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Per innamorarsi basta un quinto di secondo

Quanto ci tempo ci vuole per innamorarsi di qualcuno? Il colpo di fulmine esiste? Una ricerca statunitense ha svelato il mistero: un quinto di secondo e il gioco è fatto! Approfondisci l’argomento con Doctissimo.

Il colpo di fulmine
© Getty Images

L’origine dell’innamoramento

Dal punto di vista scientifico, l’innamoramento è un insieme di stati emotivi, di affetto e attrazione sessuale che portano ad un attaccamento nei confronti di una persona, destinataria di tali sentimenti. Alcuni evoluzionisti definiscono l’innamoramento come nato dalla necessità di mantenere uniti dei gruppi familiari affinché ci si potesse occupare in due (e meglio) della prole, cui trasmettere cultura e usi attraverso la parola. Ne scaturisce una maggiore selezione del partner, scelto in base a caratteristiche non solo fisiche ma anche caratteriali e relazionali all’interno della società. Generalmente, ad essere scelto è l’individuo migliore da molteplici (e soggettivi) punti di vista: torace ampio e muscolatura importante per gli uomini, capacità fecondative (leggi una silhuette tutta curve) per le donne. A questi fattori si aggiungono il successo sociale ed economico o la capacità di allevare dei figli a completare i requisiti secondo i quali al partner scelto si affideranno i propri geni. Secondo gli scienziati, tutte queste valutazioni avvengono a livello inconscio e in un tempo ben determinato: un quinto di secondo.

Colpiti dal fulmine: innamorarsi è un attimo

Nel vero senso della parola. Negli USA, l’équipe di studiosi dell’università di Syracuse, nello stato di New York, ha condotto una ricerca finalizzata a cronometrare in quanto tempo ci si innamora di qualcuno. Nei 20 centesimi di secondo a partire dal momento in cui osserviamo l’altro/a scattano nel cervello dei processi chimici che rilasciano nel corpo delle sostanze – ossitocina, adrenalina e dopamina – in grado di provocare una sensazione di benessere ed eccitazione simile all’effetto di droghe, afferma la coordinatrice la Dottoressa Stephanie Ortigue. Dodici sono le aree del cervello coinvolte in tale processo, a dimostrazione del fatto che l’innamoramento (e l’eventuale sentimento d’amore) nascono proprio dalla mente e non dal cuore, come i romantici vorrebbero pensare. inoltre, quando si soffre per amore, la condizione psicofisica che viene a crearsi è simile a quella degli stati depressivi: attenzione quindi a non sottovalutare gli effetti negativi di una delusione d’amore e le conseguenze emotive che porta con sé.

L’innamoramento passa dagli occhi

Prima di questo studio, la celebre rivista americana Archives of sexual behavior aveva pubblicato una ricerca per stabilire in quanto tempo ci si rende conto di essere attratti da qualcuno/a. I risultati sono diversi per uomini e donne: i signori che si incantano a guardare una “preda” per più di 8 secondi manifestano un interesse chiaro e finalizzato al “rimorchio”; se lo sguardo dura circa 4 secondi, vuol dire che l’interesse non c’è. Al contrario, una donna che osserva un uomo per una manciata di secondi non indica proprio niente: infatti, a causa dei giudizi morali attribuiti alle signore che sostengono sguardi languidi con l’altro sesso, farsi sorprendere a guardare un uomo che suscita interesse è sconveniente, quindi accuratamente evitato. Di conseguenza, la regola degli 8 secondi non vale per il gentil sesso, che mostra interesse sì dagli occhi, ma in una maniera poco chiara ai più (donne escluse, ovviamente).

Colpo di fulmine e innamoramento. E l’amore?

In molti commettono l’errore di pensare che, conseguentemente ad un colpo di fulmine e un innamoramento, l’amore-con-la-A-maiuscola sia dietro l’angolo. Sebbene il colpo di fulmine sia d’aiuto nella nascita di un sentimento intenso e profondo, non è la condizione necessaria senza la quale non si può dire di aver trovato l’anima gemella. Nel corso della vita, tutti possono dire di essere “stati fulminati” almeno una volta ma non altrettanti possono affermare di aver trovato la persona con la quale condividere la quotidianità. Questa corrisponde a dei criteri di selezione che vanno oltre l’aspetto fisico: le sostanze prodotte dal cervello in quel quinto di secondo di cui abbiamo descritto le gesta possono essere prodotte anche in seguito ad una conoscenza approfondita del partner nel corso di molto più tempo trascorso insieme. Quindi, sebbene il colpo di fulmine esista – e ne sono convinti 8 italiani su 10 – bisogna essere in grado di dissociarsi dalla convinzione che sia necessariamente sintomo di amore, quello vero, che dura per tutta la vita.

Non fatevi ingannare dalla leggenda dell’anima gemella e dal conseguente mito del colpo di fulmine come garanzia del vero amore. Se le due cose coincidono, tanto meglio, altrimenti non insistete nel cercare la persona giusta in base a un colpo di fulmine, perché non è detto che la relazione duri più di una semplice passione passeggera.

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23/02/2012
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