Home  
  
  
    Videogiochi sotto l'albero
Cerca

Genitori e figli
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Videogiochi sotto l'albero

Natale è ormai alle porte e con lui anche la sempiterna corsa ai regali! Ma cosa regaleremo ai nostri adorati figli? "Dei videogiochi", rispondono in coro i piccoli (e anche i grandi). Facciamo insieme il punto su questa passione e sui timori che suscita, proponendo anche i nostri consigli per accontentare davvero tutti.

Videogiochi sotto l'albero
© Getty Images

"Via via presentati come strumenti di svago, innovazioni tecnologiche e persino beni culturali, i videogiochi sono oggetto di un crescente entusiasmo, nonostante suscitino nel contempo anche qualche timore", segnala una recente nota del Consiglio di analisi strategica*. A Natale, quando i videogiochi di sport, di avventura e di guerra volano in cima alla lista dei regali da mettere sotto l'albero, i genitori si pongono alcune domande. A riguardo, persiste un'effettiva incomprensione sia sul contenuto dei videogiochi, percepiti come fattore che stimola l'aggressività, sia in termini di numero di ore che vi dedicano i bambini. Ragionevoli timori stemperati dai nostri specialisti!

Videogioco: la messa in scena di se stessi

La passione che suscitano i videogiochi nei bambini è del tutto giustificata, che piaccia o meno a qualcuno. Infatti, i videogiochi propongono una rappresentazione di se stessi davvero straordinaria tramite un avatar che presenta più di un'attrattiva. "La serie Sims, videogioco di simulazione sociale, deve senz'altro il suo successo all'incredibile ventaglio di caratteristiche fisiche ed emozionali di cui è possibile dotare il proprio personaggio", segnala lo psicologo clinico Michael Stora.

Con i videogiochi, i bambini sono passati da spettatori passivi ad attori e, infine, a registi. "In questo modo possono reinterpretare virtualmente parti di loro stessi, come ad esempio imparare a gestire la vita di diversi personaggi o organizzare straordinarie comunità", aggiunte l'esperto. Più che un semplice svago, questi giochi svolgono indiscutibilmente una funzione catartica, importante per gli adolescenti di età compresa tra i 10 e i 14 anni e che attraversano un periodo di transizione non sempre facile. I videogiochi danno a questi ragazzi la possibilità di vivere delle emozioni attraverso un personaggio che non sono loro. E a volte fa anche bene!

La messa in scena dello scontro

Le cifre parlano da sole: con il 39,3% di giocatori di età compresa tra 10 e 17 anni, i videogiochi di combattimento rimangono quelli più apprezzati*. La rappresentazione dello scontro è al centro di questi videogiochi, così come lo sono i timori dei genitori. Talvolta a torto, secondo gli specialisti. "Anche se il realismo di alcuni giochi di guerra può essere inquietante, si tratta soprattutto di una violenza grafica", stempera Michael Stora.

D'altronde, giocare alla guerra non è un fatto nuovo. Da sempre i ragazzi si divertono a "fare" la guerra. A parere dello psichiatra Serge Tisseron, "è un mezzo attraverso cui placare il grande mistero che circonda la morte". Un punto di vista condiviso anche da Michael Stora, che sostiene: "La guerra è anche un modo per mettere in scena le situazioni di frustrazione e di aggressività vissute durante la giornata".
Inoltre, non è affatto da trascurare la dimensione del libero sfogo che caratterizza i videogiochi. Per quel che attiene all'aspetto legato alla violenza, occorre ammettere che esiste davvero. Tuttavia, le immagini di violenza che ci vengono propinate durante il telegiornale delle 20, la cui unica nostra alternativa è quella di essere semplici spettatori, proprio come i bambini, risulterebbero di gran lunga più nocive", insiste lo psicologo.

La dimensione insospettabilmente gratificante dei videogiochi

A pensarci bene, il videogioco sviluppa una qualità essenziale nella costruzione della personalità del bambino, ovvero la perseveranza. Avrete sicuramente già avuto l'occasione di notare quanto impegno e quanta energia i vostri figli debbano profondere per passare da un livello di gioco a un altro! D'altronde si sa, sbagliando si impara. In certo qual modo questi gioco sono gratificanti per i nostri figli!

