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Sai dire “Ti amo”?

Molti sono gli innamorati sospesi su queste parole, chiave di una vera relazione sentimentale. Si tratta essenzialmente di amare e di essere amati. Ma qual è il ruolo di queste espressioni nelle dinamiche dell’amore? Perché in certi casi possono essere molto importanti e in altri molto temute? La psicologa clinica Rose-Marie Charest spiega cosa si nasconde dietro l’espressione “ti amo”.

Sai dire “Ti amo”?
© Getty Images

Lui e lei, il grande amore. Manca solo una cosa: il momento in cui uno dei due si deciderà a dire “ti amo”. Dietro questa universale dichiarazione d’amore, tanto attesa quanto temuta, si nascondono coinvolgimenti, attese ed esitazioni. Il primo “ti amo” resta un momento cardine della storia, assolutamente lontano dall’essere insignificante. “Dicendolo si aprono le porte della relazione d’amore” spiega la psicologa. Una volta pronunciata questa formula magica si può pensare davvero a costruire qualcosa insieme. Aldilà della sua valenza romantica, il “ti amo” segna indubbiamente la fine della fase esplorativa della relazione, in favore della presa di coscienza dell’impegno vero e proprio.

La posta in gioco

Il primo “ti amo” non viene detto per caso, anzi. Che sia sussurrato o strillato, che sia detto per l’emozione o che sia lentamente maturato nel cuore, queste parole sottendono un impegno a lungo termine. A ciò si aggiunge, nella maggior parte dei casi, una garanzia di esclusività. Infatti, non ci si dice “ti amo” come se si parlasse alla vicina di casa o al tizio incontrato sul treno. Ne consegue l’importanza di non pronunciare queste parole alla leggera: è opportuno aspettare di provare davvero il sentimento d’amore prima di dichiararsi. Secondo Rose-Marie Charest, queste parole “Esigono una capacità di integrazione: è l’insieme di quella persona ad essere amata, la sua globalità”.

Chiave di volta del rapporto, il “ti amo” la dice lunga su quello che il partner è disposto a fare per l’altro.

Il problema del “ti amo”: le paure subconscie

Adora tua madre, non si arrabbia se trova i calzini arrotolati buttati per terra. Allora perché a volte il “ti amo” non viene detto? Per alcuni è solo una prova, che a volte risulta difficile da superare, come se senza rendersene conto entrassero in conflitto aspirazioni e paure subconscie. Queste ultime possono manifestarsi in molti modi e dire “ti amo” può dare una scossa al dubbio se assumersi o meno una responsabilità. “Dichiarando il proprio amore ci si impegna a scegliere e quindi a rinunciare” spiega  la Charest, il che rappresenta per alcuni la perdita della propria libertà individuale, oggigiorno fondamentale.

Un’altra spiegazione, anch’essa piuttosto recente, è la difficoltà nell’affermare la propria persona: pronunciare queste due parole insinua in alcuni la paura di poter annullarsi all’interno della coppia. O ancora, l’angoscia di non essere all’altezza delle aspettative che l’altro ha in te, le quali spesso rischiano di essere deluse una volta pronunciata il fatidico “ti amo”. Ma è davvero così importante dirlo? 

Difficoltà d’espressione e cadere in errore

Le cose che ti frenano in amore possono essere numerose. Ad esempio, una reale difficoltà a esprimere con le parole i propri sentimenti e ad assumersene la responsabilità, cosa che accade soprattutto negli uomini. Tuttavia, anche se costa fatica, dirlo è importante.

“Nel quadro di una relazione d’amore è legittimo attendersi un “ti amo”, rimarca la Charest; far arrivare il messaggio, senza sbilanciarsi assillando l’altro, può portare i suoi frutti, tenendo conto sempre dei differenti modi di esprimersi degli individui.

Se queste parole poi non vengono pronunciate, potrebbe essere a causa del fatto che l’altro non è affatto innamorato.

Sono molti coloro che si spazientiscono, soprattutto donne, e che ignorano il fatto di non sentirlo, desiderandolo proprio per questo: cercano malgrado tutto di convincersi che il partner sia innamorato, anche se non è così. Qualcuno trova realmente delle difficoltà nell’esprimere i propri sentimenti ma è altrettanto vero che altri non lo dicono perché davvero non lo provano. Secondo quanto dichiarato dalla psicologa, si può continuare una relazione per altre ragioni oltre l’amore: l’attrazione fisica o la paura di restare soli ad esempio, ma in questi casi sarebbe il caso di ammettere l’evidenza.

Il “ti amo” a ripetizione

Alcuni dicono invece “ti amo” con facilità e troppo spesso. Se questa dichiarazione, che ha l’aspetto di un giuramento, si ripete, senza le emozioni o i gesti che normalmente gli sono associati, ci dovrebbe sorgere un dubbio. Cosa si nasconde dietro queste parole? “Può trattarsi dell’espressione di un bisogno, volersi sentir rispondere “ti amo” a causa di una forma di insicurezza” risponde la psicologa. Si deve imparare a interiorizzare l’amore ricevuto senza aspettarsi di essere continuamente rassicurati. D’altronde, insistendo in questo senso, si rischia di banalizzare il sentimento e di creare forti tensioni.

Rose-Marie Charest è chiara: “L’amore non ha condizioni, sia che il partner risponda la stessa cosa o che vi accetti così come siete…oppure no”.

Molti, dicendo “ti amo”, sperano di aprire le porte alla relazione dei loro sogni. Le parole hanno un grande potere ma non possono da sole svelare ciò che rappresentano per ciascuno di noi. Ad ogni modo, qualunque siano i problemi che può avere una coppia, il primo “ti amo” resterà senza dubbio il più bel ricordo della loro vita.

Quindi cosa aspetti, allenta la tensione!

Catherine Maillard

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13/04/2011
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