Home  
  
  
    Non amo il Natale, e allora?
Cerca

Feste di fine anno
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Non amo il Natale, e allora?

Tutti pazzi per il Natale? Non ne saremmo poi così sicuri! Sebbene ci sia chi non aspetta altro che il calendario dell’Avvento e il pranzo natalizio, c’è chi invece vive il Natale con una vera e propria angoscia. Spiegazioni e sdrammatizzazioni con Sarah Serievic, psicoterapeuta, specializzata in psicodramma.

Non amo il Natale, e allora?
© Getty Images

Vetrine scintillanti, alberi che ondeggiano nelle città e corsa ai regali non sempre suscitano un consenso unanime. C’è chi si butta febbrilmente nei preparativi, mentre altri desiderano solo scappare. “L’angoscia di riunirsi con una famiglia percepita come troppo diversa, addirittura dannosa, è più frequente di quanto si pensi”, fa notare Sarah Serievic, psicoterapeuta specializzata in psicodramma. Tanto più che il Natale viene associato all’idea di una famiglia ideale in cui ci si riunisce con gioia e buonumore, un’immagine a volte ben lontana dalla realtà.

Condividere l’infanzia!

Il Natale ci riporta immancabilmente alla nostra infanzia! La riuscita di questa festa dipende da un lato dai tuoi ricordi, dall’altro dal rapporto che hai oggi con la tua famiglia. “Riuniti attorno all’albero di Natale e all’eterna tavola imbandita, certi genitori continuano a trattare i figli come bambini, o a sottometterli alle loro esigenze”, rivela la nostra esperta. Una situazione inaccettabile per alcuni, che vi si piegano controvoglia e rassegnati. “A quest’età non cambieranno più!”

Trascinarsi a queste riunioni non sarebbe poi così penoso, se non fosse che il Natale è diventato una sfida ancora più difficile da affrontare, dato che l’inconscio ci riporta a un momento di convivialità e calorosa partecipazione... Con i media che ne amplificano l’aspetto lieto e gioioso (con lo scopo di farci consumare, naturalmente). Tutto ciò non può che aumentare le pressioni!

Tra solitudine e sensi di colpa davanti all’albero di Natale

“Perché sono tutti contenti tranne me?”. Quando ci si pone questa domanda, si può provare un sentimento d’isolamento accentuato dal senso di colpa. Numerosi fattori possono contribuire a questo interrogativo. Durante questa festa inter-generazionale, in cui dovrebbero divertirsi bambini di tutte le età, a seconda che tu sia genitore, (ancora) single senza figli, o felicemente in coppia e con un bambino, la serata non sarà la stessa! Anche la tua situazione professionale può interferire. “Se ti trovi in un momento di vulnerabilità e se emergono gelosie e rivalità tra fratelli e sorelle, a volte attenuate dai genitori, il tuo disagio è perfettamente legittimo”, spiega Sarah Serievic. In quel caso il Natale ci mette di fronte a tutto ciò che abbiamo lasciato “in sospeso”, e può generare molta angoscia. Ancora di più se la famiglia non gioca il suo ruolo di sostegno e non si mostra conciliante.

Natale: più un obbligo o una festa?

Il grande rituale delle feste non è sempre rilassante! E i tuoi desideri di felicità restano inascoltati. Più che a una riunione gioiosa, sei invitato/a a una cerimonia obbligatoria, in cui si giocano ancora molti regolamenti di conti. Risultato: cammini sulle uova,intento/a a evitare gli argomenti che danno fastidio invece che a condividere la felicità del ritrovarsi. Ma perché è così complicato? “Da bambini forse si è stati costretti a interpretare un certo ruolo per essere amati. Non è sempre facile liberarsi da questa maschera”, spiega Sarah Serievic. Tanto più che questa full immersion in famiglia può far riemergere emozioni mal digerite. Generando di conseguenza più frustrazione che felicità!

I consigli anti-tristezza per Natale

Inutile colpevolizzarsi, tanto più che questo non ti porterà da nessuna parte. La cosa migliore, in un primo momento, è accettare la situazione e sdrammatizzare. La psicoterapeuta rassicura: “La famiglia rimane indubbiamente una delle sfide più grandi da affrontare durante il cammino della nostra evoluzione. Natale mette in luce i molti desideri proiettati su di te nell’infanzia, che raramente coincidono con quello che sei diventato/a”.

Il suo consiglio prima di Natale: “Dì a te stesso/a che non esiste solo la famiglia, che di certo attorno a te ci sono persone che ti sono vicine, amici con cui vivi rapporti autentici e leggeri”. Abbiamo anche una famiglia dell’anima, dopotutto! Organizza una piccola rimpatriata con loro prima o dopo Natale, in modo da creare un rifugio caloroso e gioioso in cui fare il pieno. Poi ci sarà sempre Capodanno per essere ciò che sei davvero, senza essere costretta a camminare sulle uova.

Il suo consiglio per Natale: “Cerca di focalizzarti sugli aspetti positivi: un buon pasto, il piacere di ritrovare chi non vedi da tanto tempo(è raro essere “estranei” a tutti i membri della famiglia), i bambini che crescono”, relativizza l’esperta. Concentra l’attenzione su ciò che va bene e sul fatto che sia una fortuna che ci siano tutti.

E se fosse davvero una tortura? È possibile sfuggirvi? “Puoi decidere di rifiutare l’invito per Natale, a condizione di assumertene le conseguenze. Per non legittimare una “rottura”, potresti andare a trovare la famiglia in un’altra data, non proprio il giorno fatidico di Natale, che è naturalmente più pesante”, conclude Sarah Serievic.

Catherine Maillard

Commenta
18/12/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?