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Attenzione alla madre fusionale

Non essere compresa dalla propria madre è dura; esserlo troppo non consente di trovare la propria strada. Perché, a volte, madri e figlie sono una cosa sola, in una relazione quasi esclusiva. Se l’amore tra loro è troppo fusionale… attenzione, pericolo!

Attenzione alla madre fusionale
© Getty Images

Ci sono le madri che criticano e quelle che ascoltano... Divenute le migliori amica delle figlie, alcune vivono per procura le avventure dell’adolescente e sono, loro malgrado, distruttrici, perché è difficile scappare da loro.

La madre-confidente

 Alcune madri hanno talmente paura che la loro figlia viva al di fuori di loro che la “fagocitano” sin dalla tenera infanzia. Confidenti di ogni gioia o dispiacere, a loro volta le confidano le loro insoddisfazioni e le loro aspettative. Di conseguenza, diventa molto difficile, per la figlia, distinguere la sua emozione da quella della madre, perché le due donne hanno sempre avuto una relazione simbiotica. Così, la giovane figlia innamorata si confiderà senza esitare con questa madre a cui può raccontare tutto, e quest’ultima, “che conosce la figlia perché l’ha generata”, la consiglierà e la orienterà. Amica con sua madre, la figlia ne diventa senza saperlo anche prigioniera, perché la sua struttura affettiva comprende un legame fusionale. Impossibile escludere la madre, anche quando avrà una vita di coppia: conosce dall’interno il dolore che proverebbe se la estromettesse e non vuole essere la responsabile di questa sofferenza. In un legame fusionale madre-figlia, far soffrire la propria madre, significa far soffrire anche se stesse.

Sfuggire alla possessività

Alcune madri e figlie si telefonano tuti i giorni, anche più volte al giorno. Niente di ciò che è intimo per l’una è sconosciuto all’altra. Viceversa, quando la figlia soffre, la madre è sempre lì per rimetterla in sesto. Questo legame, che potrebbe apparire come ideale, rifiuta in realtà altre persone al di fuori da questa sfera d’intimità ineguagliabile. Così il compagno o l’innamorato occupa un posto secondario accanto alla figlia. Anzi, può essere portato a sedurre la madre per conquistare la figlia, come se madre e figlia fossero un tutt’uno, o perché lo sguardo dell’una va nella direzione dell’altra. Finché madre e figlia vanno d’accordo, va tutto bene. A partire dal momento in cui la giovane figlia prende coscienza di non avere una vita propria e decide di privilegiare un altro amore, oltre a quello per la propria madre, i rapporti si rovinano improvvisamente. Combattuta tra la compassione per la madre e l’odio verso colei che le nega una vita al di fuori di essa, rischia di passare l’esistenza a staccarsi da questa madre onnipotente in una crisi adolescenziale senza fine.

Dalla madre fusionale alla madre abusiva

Alcune madri non rinunciano mai a mantenere un posto dominante nella vita delle loro figlie. Consigliano, giudicano, criticano, senza comprendere quando è il momento di allentare la presa. A volte alimentano nella loro figlia un sentimento di debolezza in modo che quest’ultima continui ad appoggiarsi a lei. La figlia adulta, sentendosi in colpa per non essere all’altezza di sua madre, inconsciamente non si concede il diritto né di avere una vita sentimentale soddisfacente, né di realizzarsi professionalmente. Quando i rapporti madre-figlia sono danneggiati fino a questo punto, quando l’influenza affettiva della madre sulla figlia è insormontabile, quest’ultima non deve esitare a chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta che potrà aiutarla a separarsi simbolicamente da una figura così ingombrante.

Marianne Chouchan.

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08/02/2013
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