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Quando portarlo dallo psicologo?

Molto spesso i genitori fanno fatica ad accettare l'idea che loro figlio possa avere bisogno di un aiuto esterno. Infatti, hanno l'impressione di avere fallito nella loro missione educativa ma, come dice il proverbio "nessuno è profeta in patria".

Quando portarlo dallo psicologo?
© Jupiter

Talvolta un figlio può avere bisogno di parlare con qualcuno di totalmente neutrale.
Può anche avere problemi psicologici - ad esempio angosce e insonnie - dovuti a periodi difficili (lutto, malattia, separazione dei genitori…). Ma sono alcuni sintomi a dover attirare l'attenzione dei genitori, in particolare: un peggioramento del rendimento scolastico; un'aggressività improvvisa, angosce e pianti ripetuti; un'interruzione della comunicazione; disturbi alimentari. In questi casi, si consiglia di ricorrere a una consulenza psicologica.

Psicologo, psichiatra o psicoterapeuta?

Lo psichiatra è un medico specializzato (6 anni di studio in medicina + 5 anni di specializzazione in Psichiatria). Lo psichiatra è il solo a poter prescrivere farmaci.
Le sue consultazioni vengono rimborsate dal Sistema sanitario nazionale, se avvengono in un contesto pubblico. Si tratta del miglior interlocutore a cui rivolgersi in caso di depressione o di un disturbo del comportamento. Con i farmaci, lo psichiatra è in grado di placare il dolore immediato, mentre con la parola cura nel lungo periodo.
Lo psicologo è un laureato in Psicologia, che ha conseguito l'abilitazione alla professione mediante un tirocinio teorico-pratico e ha superato l'esame di stato. Le sue prestazioni professionali sono gratuite nelle strutture pubbliche. Il suo lavoro è particolarmente indicato nei periodi di "turbolenza" durante i quali si ha bisogno di essere guidati.
Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico psichiatra, che ha proseguito dopo la laurea la sua formazione professionale, frequentando una scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta dallo Stato. L'iter per diventare psicoterapeuta prevede un training teorico-pratico e implica di essersi sottoposti a una terapia psicologica. Le mansioni dello psicoterapeuta comprendono: colloqui diagnostici, test, counseling, terapia.

Come sceglierlo?

La prima cosa da fare è parlarne con il tuo medico curante o il pediatra, che potrà consigliarti nella scelta e fornirti gli indirizzi. Parlane anche con i tuoi familiari: possono indicarti uno psicologo di loro conoscenza. Ma verifica che disponga dei titoli di studio e delle competenze necessarie per svolgere la sua professione. Gli interlocutori scolastici, in particolare le assistenti sociali, i direttori e le infermiere ben conoscono i centri di cura e, all'occorrenza, possono segnalartene alcuni.

Come portarci un adolescente?

Occorre anzitutto spiegargli che lo psicologo è una persona neutrale che potrà essergli di aiuto nel rispetto del segreto professionale a cui è vincolato. Potrà aiutarlo a comprendere ciò che gli sta capitando e a gestire questa nuova situazione. È anche bene precisare che ci si può recare una volta per vedere come va. L'adolescente deve avvertire un senso di fiducia nel suo interlocutore: se non si sente a suo agio con la persona, se ne può trovare un'altra con cui il giovane ha più affinità.


Katia Chapoutier

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04/05/2010
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