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Le testimonianze di mamme e figlie

Io l’adoro, lei mi rovina la vita, ci sbraniamo… Chi ha detto che il rapporto madre-figlia è semplice e gratificante? Matrigna, chioccia o amica: le figlie come vivono la propria madre, e viceversa? Abbiamo raccolto alcune testimonianze.

Le testimonianze di mamme e figlie
© Getty Images

Valentina, 37 anni: mia madre? La mia droga

Io e lei siamo una vera coppia, la relazione è appassionata, simbiotica. Ogni volta che ho una relazione, mia madre ha la sua crisi di nervi: dice che il mio ragazzo non vale niente, è convinta che si approfitti di me… e si interroga sulle motivazioni che mi spingono a "scegliere ogni volta dei tipi squallidi" (perché solo mio padre è un uomo come si deve). Quando la mia storia finisce, lei mi consola come se fossi una bambina, ripetendomi che non riuscirò mai a tenermi un uomo! Ci attacchiamo il telefono in faccia, ci gettiamo l’una nelle braccia dell’altra, litighiamo… Lei mi stanca, mi distrugge… Ma l’adoro e non saprei come fare senza di lei!

Il parere della psicologa:

Questa madre iperpossessiva è riuscita a manipolare con crudeltà (più o meno consapevole) la figlia, che è restata in suo potere e che, rimasta allo stadio di bambina cresciuta affettivamente immatura, non è in grado di costruire la propria vita amorosa.

Sofia, 27 anni: mia madre? La mia migliore amica

È il mio modello: coraggiosa e dolce, è anche allegra e molto moderna, e non si lascia mai abbattere. Durante l’adolescenza abbiamo avuto pochissimi conflitti, e ricordo anzi che di solito cercava di smussare l’atteggiamento, più autoritario, di mio padre! Parliamo molto e usciamo sempre insieme, noi due o con la mia sorella minore. Il cancro l’ha resa molto più fragile e io ho una gran paura di perderla, ma resta e resterà sempre un esempio di vita realizzata, davvero una bella persona, che ha fatto di me un donna equilibrata.

Il parere della psicologa:

Questa madre che ha saputo rimanere donna è un modello accessibile, un’immagine positiva e sana. Ha saputo superare i periodi difficili dell’educazione di un figlio senza interrompere la comunicazione e ha saputo trasmettere i propri valori e il proprio amore. 

Veronica, 39 anni: mia madre? Il mio opposto

Non ho mai sopportato il suo caratteraccio: è intrattabile! Ha sempre voluto decidere per me… e poiché ho una personalità piuttosto riservata, mi ha comandato a bacchetta! Da ragazzina dovevo mentire per sfuggire al suo controllo, perché non ero in grado di affrontarla apertamente. In seguito mi sono data alla fuga, e ho incontrato un uomo che non si lascia prendere in giro. Ora viviamo à 800 km da lei! Non sento la sua mancanza, perché per me non è altro che una donna come le altre, per di più rompiscatole e insopportabile. Ma ho l’impressione di essermi persa qualcosa di fondamentale…

Il parere della psicologa:

Una madre troppo rigida e onnipotente produce opposizione. Anche se Veronica ha scelto la fuga, la sua aggressività e la sua sofferenza, seppure dissimulate, restano presenti. Non è mai stato possibile stabilire un dialogo

Stefania, 36 anni: mia figlia? La mia speranza

Mia madre si interessava ben poco a me, causandomi dei complessi fisici che mi trascinerò per tutta la vita. Ho sofferto per il suo sguardo su di me, per i suoi commenti sgradevoli sul mio aspetto (diceva, sospirando, che non le assomigliavo affatto). Oggi mia figlia ha otto anni e a volte non so come comportarmi con lei, così vicina ma così diversa. Cerco di darle fiducia in se stessa… e mi sento in colpa quando, in un momento di nervosismo, mi scappa un "che oca" o "che sciocca", perché so quanto possono essere crudeli certe parole.

Una cosa è certa: la rassicuro ogni momento sul mio amore assoluto. E ho perdonato mia madre: ho curato le mie ferite grazie a mia figlia…

Il parere dalla psicologa:

Questa madre, interessandosi solo alla parte fisica e sminuendo la figlia, ha distrutto la sua fiducia in se stessa e ha turbato la costruzione della sua identità di donna, ma Stefania ne è cosciente e sarà quindi in grado di non ripetere gli stessi errori. La cosa fondamentale è riuscire prima o poi a perdonare.

Isabelle Delaleu

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08/02/2013
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