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Sono gelosa di mia figlia

La gelosia tra madre e figlia è un argomento di cui si discute poco, proprio perché ritenuto ancora tabù. Tuttavia, dall'amore all'odio, dal rifiuto all'identificazione il passo è breve e sono tanti i sentimenti che entrano in gioco in questa relazione così particolare, molto più burrascosa di quanto si creda. Ti proponiamo le spiegazioni di Yves Morhain, professore di psicologia clinica.

Sono gelosa di mia figlia
© Getty Images

La dualità madre/amante

Sono poche le madri che osano confessare di essere gelose della propria figlia. Questa affermazione è scioccante, tanto più che si sente sempre parlare dell'amore materno e, raramente, di questi rapporti burrascosi. Eppure, come testimonia Yves Morhain, la situazione è molto più frequente di quanto si pensi. Tra l'ipersessualizzazione delle ragazzine e la ricerca dell'eterna giovinezza delle donne di età matura, la società attuale inasprisce i conflitti ancestrali, sempre esistiti tra madri e figlie.

Una rivalità che esplode quando le ragazze si affrettano a entrare nell'adolescenza, momento in cui la sboccia la loro femminilità. "Per queste madri è insopportabile confessare la gelosia che provano nei confronti della figlia. Accettare di vedere questo sentimento sarebbe come riconoscere che rifiutano in parte il loro ruolo materno", spiega lo psicologo. Perché, secondo l'esperto, è proprio su questo punto che si gioca tutta la questione: diventare donna significa investire contemporaneamente nel ruolo di madre e di amante. Dunque, alcune preferiscono disattivare il ruolo materno.

Un comportamento distruttivo per la figlia

Ricoprire in modo eccessivo uno di questi ruoli mette sempre in difficoltà la figlia, che può diventare donna solo identificandosi con la madre o rifiutandone il modello. Nella vita di tutti i giorni, la gelosia madre-figlia è caratterizzata, ad esempio, da parole offensive riferite al corpo della ragazza. Queste parole possono devastare la giovane, già scombussolata dai cambiamenti del suo corpo, e può finire per dar luogo a comportamenti autodistruttivi, come l'anoressia o l'autolesionismo.

La madre gelosa può anche denigrare sistematicamente la figlia, impedendole di vedere gli amici. Questa rivalità si manifesta anche nel modo di vestire, al punto che "non si distingue più la madre dalla figlia", spiega Yves Morhain. "Mi è anche capitato il caso di una madre che aveva rubato il fidanzatino della figlia di 18 anni. Questo comportamento ha generato molta violenza in famiglia", spiega lo psicanalista.

Niente madre senza padre

E dov'è il padre in tutta questa storia? Ebbene, lui riveste un ruolo fondamentale. Sono possibili diversi scenari: un padre assente, una madre abbandonata o, al contrario, un padre che ha molta complicità con la figlia. In ogni caso, "il problema è che il trittico non funziona. La complicità deve esistere prima di tutto tra il padre e la madre. La figlia deve poter trovare nel padre un uomo che desidera la propria moglie. È un dato essenziale nella costruzione della sua personalità", dichiara Yves Morhain.

Uno schema che si ripete

Sono diversi i fattori che giustificano questa rivalità esasperata. Una gravidanza in giovane età, la paura di invecchiare, ma anche il ripetersi di uno schema. "Anche la madre ha vissuto una relazione particolare con la propria. Qui entriamo nel campo del transgenerazionale. In certo qual modo, è possibile che reiteri le sofferenze che ha patito se è stata in conflitto aperto con la madre o se è stata rifiutata", spiega lo psicanalista. Molte di queste donne temono di diventare madri e, soprattutto, di mettere al mondo una figlia femmina.

Rivalità madre/figlia: un lavoro da intraprendere sulla propria storia familiare

È possibile interrompere questa spirale infernale dando un nome a questo malessere e, soprattutto, chiedendo l'intervento di una terza persona neutrale. "È fondamentale che la madre non riveli i propri sentimenti alla figlia, perché verrebbero comunicati in modo violento e recepiti con aggressività", rammenta lo specialista. Neppure la separazione fisica è una soluzione. Certo, la fine delle urla e delle tensioni in famiglia può essere vissuta come un sollievo, una liberazione, ma "può anche risvegliare la paura dell'abbandono e causare stati depressivi. Il senso di vuoto verrà allora colmato dalla figlia con il consumo di alcol o vivendo più relazioni con uomini diversi. La madre si chiuderà invece nel suo dolore", sottolinea Yves Morhain che, a maggior ragione, consiglia di intraprendere un percorso di analisi finalizzato a comprendere le origini di questa rivalità.

Dietro l'odio... l'amore

Benché ogni percorso sia unico, dietro l'odio, "diversamente da quanto si possa credere, si cela l'amore", puntualizza lo psicologo. Il lavoro consiste quindi nell'estirpare il senso di colpa di queste donne, di permettere loro di esprimersi e di aiutarle a conciliare il lato femminile materno con la femminilità erotica. "Queste madri impareranno poco alla volta a porsi in modo diverso, a metabolizzare i conflitti. Alcune arrivano addirittura a guardare il passato con ironia. Questo odio può essere quindi analizzato e trasformato in amore, che si manifesta come fierezza nei confronti della propria figlia. Perché è proprio questo ciò di cui hanno bisogno i figli: di riconoscimento", conclude Yves Morhain.

 Paulina Jonquères d'Oriola

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22/01/2015
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