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I danni dello sculaccione

Molti di noi sono cresciuti a suon di sculaccioni, dati da mamme e papà esausti davanti l’ennesimo capriccio o marachella. In molti si sono interrogati sulla validità di questo metodo educativo e dal Canada arriva una ricerca che spiega quali saranno i futuri danni psicologici di un’educazione a base di sculacciate.

Educazione e sculacciate
© Getty Images

Le punizioni corporali: sculaccioni e dintorni

Sculaccioni, strattoni, schiaffi, sono considerate delle punizioni corporali, atte a correggere il comportamento del bambino con l’intenzione di fargli adottare un modo di fare consono alla società in cui vive. La maggior parte di noi avrà subito di certo questo tipo di metodo educativo, molto in voga in passato e ancora di più agli inizi del secolo, quando maestri ed educatori erano legittimati a picchiare letteralmente il bambino che non aveva studiato o che non aveva ubbidito agli ordini. Col passare dei decenni, diversi psicologi, pedagoghi e insegnanti si sono interrogati sull’effettiva efficacia delle punizioni corporali, arrivando a demonizzare anche il più lieve contatto fisico. Estremi a parte, tuttora ci si chiede se sia più sano uno sculaccione al momento giusto o un dialogo con il “colpevole” ma della risposta ancora non si è certi. Ad ogni modo, studi scientifici indagano sulle conseguenze dello sculaccione nella vita del bambino, soprattutto nel momento in cui diventerà un adulto…

Sculaccioni e dipendenze

Lo studio canadese, condotto su un campione di 653 adulti, ha mostrato dei risultati importanti: sembra che coloro che da piccoli sono stati sculacciati o semplicemente sono stati vittima di punizioni corporali come gli schiaffi e le sberle, sono a rischio dipendenza. I casi di alcolismo, di uso di sostanze stupefacenti e di altre sostanze illegali aumentano pericolosamente negli individui i cui genitori hanno stabilito una linea educativa fisicamente più violenta. Oltre alle dipendenze, sembra addirittura che lo sculaccione sia causa di turbe mentali e disagi psicologici non indifferenti, che sfociano spesso in violenza verso il prossimo e stati di ansia. Lo studio parla chiaro, diffondendo delle percentuali da tenere in considerazione: chi ha subito un’educazione basata su sculaccioni e schiaffi ha tra il 2 e il 7% di possibilità in più di presentare delle patologie mentali da adulto. Gli studiosi hanno però specificato di aver trattato solo casi “non violenti”, che non hanno avuto cioè delle serie conseguenze sulla salute del bambino; il campo delle violenze fisiche o sessuali e dei maltrattamenti è troppo ampio da trattare e gli scienziati si sono soffermati semplicemente sui casi di sculacciate e schiaffi nei limiti della semplice punizione genitoriale.

Altre ricerche condotte in seguito alle informazioni diffuse dai Canadesi hanno confermato ciò che già era stato divulgato: il dipartimento di Psichiatria infantile del newyorchese North Shore-Long Island Jewish Health System, ha confermato l’importanza e la veridicità di tali percentuali affermando la necessità di aprire un dibattito sulle nuove frontiere dell’educazione dei figli.

Sculaccioni: vietato esagerare

C’è poi chi utilizza gli sculaccioni per educare persino i grandi. In Russia, nella regione della Siberia, la psichiatra Marina Ciukhrova, con il sostegno del medico ricercatore Serghei Speranski, ha messo in atto una terapia singolare per combattere dipendenze da droghe e alcool: riempire l’individuo di sonore sculacciate, frustate e sberle, secondo loro, allontana la voglia di fare abuso di queste sostanze. Dal canto loro, i due vantano almeno due decenni di esperienza a contatto con alcolisti, drogati e persone dipendenti da diverse sostanze e sembrano avere una certa autorità in materia, anche se la terapia lascia perplessi. Essi stessi ammettono di utilizzare un metodo poco canonico e che suscita sgomento ma sono assolutamente convinti dei risultati ottenuti: i detenuti da loro “trattati”, dopo un anno di terapia, si sono effettivamente dissuasi dall’abusare di ogni tipo di sostanza, fenomeno questo che non era mai stato riscontrato con nessun’altro provvedimento non violento.

Resta da capire se il tabagismo, l’alcolismo e la tossicodipendenza siano plausibilmente delle conseguenze di quello sculaccione che alcuni definiscono “sano trauma” e che per altri va evitato come la peste. Chissà che qualcuno non trovi metodi educativi meno controversi!

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04/07/2012

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