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Prevenire e curare il tradimento

Esiste un antidoto contro il tradimento? E’ davvero un evento ineluttabile, quella passione che svanisce, quel fuoco che si trasforma in tenero affetto e niente più? Doctissimo lo ha chiesto alla d.sa Marinella Cozzolino, psicoterapeuta in Sessuologia e presidente dell’Associazione Italiana di Sessuologia Clinica.

Prevenire e curare il tradimento
© Getty Images

Perché si tradisce di più? Che cosa è cambiato nella società italiana?

La verità è che si parla di più del tradimento, che non è più un tabù assoluto. E sono in particolare le donne a tradire di più, grazie a uno stile di vita più aperto, alla ricerca dei propri desideri. La chiave sta nella diffusione dei contraccettivi: con questa copertura sanitaria la donne possono concedersi delle scappatelle più facilmente.

Qual è il desiderio che il tradimento può esaudire?

E’ il bisogno di sentire le “farfalle nello stomaco”. Ovvero quell’emozione che ci fa sentire il mal di pancia prima dell’incontro con una persona nuova e speciale. Nei matrimoni condividiamo tutto ed è la quotidianità a non farci più sentire quelle emozioni. Abbiamo bisogno di qualcosa di forte legato al mistero, alla trasgressione, legato a ciò che non conosciamo. Lo dice la stessa etimologia della parola desiderio: “de-sidera” vuol dire senza astri. Ovvero, quando il nostro cielo è già stellato non desideriamo più le stelle, non possiamo più desiderare una cosa che già possediamo o pensiamo di possedere.

Quali sono le persone che tradiscono?

Tra i miei pazienti ci sono alcuni che mi dicono “Io non ho mai tradito”. Ma sono tutte persone che hanno avuto storie molto brevi, durate un anno, un anno e mezzo. È ovvio, in un periodo così limitato non si sente per niente il desiderio di cercare altrove. La difficoltà nasce verso i dieci, quindici anni di convivenza. Quando non ci sono più il corteggiamento, l’ammiccamento, la possibilità di scegliere. Le coppie giovani invece hanno un altro tipo di problema, legato all’attaccamento. Loro possono stancarsi molto prima, perché non sono riusciti a costruire un legame abbastanza solido.

Il tradimento porta sempre a fratture insanabili nelle famiglie?

I tradimenti non sono tutti uguali: c’è sempre una motivazione dietro. Quella più generica, ovvero la necessità di un’emozione nuova, non porta necessariamente alla rottura di una famiglia. Spesso, la presenza di un amante porta uno dei coniugi a vivere con più sicurezza la vita familiare.

Non c’è un’alternativa?

Certo che esiste! All’interno della famiglia si possono creare aspettative diverse e nuove, che non hanno a che fare con la sessualità: si può pensare di comprare una casa, fare progressi con il lavoro, dedicarsi di più ai propri figli. Qualsiasi nuova attività o progetto può essere un buon diversivo e allontanare l’idea del tradimento.

Quali sono i metodi più utilizzati per prevenire il tradimento?

Quello che va sempre più di moda è di vivere in due case separate. Succede soprattutto nelle coppie che sono al secondo matrimonio, quindi a persone con almeno quarant’anni. La tendenza si chiama LAT,  dall’inglese living apart together (vivere insieme separati, è stato il sindaco conservatore di Londra Boris Johnson a fare da apripista nel Regno Unito, ndr), consente di rimanere un po’ distanti, di  mantenere i propri spazi e la propria intimità, di concederci tutto ciò che ci piace e di scegliere se dormire insieme senza essere obbligati a farlo. Ciò mantiene vivo il mistero e l’interesse nei confronti dell’altro.

E tra i giovani?

I giovani che viaggiano o si incontrano grazie al web vivono sempre di più le relazioni a distanza, e questo può essere un antidoto al tradimento. La distanza in qualche maniera tende a riavvicinare, come un elastico: più lo tiro più i due estremi dopo si riavvicinano con forza. Allo stesso tempo ognuno può vivere la sua individualità nella propria città e quando i due si vedono è sempre come una vacanza. Questo è possibile perché oggi nessuno dipende dell’altro, né economicamente né socialmente, e le persone cercano di costruirsi una propria identità.

 

Nicola Accardo

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16/11/2010

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