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Psichiatri infantili: comprensione di un fenomeno

Gli psicologi vanno di moda… compreso quelli per i bambini! All'origine di questo fenomeno troviamo la banalizzazione delle psicoterapie, il bisogno di riferimenti da parte dei genitori, la nuova condizione del bambino all'interno della famiglia. Facciamo insieme il punto sul "fenomeno neuropsichiatria infantile"...

Psichiatri infantili
© Jupiter

Al "Café de l'Ecole des parents" di Parigi si possono incontrare professionisti, consultare documentazione, discutere con altri genitori. "Come condividere i ruoli tra il padre e la madre, imporre la propria autorità, ecc. Questo luogo interpreta un bisogno dei genitori di essere aiutati di fronte alle loro angosce", spiega Nathalie Isorée, responsabile dell'unità parigina e psicologa. Il successo di questa iniziativa va di pari passo con il boom dei neuropsichiatri infantili, la cui percentuale di consultazione è in continuo aumento. Come spiegare questo fenomeno? Esso deriva dalla "banalizzazione" della psicologia, dalla perdita di fiducia dei genitori e da un nuovo status sociale del bambino.

Banalizzazione della psicologia e crisi di autorità

È ovvio che la banalizzazione della psicologia gioca un ruolo non dei meno importanti. Ovunque troviamo riviste specializzate e trasmissioni televisive che permettono di metterci in contatto con neuropsichiatri infantili e psichiatri in genere.
La cautela che si nutriva in passato nei loro confronti oggi non è più ammissibile.
Considerati attualmente come specialisti dell'angoscia, non si esita più a sottoporre alla loro attenzione le crisi dell'ultimo nato in famiglia o i dubbi sulle sue capacità.
Secondo Nicole Fabre, psicanalista, un altro fattore determinante è che "i genitori sono sopraffatti e fanno appello a un'autorità esterna che, non solo sia in grado di valutare il loro comportamento, ma che sappia anche indirizzarli sulla buona strada". Il problema dell'autorità genitoriale è venuta, quindi, a trovarsi al centro del dibattito. Ora i buoni sentimenti non bastano più: la generazione formata alla scuola di Françoise Dolto è alla ricerca del giusto modo di comportarsi. "Constatiamo che i genitori sanno cosa bisogna fare, ma non si autorizzano a farlo", prosegue Nathalie Isorée. Alzare la voce, proibire le uscite, per non parlare delle sculacciate, finisce per instaurare un sentimento di sfiducia nei figli. Tra il timore di essere in difetto e il senso di colpa, essere genitore nel XX secolo è un compito davvero molto difficile.

La felicità passa attraverso il figlio

L'epoca attuale è anche caratterizzata dalla preoccupazione della perfezione, compresa quella che riguarda i figli. "Corsi di musica, di judo o counseling psicologico fanno parte dell'armamentario del bambino", commenta Nicole Fabre. Questi genitori
ansiosi, desiderosi di fare tutto per bene e di svolgere al meglio il loro compito educativo, offrono ai figli il massimo in termini di affetto, di sviluppo e di prospettive.
Come a voler evitare i fallimenti futuri. In realtà, questo è un obiettivo pericoloso perché il figlio si sente responsabile della felicità della famiglia, di riuscire a tutti i costi là dove i genitori hanno fallito e di rimandare un'immagine positiva. Risultato: una pressione costante sulle spalle dei nostri piccoli angeli.

Un boom positivo

L'intenzione di prendere un appuntamento con lo psicologo può essere positiva. "Se siete preoccupati, rivolgetevi a lui!", afferma Nicole Fabre. "Spesso, è su esplicita richiesta della maestra o di un insegnante che i genitori vengono da noi", precisa. I sintomi sono quelli classici: il bambino ha un'aria trasognata o, al contrario, è aggressivo, qualche volta anche poco attivo. Uno psicologo può aiutarti a interpretare le angosce, le tue e quelle di tuo figlio. Tuttavia, non è sempre necessario inserire il bambino nel circuito di un counseling psicologico. Spesso, una semplice chiacchierata può dispensare saggi consigli, sufficienti a far scomparire i disturbi.

Al contrario, esistono bambini che si trovano in difficoltà reali che solo un professionista è in grado di risolvere. Ad esempio, quando il bambino si ribella in modo sistematico, copia in classe, litiga con gli altri, manca di rispetto, non riesce a imparare… Non aspettare fino a quando sei al limite della sopportazione e non ne puoi più. Ma fai attenzione a non ricadere nell'eccesso opposto del "fenomeno neuropsichiatria infantile", rivolgendoti a uno psicologo o uno psichiatra per un nonnulla.
Catherine Maillard

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04/05/2010

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