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Quali terapie per i bambini?

I problemi di ordine psicologico non riguardano soltanto gli adulti. Questi problemi, infatti, possono comparire molto presto nella vita. Il Dr Frédéric Kochman è neuropsichiatra infantile ed esercita la sua professione in diversi centri medico-psicologici di Lille e Roubaix, in Francia. Utilizza una serie di metodi cognitivo-comportamentali nei bambini dell'età di alcuni mesi fino all'adolescenza. Il Dr Kochman ci svela i problemi che riguardano i più giovani e le soluzioni che esistono.

Quali terapie per i bambini?
© Jupiter

Doctissimo: Quello dei disturbi psicologici del bambino è un argomento di cui oggi si tende a parlare di più. Da quella che è la Sua esperienza, riscontra un aumento nel numero di casi?

Dr Kochman: Da circa 5 anni, assistiamo a una moltiplicazione da 2 a 4 del numero di consultazioni in neuropsichiatra infantile, principalmente per due ordini di ragioni. In primo luogo, una migliore informazione dei genitori grazie alla medicalizzazione dei pazienti, ad esempio i Disturbi ossessivo-compulsivi (DOC), la depressione del bambino, i disturbi d'ansia o dell'umore, l'iperattività del bambino. Quasi ogni settimana i genitori mi portano articoli che hanno trovato su Internet. Si assiste, poi, a una demistificazione del ruolo dello psichiatra. In altre parole, quando si va da uno psichiatra o da uno psicologo, si teme di essere presi per "matti" o per "spostati".

Doctissimo: Lei stima che in Francia 400.000 bambini sono depressi. Quali sono le patologie più ricorrenti?

Dr Kochman: Occorre distinguere le patologie conclamate e i disturbi del comportamento di tipo non patologico. Nella prima categoria troviamo la depressione, le psicosi infantili, che vanno dall'autismo ai disturbi invasivi dello sviluppo, i disturbi ansiosi di cui fanno parte i DOC, l'iperattività, le crisi di angoscia, la fobia sociale (o sociofobia). Non si può dire che esista un aumento dei casi di depressioni infantili, ma dal momento che oggi vengono individuate meglio, in definitiva è possibile guarirle.
All'interno della seconda categoria, annoveriamo i problemi che trovano una spiegazione attraverso una situazione umana particolare. Questi disturbi si manifestano attraverso una maggiore aggressività, un'impulsività estrema, il rifiuto di qualunque forma di autorità… Talvolta, anche a partire dall'età di 6 anni, sono i bambini a dettare legge da soli. Il numero dei genitori persi nel loro compito educativo, infatti, è in aumento.

Doctissimo: Quali sono i segnali che devono allarmare i genitori, incoraggiandoli a richiedere il consulto di un neuropsichiatra infantile?

Dr Kochman: Anzitutto quando il bambino mostra sintomi che interferiscono in modo inequivocabile con il suo sviluppo e la conduzione di una vita normale. Ad esempio,
quando il bambino tende a isolarsi, perde gli amici, quando diminuisce il rendimento scolastico, quando i compagni di classe diventano violenti con lui, quando dorme male, dimagrisce a vista d'occhio, e così via. Insomma, l'elenco dei sintomi potrebbe essere pressoché infinito. Altro indizio: quando i genitori si sentono prevaricati e quando nasce un conflitto all'interno della coppia in conseguenza di un diverso approccio con il figlio. Chiedere una consulenza permette a questi genitori di osservare i fatti con obiettività, di ricevere consigli spassionati, avvalendosi di un supporto e di un accompagnamento genitoriale.

Doctissimo: I metodi che Lei utilizza con i bambini sono diversi da quelli che usa con gli adulti?

Dr Kochman: Sì. Non si può chiedere a un bambino di rimanere coricato su un divano come si fa nella psicanalisi in senso stretto o di avere un colloquio a tu per tu con il medico nel suo studio. Nel primo caso, dopo appena 5 minuti il bambino scenderebbe dal divano per andare a giocare, mentre nell'altro rimarrebbe paralizzato e non saprebbe cosa dire. Nella psicoterapia con i bambini interviene sempre un mezzo di comunicazione, ovvero un oggetto che funge da intermediario al fine di stabilire un contatto con il bambino, focalizzando l'attenzione sull'oggetto. Può trattarsi, ad esempio, di un disegno, di giochi, di musica. Lasciando libero il bambino di disegnare o di giocare, poco alla volta emerge la causa del problema. Ad esempio, quando un disegno raffigura il papà che picchia il bambino, si sospetta un possibile maltrattamento.

Possono anche esistere psicoterapie di gruppo come integrazione a un follow-up individuale. Si organizza uno psicodramma riunendo i bambini che interpretano dei ruoli: questo permetterà di tirare fuori emozioni altrimenti nascoste. Questa tecnica si avvicina in qualche modo al teatro di improvvisazione. Il tutto si svolge in presenza di due psicoterapeuti: uno si occupa dell'animazione, mentre l'altro osserva e analizza le reazioni dei bambini. Perché quel bambino esprime quella data cosa in quel particolare momento? Perché quel bambino non partecipa al gioco e se ne sta in disparte? Perché quell'altro diventa molto aggressivo?

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04/05/2010

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