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I documenti necessari per un matrimono misto

Il giorno del matrimonio è di quelli che si tengono sempre stretti nei propri ricordi, a volte anche a sollevare il morale quando non passiamo una delle nostre fasi migliori. Se fin da piccoli si sogna il grande giorno, non si ha idea dei problemi burocratici e organizzativi a cui si va incontro fino a quando non si tenta di organizzare il proprio grande giorno, e le pratiche si allungano se si tratta di un matrimonio misto. Quali sono i documenti necessari? Il matrimonio religioso è sempre possibile? Per non farsi cogliere impreparati, scoprite con Doctissimo tutto ciò che serve sapere per affrontare con serenità l’organizzazione di un matrimonio misto.

Documenti per i matrimoni  misti
© Getty Images

Matrimoni misti: in Europa

Fino a pochi anni fa, anche il matrimonio tra connazionali prevedeva un bel po’ di scartoffie da preparare e portare in Comune. Oggi, invece, si è tutto molto semplificato e l’autocertificazione regna sovrana. La prima cosa da fare per sposarsi è richiederlo all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza di uno dei due sposi. A questo punto i due sposi non hanno che da firmare una carta che attesti i dati personali fondamentali, come residenza e nascita, e poi fissare col comune una data per il “giuramento” o “promessa di matrimonio” che dir si voglia. È obbligatorio avere un testimone, che sia o no lo stesso che poi svolgerà questo ruolo durante il matrimonio poco importa, mentre anche per i maggiorenni è raccomandata la presenza di un genitore che testimoni che i due futuri coniugi non siano consanguinei, altrimenti sarà necessario portare con sé la copia integrale dell’atto di nascita. Nel caso uno degli sposi fosse straniero ma appartenente all’Unione europea, è necessario anche il “certificato di capacità matrimoniale” da richiedere presso il Consolato o l’Ambasciata del Paese d’origine dello sposo estero. Per cittadini svizzeri o austriaci è necessario anche, oltre il passaporto, un certificato di cittadinanza e un atto di nascita accompagnato da una traduzione del documento che non sia antecedente ai 6 mesi.

Matrimoni misti: nel mondo

Se invece la vostra metà viene da più lontano vi consigliamo di partire con maggiore anticipo sui preparativi burocratici perché si passa al secondo livello di difficoltà. Il nulla osta rilasciato dal consolato o dall’ambasciata, infatti, deve avere la firma autenticata dalla prefettura competente. In particolare se il vostro cuore batte per un cittadino statunitense, invece del nulla osta, si dovrà presentare una dichiarazione giurata resa davanti al console o all’ambasciatore degli Stati Uniti con firma autenticata in Prefettura, accompagnata da un atto notorio reso davanti al Giudice unico e il certificato di nascita. L’ultima eccezione è quella dei rifugiati politici, per i quali a dare il nulla osta non è, ovviamente, il consolato o l’ambasciata del paese d’origine ma l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Matrimoni misti: aspetti religiosi

Se avete optato per un matrimonio religioso e non appartenete allo stesso credo allora è bene verificare l’ammissibilità del matrimonio misto per la propria fede religiosa. Ad esempio la religione cattolica ammette i matrimoni misti senza limiti, ma il coniuge appartenente a questo credo deve impegnarsi a non abbandonare la propria fede, ad educarvi i propri futuri figli e, per rispetto dello sposo, ad avvisarlo di questo impegno. Diverso il caso per la religione islamica: una donna non potrà mai sposare un uomo non mussulmano, mentre un uomo mussulmano potrà sposare una donna appartenente a una fede diversa solo se questa è ebrea o cristiana. Completamente inammissibili i matrimoni misti per la religione ortodossa, mentre per l’ebraismo, pur non essendo espressamente vietati, non è certo ciò che fa felice i genitori e la comunità.

Se leggere di uffici, documenti e divieti vi ha scoraggiato, pensate al momento in cui pronuncerete il fatidico “si” e un sorriso si allargherà sul vostro viso dandovi le energie per affrontare il vostro “cammino” burocratico.

Giuditta Danzi

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03/06/2013
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