conseguenze estreme, a volte purtroppo prevedibili, è meglio intervenire. Riprendere la libertà è possibile, basta volerlo e trovare il coraggio di denunciare, affidandosi a chi combatte quotidianamente un fenomeno, purtroppo, così diffuso. Ricordati, non sei solo/a!

Fonti:

(1) http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Video_News/Stalking-vittima-1-italiano-su-5-denunce-in-calo-ma-aumentano-omicidi_312425321028.html

(2) Pathe M. & Mullen P.E., The impact of stalkers on their victims. British Journal of Psychiatry 1997; 170: 12-17.

(3) Osservatorio Nazionale sullo Stalking: www.stalking.it e http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Video_News/Stalking-vittima-1-italiano-su-5-denunce-in-calo-ma-aumentano-omicidi_312425321028.html

(4) Sito internet dell’Arma dei Carabinieri

(5) http://palazzochigi.it/GovernoInforma/campagne_comunicazione/1522_stalking/index.html

Commenta
29/11/2011

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?