Suscitano gioia e piacere, proprio laddove la scuola non contribuisce sempre a valorizzare i ragazzi. "Non dimentichiamo che molti adolescenti si trovano a vivere situazioni difficili, stigmatizzati dal sistema scolastico e dagli ideali dei genitori, ardui da raggiungere", spiega Michael Stora. Più che il concetto di onnipotenza, che ha di che intimorire molti genitori, è proprio la possibilità di progredire che è in gioco, oltre che la capacità di adattamento dei ragazzi. I videogiochi li preparano a fare delle scelte, a sfidare gli ostacoli.

Pericoli reali o virtuali?

Avvertiti da molti genitori come mostri nascosti dietro a uno schermo, pronti a divorare i loro ragazzi, i videogiochi e la dipendenza che comportano sono al centro del dibattito. Eppure, gli studi dimostrano che i giocatori di età compresa tra i 16 e i 19 anni sono quelli che consumano i videogiochi con maggiore intensità, dedicandovi più di un'ora al giorno, almeno per il 34% di loro*. Quindi, nessun pericolo in casa! "I giochi possono diventare pericolosi per l'equilibrio del bambino solo quando contribuiscono a incrinare le relazioni sociali o a compromettere il rendimento scolastico", sottolinea lo psicologo Michael Stora. A suo parere, non esiste una durata ideale di gioco. Dopotutto, pensereste mai di fare la predica a un bambino che trascorre ore a fare un puzzle? È quindi compito dei genitori porre dei limiti che ritengono giusti.

Certamente, si pone il problema della confusione che viene a crearsi tra reale e virtuale! Tuttavia, "L'essere umano, e ancor più il bambino, possiede nell'arco del suo sviluppo la capacità di "fare come se", che lo protegge da questa confusione", sostiene lo psicologo. Il nemico è virtuale. Il passaggio all'atto di cui parlano alcuni media è estremamente raro, come dimostra lo studio*. La maggior parte del tempo, coloro che oltrepassano il limite sono ragazzi già "border line", per i quali il videogioco non si limita a essere un passatempo importante.

Natale: un'occasione per riaccendere la discussione

"Ormai la cultura dei nostri figli passa attraverso i videogiochi", sostiene lo psichiatra Serge Tisseron. Più che un argomento di conflitto, questa passione per nuovi spazi dovrebbe costituire un oggetto di discussione tra genitori e figli. Certamente, esiste il divario intergenerazionale. Ma la console di gioco Wii, che offre la possibilità di giocare insieme a tutta la famiglia, ha contribuito a ridurre lo scarto generazionale. "Perché non interessarvi di più a questo tipo di gioco?", sollevano unanimi gli specialisti. "Piuttosto che scegliere in vece del bambino, perché non servirsi della sua scelta per parlarne?", insiste lo psicologo Michael Stora. Naturalmente, per evitare che il bambino si chiuda in un "mondo virtuale", Serge Tisseron raccomanda di diversificare i giochi, proponendo di volta in volt giochi di guerra, di avventura, di sport... Per quanto riguarda le norme da rispettare in base all'età dei giocatori, occorre attenersi alle indicazioni riportate sulla confezione dei prodotti. Ed è proprio con l'intento di proteggere il pubblico più sensibile, attraverso il rilascio di informazioni pertinenti, che sono nate diverse classificazioni mondiali, in particolare in Europa. Qui, il Pan European Game Information (PEGI), metodo di classificazione valido in tutti i paesi europei, è utilizzato per suddividere i videogiochi attraverso due distinte fasce di età e contenuto.

Da quel momento, è stato forse possibile metter fine a questa ondata di panico creatasi attorno al virtuale, tanto più che lo scompiglio generato dai videogiochi è lungi dall'essere storia passata. Capire per regolamentare e continuare a proporre lunghe passeggiate nel bosco sotto il cielo invernale, resta senza dubbio una delle chiavi dell'equilibrio intergenerazionale, spesso bistrattato in ogni epoca!

Catherine Maillard

Commenta
09/12/2010
Caricamento ...

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?