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Ritrovare i punti di riferimento dopo una separazione o un divorzio

Il Dr Jacques-Antoine Malarewicz è uno psichiatra-psicoterapeuta, specializzato nelle terapie familiari e di coppia. È l'autore di "Repenser le couple: comment vivre à deux aujourd'hui" (Ripensare la coppia: come vivere in due oggi) e di "Le couple: quatorze définitions décourageantes donc très utiles" (La coppia: quattordici definizioni scoraggianti, quindi molto utili). Il Dr Malarewicz ci parla delle difficoltà che accompagnano una separazione e dei mezzi per superare un divorzio.

Riprendersi da un divorzio
© Getty Images

Doctissimo: Un matrimonio su tre termina con un divorzio. Nei Suoi consulti, chi sono le persone che si rivolgono a Lei per essere aiutate a superare un divorzio?

Dr Malarewicz: Per una buona metà delle coppie che ricevo, si tratta di una crisi seria.
Per un quarto di esse, è generalmente la donna a paventare la minaccia di una separazione, senza che questo produca un qualche effetto: cerca di fare in modo che l'uomo accetti questo genere di appuntamento per il quale si dimostra piuttosto reticente. Infine, per l'ultimo quarto delle coppie, è logico pensare che un divorzio si debba preparare. La novità è che l'iniziativa attiene più spesso alla donna. Per un uomo, essere coppia significa vivere in due. Tende quindi a pensare di avere raggiunto lo scopo con il matrimonio. La donna, invece, vi aggiunge una dimensione che attiene piuttosto alla qualità della relazione. E in merito, le donne sono sempre più esigenti.

La coppia classica è stata definita nel corso del XVIII e XIX secolo dagli uomini. A quel tempo, si trattava prevalentemente di un contratto, i cui termini avevano la presunzione di riassumere la relazione coniugale e persino di evitare qualsiasi problema. A partire dalla Seconda Guerra Mondiale, è stata la donna ad assegnare al matrimonio una dimensione relazionale. Questo significa che la coppia è un luogo, uno spazio all'interno del quale bisogna essere felici, concetto questo assolutamente innovativo. Le donne, quindi, tenderanno ad affermare regolarmente una serie di esigenze rispetto a un legame che sono loro stesse, in gran parte, a definire.

Doctissimo: Quali sono le difficoltà personali che sperimenta chi è separato?

Dr Malarewicz: Anzitutto, i due ex-coniugi condividono un senso di colpa, soprattutto nei confronti dei figli, nel caso in cui ve ne siano, ma sussiste anche una perdita di stima in se stessi. In generale, direi che la rottura del rapporto è più facile da vivere per il coniuge che prende la decisione di separarsi: in altri termini, è più facile per la donna.

Doctissimo: Eppure gli uomini tendono a formare una nuova coppia molto più velocemente delle donne. Non è forse questo il segno di una migliore capacità di ripresa?

Dr Malarewicz: Questa è un'osservazione squisitamente maschile! Se gli uomini si risposano più velocemente, è perché temono di più la solitudine. A questo va ad aggiungersi un aspetto pratico: quando il marito chiede la custodia condivisa dei figli, ovviamente lo fa perché li ama, ma lo fa anche per dimostrare alla ex-moglie e a se stesso che è in grado di occuparsi dell'educazione e della cura della prole. Tuttavia, l'uomo si accorge piuttosto presto che questo compito impone molti vincoli e presenta diverse difficoltà. A questo punto, comprende di avere bisogno dell'aiuto di una donna per poter tenere fede all'impegno preso nei confronti dei figli.

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04/05/2010
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