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Matrigna o patrigno: cosa fare quando la famiglia si ricompone?

Quando la famiglia si ricompone, l'idillio di questo momento deve accompagnarsi all'amore filiale del partner verso i suoi figli. Cosa che può spesso rivelarsi un vero rompicapo. Ed ecco profilarsi all'orizzonte un personaggio a cui sei forse poco affezionata: la matrigna. Tra gelosia verso i figli, rivalità con la madre e frustrazione sentimentale, la strada è disseminata di ostacoli. Facciamo luce sull'argomento con Catherine Audibert, psicanalista specializzata in problemi familiari, e impariamo a valorizzare i suoi consigli per evitare di trasformarci in matrigne cattive.

Il ruolo della matrigna
© Getty Images

Giulia è innamorata di un uomo con due figli. Siccome è più giovane di lui, desidera farsi una famiglia. Ma ecco che quando sono tutti insieme al gran completo, Giulia si trasforma in matrigna senza neppure rendersene conto. "Anche se questo termine può sembrare desueto, è invece più che mai di attualità, in un'epoca in cui sono moltissime le famiglie ricomposte", spiega Catherine Audibert, psicanalista specializzata in problemi familiari.

Ma cosa si intende con il termine "matrigna"? Nelle fiabe, così come nella vita reale, la matrigna è la seconda moglie di un uomo che ha già dei figli. Le vengono affibbiate cattive intenzioni verso i figli del coniuge, con i quali di solito non va affatto d'accordo, e che loro ripagano con la stessa moneta. Le relazioni tra loro sono compromesse e il suo principale obiettivo potrebbe essere quello di portare dalla sua parte il nuovo marito, a scapito dei figli. Dietro a questa figura al tempo stesso classica e contemporanea, cosa si cela veramente e come potersene liberare?

Matrigna: un ruolo difficile

I luoghi comuni hanno vita dura. La matrigna viene percepita negativamente dalla maggior parte della persone. È in qualche modo passibile di non essere in grado di amare i figli di un'altra donna, anche se cerca di prenderne il posto. Risultato: il suo comportamento con i figli del nuovo marito e le sue osservazioni vengono spesso passate al vaglio della sua illegittimità. Lei NON è la loro madre! Può quindi trovarsi facilmente in una posizione precaria e finire per passare il tempo a giustificarsi.

Anche per i figli è difficile. "È una situazione che viene loro imposta", aggiunge Catherine Audibert. D'altronde, è possibile che si sentano ancora feriti dalla separazione e presi dai conflitti di lealtà nei confronti della madre, che di rado vede di buon occhio l'arrivo della nuova partner in quella che prima era la sua famiglia.  Le tensioni sono quindi inevitabili. Conoscere queste difficoltà ti consente di evitare di trasformarti nella matrigna cattiva.

Hai la tentazione di affrettare le cose

Ti ha presentato i suoi figli molto presto e fin dall'inizio hai cercato di avvicinare i suoi figli di 7 e 9 anni portandoli al cinema, comprando i loro giochi preferiti, senza peraltro far colpo su di loro. Reazioni impreviste da parte dei suoi figli, che percepisci come ingratitudine, suscitano quindi forti reazioni da parte tua, che lasciano successivamente il posto al disinteresse.

"Quando non si sa bene come comportarsi, capita di commettere spesso delle forzature per cercare di creare un legame con i figli", dichiara l'esperta. I rischi sono reali. Volendo procedere troppo in fretta e bruciando le tappe, non lasci il tempo necessario perché i suoi figli ti accettino. Le tue attenzioni suonano quindi fasulle e possono provocare l'effetto opposto, ovvero una distanza da parte loro. Consigli: devi concederti il tempo per "creare" una relazione autentica e ritagliarti il tuo posto nella nuova famiglia. Sii te stessa e guarda come poco alla volta le cose si sistemano prendendo la giusta piega. "Si tende a credere che la matrigna abbia un ruolo ben definito, ma non è così", rammenta Catherine Audibert. Dipende tutto dai figli. Meglio che siano loro a venire verso di te e non il contrario.

Sei in competizione con i suoi figli

Gli rimproveri di trascorrere troppo tempo con i suoi figli o con la loro madre quando i ragazzi non ci sono. Hai la convinzione di venire dopo di loro in ordine di priorità e che ai suoi occhi loro siano più importanti di te.

