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La sindrome di Rebecca o la gelosia retroattiva

L’amore, quel sentimento che regala emozioni e che spinge a reazioni inaspettate, passionali, che sfuggono alla razionalità. Sentimenti forti ma a volte eccessivi che possono turbare l’equilibrio della coppia. Litigare a causa di un’accecante gelosia, decisamente inutile, che riguarda la sfera temporale del passato. Questo tipo di gelosia ha un nome, Doctissimo ti aiuta a vincere la “sindrome di Rebecca”.

La sindrome di Rebecca o la gelosia retroattiva
© Getty Images

La “sindrome di Rebecca” indica una gelosia forviante, che riguarda il passato sentimentale del proprio compagno/a; un sentimento capace di insidiarsi nella mente del partner, generando stati d’animo quali l’ansia, la depressione, la rabbia e una certa ossessione per il tradimento.

Gelosia giustificata

Quando si ama, è facile essere gelosi. Si cerca di tutelare se stessi e l’altro/a da qualsiasi probabile pericolo esterno. La gelosia, se lieve e controllata, è un sentimento normale, fisiologico e consequenziale.  Essa deriva dalla paura di perdere la persona che si ha accanto, e più precisamente dalla paura che qualcuno porti via ciò che si ha e cui si tiene. (1)

Il geloso è così

Uno dei ritratti più significativi del geloso è quello tracciato da Merleau-Ponty in Les relations avec autrui chez l’enfant che lo definisce come “colui che gode a farsi soffrire. Egli moltiplica le sue indagini, cerca sempre nuovi indizi, formula delle ipotesi che sono sempre destinate a stimolare la sua angoscia o la sua inquietudine.” (2) Il geloso, sebbene non se ne renda conto, è in genere una persona che non si fida né di sé, né di colui/colei che dice di amare. Si allarma se l’altro/a si allontana. La gelosia è normale, ma non deve trasformarsi in una malattia, non deve cioè diventare patologica.

La gelosia esagerata

Il geloso tende a giustificare la propria gelosia, definendola una testimonianza d’amore; in realtà non si rende conto che la gelosia esagerata è l’esatto contrario di una dimostrazione d’amore, serve solo a creare un’immagine distorta di sé, ossessionati da fantasmi, il più delle volte immaginari, etichettati come “ex”.

La gelosia può aumentare in virtù dell’intensità del rapporto che il partner ha vissuto con l’ex, specialmente nei casi in cui l’ex ha condiviso col partner momenti importanti, come il matrimonio, una gravidanza, il superamento di una malattia o una forte complicità di tipo sessuale, o se la relazione è finita in seguito ad altri fattori, quali la distanza fisica, lasciando dunque un piacevole ricordo e anche un sentimento reciproco di stima e affetto.

 

La sindrome di Rebecca

La sindrome di Rebecca prende il suo nome da un film di Alfred Hitchcock, ispirato dal celebre romanzo di Daphne du Maurier “Rebecca la prima moglie”. Libro e film raccontano la storia di una donna che sposa un vedovo. Vive con lui nella casa in cui il ricco uomo era vissuto con la prima moglie. La donna si rende conto che il marito è ossessionato dal ricordo della defunta Rebecca, di cui è ancora innamorato e che considera perfetta.

La sindrome di Rebecca indica oggi la gelosia che si prova per il passato sentimentale del partner. Si tratta di una particolare forma di gelosia retroattiva nei confronti della persona amata. Una gelosia immotivata, ingiustificata, che può diventare una vera ossessione.

Attacchi d’ansia, cali d’autostima e traumi precedenti

Mitizzare l’ex può accadere, e ciò può avvenire in maniera spontanea, attraverso frasi e apprezzamenti che possono ferire il compagno/a attuale, provocandone involontariamente la gelosia. Si innesca così un processo secondo cui il compagno attuale inizia a temere l’ex, quasi come fosse ancora ben presente nella vita della persona amata.

È un tipo di gelosia che può dipendere da diversi fattori:

  • La scarsa autostima. In genere una bassa stima di sé è controbilanciata da un’immagine distorta che si ha degli altri, che ai nostri occhi appaiono pieni di qualità, virtù e senza difetti. Idoli in confronto al mostro che sei tu.
  • L’ansia. Uno stato ansioso è difficile da tenere sotto controllo, e più ci si cerca di auto convincersi di non dover essere gelosi, più si finirà per sentirsi ossessionati dall’immagine dell’ex, un tormento che rasenterà la follia. Gli attacchi d’ansia non potranno che allontanarti dal partner.
  • Il trauma. Se hai vissuto storie d’amore complesse, che hanno lasciato traumi e ferite nel tuo cuore, è normale che ti senta vulnerabile e che ci si convinca che ciò che è successo in passato, possa, anzi debba, riproporsi in futuro. Ecco perché devi imparare a fidarti. Ci vuole tempo per superare la paura del tradimento e dell’abbandono.

La psicoterapia di coppia

Chi è affetto da sindrome di Rebecca rischia di rendere tormentato il rapporto col partner, quasi insostenibile, al punto da decretarne la fine, unica soluzione per ritrovare la pace.

Accecati dalla gelosia, diventa impossibile rendersi conto che il pericolo “ex” in realtà non esiste e che è il geloso a renderla una effettiva minaccia.

Sono i comportamenti sbagliati, le tue manie e la paura – sebbene le rassicurazioni del compagno/a e le sue prove di amore- che non faranno che dividervi. In questo caso l’unica soluzione è rappresentata dall’aiuto che solo uno specialista può darti. Il problema va affrontato e non sottovalutato: consigliata una psicoterapia individuale, ideale una psicoterapia di coppia per uscirne più forti di prima. Solo così si potrà recuperare la pace nella coppia.

La comunione del passato sentimentale

Il corpo e la mente raccontano la storia personale di ogni uomo. Ognuno di noi è il risultato delle esperienze del passato, che hanno contribuito alla costruzione del sé e della maniera di relazionarsi con gli altri. Quando una storia finisce e un’altra inizia, è inevitabile pensare ai vecchi amori o addirittura paragonarli a quello attuale, ma è tutto nella norma. Mettere in comune il proprio passato sentimentale, è il primo passo per la costruzione di un rapporto sincero e duraturo. Da un lato completa la vostra conoscenza, dall'altro permette di superare assieme i traumi precedenti, costruendo così una relazione basata su valori importanti (rispetto, sincerità, comprensione e fiducia). Parlarne è il modo migliore per non alimentare false fantasie e per concentrarsi su ciò che conta, per cui vale veramente la pena lottare, la nuova coppia.

 

Fonti:

(1)  Edoardo Giusti, Maria Frandina, Terapia della gelosia e dell’invidia- Trattamenti psicologici integrati.

(2)  Merleau – Ponty, Maurice, Il bambino e gli altri, Roma: Armando Editore, 1993, 148 pp.

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24/05/2011

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