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Neuropsichiatri infantili: la nuova generazione

Che posto occupano oggi i neuropsichiatri? Per saperlo Doctissimo ti propone un'intervista alla Dr.ssa Bérengère Beauquier-Maccotta, responsabile del servizio di Neuropsichiatria dell'ospedale Necker di Parigi. La dottoressa fa parte della "nuova generazione" di neuropsichiatri, post-Françoise Dolto. In questa intervista, ci descrive i problemi dei bambini raccolti durante le consultazioni.

Nuova generazione di neuropsichiatri
© Jupiter

Doctissimo: A quanto pare assistiamo a un aumento del numero di consultazioni in neuropsichiatria. A Suo parere, qual è la causa?

Dr.ssa Beauquier-Maccotta: Oggi le persone si rivolgono più facilmente ai neuropsichiatri. Non sono più titubanti nel richiedere una consulenza in caso di problemi del bambino o, semplicemente, per rivolgere domande. Per questa ragione, li incontriamo spesso in occasione di una sola consultazione. Anche i medici o la scuola sono responsabili di questo aumento, dal momento che indirizzano più volentieri i bambini da un neuropsichiatra, qualora lo ritengano necessario.

Doctissimo: Quali sono i problemi principali che vi trovate a trattare oggi come neuropsichiatri?

Dr.ssa Beauquier-Maccotta: I problemi che portano alla consultazione sono svariati: disturbi del sonno e dell'alimentazione, difficoltà a scuola, problemi del comportamento, aggressività, ritardo del linguaggio… Ma troviamo anche genitori che si rivolgono a noi perché preoccupati da un cambiamento nel comportamento del bambino, come ad esempio il sopraggiungere di tristezza o di un cambiamento del contesto di vita del bambino.

Doctissimo: Si parla sempre più spesso di problemi di iperattività. Ne ha riscontrati spesso?

Dr.ssa Beauquier-Maccotta: Il concetto di iperattività comprende una serie di sintomi affatto nuovi, ad esempio l'instabilità o le difficoltà di concentrazione. La diffusione dell'informazione fa sì che questo termine venga più spesso utilizzato dalla scuola o dagli stessi genitori, con il vantaggio di attirare maggiormente l'attenzione su una difficoltà del bambino. Tuttavia, l'instabilità o i disturbi della concentrazione possono emergere in diverse situazioni. È opportuno valutare con precisione ogni bambino nel suo funzionamento psichico generale e suggerire, eventualmente, una presa in carico terapeutica che possa fare al caso suo.

Doctissimo: Per quanto riguarda i videogiochi e la televisione, nel corso della Sua esperienza ha riscontrato problemi legati alla loro influenza?

Dr.ssa Beauquier-Maccotta: No, non ho mai riscontrato problemi particolari causati, in prevalenza, dall'utilizzo dei videogiochi. In ogni caso, quando compare un disagio, non è possibile legare una causa a un effetto. Esistono sempre diversi fattori in gioco.
Se esiste un problema legato all'utilizzo dei videogiochi o alla TV, il motivo è che il bambino è stato lasciato solo nell'utilizzo di questi strumenti, senza contesto e senza riferimento. Ma avrebbe potuto essere altrimenti! Non dobbiamo demonizzare i videogiochi, che possono comunque apportare una serie di vantaggi. Infatti, i videogiochi contribuiscono a creare abilità e a sviluppare competenze particolari che non si sarebbero potute sperimentare prima.

Doctissimo: Lei fa parte della cosiddetta "nuova generazione dei neuropsichiatri". Può dirci qualcosa di più a riguardo?

Dr.ssa Beauquier-Maccotta: La posta in gioco della nostra generazione è liberarsi dai punti di vista dogmatici e stabilire legami con le diverse correnti di pensiero. Una rivista intitolava di recente "I figli di Dolto", riferendosi ai neuropsichiatri, ma la questione per noi non si pone in questi termini. Il campo della psicanalisi ci offre diverse altre letture. Inoltre, è anche necessario considerare e integrare il contributo di altre discipline come, ad esempio, la ricerca biomedica o l'etnopsichiatria.
Pareri raccolti da Alain Sousa

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04/05/2010

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