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San Valentino: e se chi lo boicotta avesse torto?

C’è chi lo trova obsoleto, chi troppo commerciale... San Valentino non è una giornata amata da tutti. Eppure, secondo il sociologo Jean-Claude Kaufmann, questa festa è un inno all’amore che faremmo male a trascurare. Ecco perché.

Perché festeggiare San Valentino
© Getty Images

Le persone che odiano San Valentino

"Non festeggio San Valentino", "Non mi piace come festa"... Chi non ha mai incontrato qualcuno che boicottasse San Valentino? Ci sono i single, che non hanno troppa scelta. “Per alcune persone può essere difficile uscire la sera e vedere solo coppie sedute al ristorante. Esiste una forma di obbligo sociale, uscire a cena in coppia il 14 febbraio”, indica il sociologo. 
Gli uomini sono spesso più refrattari delle donne a questa giornata. Ed è normale, in quanto sono loro a subire l’”obbligo” di trovare un regalo e invitare fuori a cena. Spesso, “si sentono costretti, per far piacere alla partner”spiega lo specialista. “Hanno l’impressione di non essere all’altezza delle aspettative femminili nella coppia, nella vita di tutti i giorni. Se sentono questa piccola insoddisfazione latente, sanno che se non regalano almeno una rosa alla partner, sarà guerra aperta! Alcuni tenderanno quindi a sbarazzarsi di San Valentino con un regalo o un invito a cena”.

Altri diranno che l’amore va festeggiato ogni giorno. Ma, come spiega lo specialista, “nella maggior parte dei casi non è così. E anche se lo fosse, non sono incompatibili”, sottolinea Jean-Claude Kaufmann. “Si può celebrare l’amore ogni giorno e anche a San Valentino. Perché non approfittare dell’atmosfera generale?”, propone. “Le decorazioni e i fiori esistono per permetterci di dimostrare ancora più intensamente il nostro amore all’altro/a”.

Il 14 febbraio permette di esprimere più chiaramente i propri sentimenti

La coppia, spiega Jean-Claude Kaufmann, è un’associazione di due contrari. Come primo elemento fondamentale, "essere in due serve a stare bene con se stessi. Non siamo più sotto i proiettori della società, si arriva a casa,ci si può rilassare, riposarsi ". Il secondo elemento fondamentale della coppia è l’attenzione all’altro che si comunica attraverso lo scambio, la parola, l’intimità, la presenza. "Spesso ci si lascia maggiormente andare al lato rassicurante della coppia, ossia al primo elemento. Per comodità. Ma le donne sono più sensibili alla mancanza di intensità nella relazione, alle scarse attenzioni".

San Valentino è l’occasione giusta per riaccendere la scintilla.”La coppia ha bisogno di questo momento romantico. Spesso, gli uomini sono regressivi: aggiungono una nota umoristica a tutto e va bene così. L’impegno nella relazione, la comunicazione intima, l’attenzione all’altra, vengono vissuti come rischiosi. Quindi sono più riservati. Dietro le critiche, si cela spesso la volontà di evitare di esprimere i propri sentimenti.” 

San Valentino, solo una festa commerciale?

L’aspetto commerciale di San Valentino spesso viene indicato come causa del rifiuto da coloro che si considerano refrattari a questa festa. In realtà, dipende tutto dal modo nel quale si utilizza il lato commerciale. “Se l’uomo compra un mazzo di fiori per fare un regalo o liberarsi da eventuali rimproveri della partner, o prenota una cena senza veramente impegnarsi dal punto di vista sentimentale, allora sì, avrà utilizzato il commercio per non investirsi. Invece, se regala un mazzo di fiori per dire qualcosa, la situazione cambia! E anche se non comunica molto. Ci si sente uniti. I regali e le dichiarazioni sono solo dei mezzi per aiutarci.” Cosa importante: il regalo non è obbligatorio! “All’inizio, non si faceva. È stato inventato negli USA quando la festa è stata ripresa là. A partire dal XV secolo, a San Valentino si scriveva una poesia. Era un aiuto per esprimersi e manifestare il proprio amore”. È la stessa cosa con il regalo, se si fa.

Ritrovare il senso profondo di San Valentino

Secondo il sociologo, bisognerebbe trasformare questa festa di coppia in festa dell’amore in tutti i sensi. San Valentino ha 2000 anni. “Per due millenni, è stata la festa dei single in Europa, degli incontri, della giovinezza”, spiega. Nel XIX secolo, è scomparsa per poi ricomparire in Francia dopo la guerra, all’arrivo dei soldati americani. Si è organizzata alla fine degli anni ’50 intorno alla coppia sposata... e poi alla coppia di tutti i tipi. Il problema è che oggi si genera una specie di messinscena. Bisogna essere meglio della coppia al tavolo affianco. Non ha senso! Dietro la festa di San Valentino c’era come prima cosa il desiderio di festeggiare l’amore.

E per coloro ai quali proprio non piacciono i rituali?

Alcune persone non apprezzano proprio l’aspetto rituale o collettivo di un evento. Ma “non siamo obbligati a fare come gli altri. Possiamo rimanere a casa e creare un’atmosfera romantica per vivere questo momento intenso”, spiega lo specialista. Detto questo, per il sociologo, così come Natale è la festa della famiglia, il 14 febbraio è la data simbolica dell’amore.

L’amore: un valore che libera

Sognamo tutti di un mondo più idilliaco. “Di fronte a una società dominata dal denaro, ciascuno di noi costruisce un proprio piccolo mondo, grazie alla famiglia, gli amici, le associazioni... sempre basandosi sull’amore. Ed è questo che si festeggia, o che si dovrebbe festeggiare, il 14 febbraio”. Festeggiare l’amore in tutte le sue manifestazioni, insomma.

Inoltre, per Jean-Claude Kaufmann, San Valentino dovrebbe essere un giorno meno normativo e più creativo. "Festeggiare l’incontro amoroso, la tenerezza, la complicità, l’empatia, la generosità è importante. Purtroppo, questi valori positivi non hanno una buona immagine e vengono spesso presi in giro". Il motivo è semplice, per il sociologo: sono percepiti come noiosi. "È vero che il 14 febbraio i single possono sentirsi esclusi o stigmatizzati e che la nozione commerciale è onnipresente, ciononostante, non bisogna dimenticare che San Valentino non è solo questo. Dev’essere l’occasione giusta per far emergere un mondo più caloroso, più innamorato, più umano ", conclude lo specialista.

Allora, tutti pronti semplicemente per... amare?

Elodie-Elsy Moreau

Fonti:

Intervista del sociologo Jean-Claude Kaufmann, autore del libro San Valentino, amore mio!, Ed. Les liens qui libèrent

 

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09/02/2017
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