Quando ti innamori di un uomo che ha dei figli, devi tenere presente che dovrai dividerlo con loro. In realtà, lui non è totalmente disponibile per te. A prescindere che si tratti di un affido condiviso o di un fine settimana su due, questo tempo è dedicato ai figli e tu non ci puoi fare niente. Peraltro, il tuo partner mantiene una relazione con la madre dei suoi figli per la gestione quotidiana dei ragazzi.

Consigli: è normale che si comporti in questo modo. Sei tu a dover ridimensionare le tue aspettative e a porti alcune domande. "La maggior parte delle volte, sentirsi in competizione con i figli origina da una memoria infantile in cui già i propri genitori non venivano percepiti come particolarmente disponibili", spiega Catherine Audibert. Tutto dipende dal comportamento del tuo partner di fronte alle tue richieste. Tuttavia, se da parte tua prendono il sopravvento reazioni infantili, può essere necessario chiedere il sostegno di uno specialista.

Pensi che i suoi figli ti abbiano presa in antipatia

Ti lamenti che i suoi figli ti parlino sgarbatamente, ti contraddicano e si rivolgano al padre per rinforzare il loro atteggiamento nei tuoi confronti. A volte, finisce addirittura che ti ignorino, mentre invece sono adorabili con le persone esterne alla famiglia. Tu impazzisci letteralmente su questa cosa, tanto più che il tuo partner non prende le tue difese e non interviene.

Neanche per i figli è facile. Spesso sono presi tra la prova della separazione, della ricomposizione della famiglia e dei conflitti di lealtà nei confronti dell'altro genitore. Anche se la loro madre non ti tratta apertamente con freddezza, capita spesso che non riesca a "digerire" il fatto che l'ex marito si sia rifatto una famiglia.

Consigli: devi interpretare questo comportamento dei suoi figli come una difficoltà che stanno vivendo e non come del rancore nei tuoi confronti. Anche se i bambini ti vogliono bene, è possibile che abbiano reazioni negative, senza che siano necessariamente rivolte contro di te. È il ruolo della matrigna a disturbarli, più che la tua persona.

Entri in competizione con la madre dei suoi figli

Non puoi fare a meno di denigrare la loro madre, a volte anche davanti ai figli. Più frequentemente, trovi a ridire sui metodi educativi che utilizza con loro. Confrontarsi con la madre e voler avere la meglio su lei è pressoché inevitabile. Anche se non sei la madre dei ragazzi, è davvero molto difficile fare a meno di comportarti con loro in modo materno. Sia che prepari loro da mangiare o che li aiuti a fare i compiti, inevitabilmente tutto questo stimola il tuo istinto materno, dal momento stesso in cui inizi a prenderti cura di loro. Ma i bambini non fanno confusione: la loro mamma rimane tale.

Consigli: non esistono ricette miracolose. Bisogna evitare di proferire parole negative davanti ai figli quando si incontra la loro madre. In ogni caso, è preferibile mantenere un buon rapporto e un dialogo costruttivo per il bene dei figli. Ciascuno deve riconoscere di avere un ruolo. I figli devono sentirsi a loro agio sia a casa della madre sia a casa del padre. Hanno bisogno di ricevere l'amore degli adulti con cui vivono, senza doversi trovare a gestire conflitti di lealtà verso i genitori separati.

È innegabile: la famiglia ricomposta nasconde diverse insidie. "La situazione è talvolta così carica di implicazioni affettive da diventare inestricabile", dichiara l'esperta. È spesso l'ambito in cui decide di intervenire la matrigna, non tanto per scelta, quanto piuttosto per non perdere terreno. Ciò nonostante, questo atteggiamento è il segnale che non si è fatto pace con la propria storia passata, coniugale o genitoriale.

È quindi indispensabile prestare attenzione agli indizi di un tale comportamento per evitare di minare la relazione. La soluzione consiste nel cercare di creare il più possibile armonia, tenendo conto delle diverse parti coinvolte. Se le difficoltà permangono, è necessario farsi aiutare per capire meglio qual è la posta in gioco. La priorità rimane quella di tutelare i figli per accompagnarli al meglio nella loro crescita personale.

Catherine Maillard

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04/08/2014

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