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Più ascolto, meno violenza

La violenza è un vero problema sociale. Scuola, strada, luoghi pubblici… Sembra essere ovunque. E soprattutto, i suoi autori sono sempre più giovani. In un rapporto di settembre 2003 sono state stilate alcune linee guida per bloccare il fenomeno dell’aumento di aggressioni fisiche e morali. Il punto su queste proposte…

Più ascolto, meno violenza
© Getty Images

Nell’ottobre 2003, il Dottor Philippe Cléry-Melin consegnava un rapporto sulla salute mentale in Francia. Questo lavoro, realizzato in collaborazione con il Dottor Jean-Charles Pascal, vice-presidente della Federazione Francese di Psichiatria e il Prof. Viviane Kovess-Mafety, psichiatra, propone uno studio sulla violenza e i modi per mostrarla. Doctissimo ha estratto alcune delle piste proposte.

Ascoltare di più genitori e figli

Nel rapporto, il gruppo di lavoro propone molte azioni che mirano a sostenere i genitori. Sin dall’inizio, le gravidanze dovrebbero essere inquadrate meglio. Accogliere le donne incinta, esser più presenti per intervenire subito in casi di angoscia o tristezza. E’ molto importante moltiplicare i luoghi di ascolto. Come lo sottolinea il rapporto, questo ascolto permette di prevenire la violenza, semplicemente dando le risposte alle ansie, alla solitudine, alle mancanze affettive… Gli autori sottolineano l’importanza di aumentare il numero  di asili e di migliorare la qualità di formazione dei professionisti. Inoltre, forse bisognerebbe rivalutare la soglia di età per l’iscrizione a scuola. Alcuni bimbi sono accolti all’asilo all’età di due anni, e ciò potrebbe esporli, troppo precocemente, a forme di violenza.

Scuola: un miglior inquadramento

Per gli autori, il problema della violenza a scuola va oltre il contesto scolastico. Questa aggressività è spesso la risultante di altri fattori, soprattutto familiari…
Per ciò che riguarda la scuola, il rapporto propone molte azioni concrete, citiamo alcuni esempi :

  • Assicurare una buona educazione civica negli istituti scolastici;
  • Trovare misur alternatve al consiglio di classe, sviluppando soprattutto la mediazione;
  • Adattare il regolamento interno alle situazioni verificatesi;
  • E ovviamente aggiornare educatori e professori sui problemi di violenza.


Parallelamente, creare centri di ascolto-salute, aperti anche la sera e nei week-end, permetterebbe ai professionisti di aiutare i bambini.

Aiutare gli adolescenti

Gli adolescenti sono spesso accusati di essere all’origine di tante violenze. Tuttavia, alcune misure preventive potrebbero permettere di evitare il passaggio all’atto.
E’ vivamente raccomandato:

  •  Proporre loro attività creative, in particolar modo artistiche (teatro, musica..) che gli permettano di esprimersi;
  • Dare loro accesso a una sistemazione provvisoria, quando vogliono separarsi temporaneamente dai loro genitori, magari in seguito a una crisi;
  •  Occuparsi di più dei minori che subiscono pene giudiziarie;
  •  E aiutare ovviamente i genitori che ne sentissero il bisogno.

Azioni mirate

Possono essere prese molte misure contro le principali fonti e gli ambienti di violenza:

  • Alcool. I comportamenti violenti legati all’alcool sono ben noti. Per limitare i rischi, è necessario rafforzare le campagne di prevenzione, dalle medie agli istituti superiori.Violenza su strada. Anche in questo caso,  possono essere condotte delle campagna che inizino già durante il periodo di studi per la patente.
  • Lavoro. Per ciò che riguarda il lavoro, ogni impresa dovrebbe promuovere un piano di lotta contro le violenze psicologiche e le spiacevoli situazioni a lavoro. La violenza morale deve essere al primo posto delle preoccupazioni.
  • Violenze coniugali: aiutare medici e professionisti sanitari a scoprire queste violenze e guidare le vittime, assicurare loro un’ospitalità d’urgenza e un’entrata all’ospedale, mantenendo l’anonimato.
  • Persone anziane. Il problema del maltrattamento delle persone anziane non è sufficientemente preso in considerazione.


Per concludere, il ruolo dei media nell’emergenza violenza è grande. Vengono realizzati sempre più documentari su diversi fatti violenti, che aumentano il sentimento di insicurezza.
Perché non proporre una carta di buona condotta?



Alain Sousa

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25/06/2010
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