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Separazione e divorzio: come parlarne ai propri figli?

La separazione dei genitori è una dura prova per un bambino. Come aiutarlo a superarla nel modo meno doloroso possibile?

Come parlare di divorzio ai figli?
© Getty Images

Nei momenti difficili come nel caso di un divorzio, un bambino ha bisogno dell'aiuto e delle spiegazioni dei suoi genitori, ha bisogno di sentire il loro amore e la loro protezione. A certe età si è particolarmente fragili: i primi mesi di vita, fra i 3 e i 6 anni, e l'adolescenza. Spesso, in questi periodi, la crisi è ancora più difficile da gestire, perché il bambino ha bisogno di punti di riferimento stabili. Ma non sentitevi in colpa pensando che un figlio di divorziati abbia dei risultati scolastici peggiori, o corra più degli altri il rischio di cadere nella delinquenza: è falso, ed tanto vale un divorzio consensuale piuttosto che dei genitori che non si amano più, si lamentano o litigano in continuazione.

"Tu non c'entri nulla!"

Il bambino è egocentrico di natura, e non può capire una situazione se non in rapporto a se stesso. È perfettamente logico che si convinca di essere la causa del fallimento della vostra coppia. Potrebbe domandare ad alta voce o soltanto pensare: "è perché bisticciate spesso per colpa delle mie monellerie?" oppure "te ne vai perché sono disubbidiente?". Anche se quest'inquietudine non viene espressa, è una realtà, e bisogna tenerne conto. Bisogna fargli capire chiaramente che lui non c'entra nulla col vostro disaccordo: non deve in alcun modo sentirsi responsabile.

"Ti amiamo sempre tanto"

Non cambia e non cambierà nulla, tutti e due lo amate sempre tanto: ecco il messaggio da comunicargli. Deve sentirsi amato e protetto, senza mai dubitare del posto che occupa nel vostro cuore. Anche, e soprattutto, se all'orizzonte si profila una nuova vita (mezzi-fratelli e mezze-sorelle per lui, nuovi compagni o compagne per voi).

"Capisco che tu sia triste"

Il vostro bambino ha un gran bisogno di esprimere i suoi sentimenti, la sua rabbia, la sua tristezza rispetto a una situazione che non ha scelto lui, che lo rende infelice e di fronte alla quale si sente impotente. Dovete capire e accettare le sue crisi, i suoi malumori, le sue parole dure o i suoi silenzi. Accettando il suo dolore, gli darete i mezzi per superarlo. Non negatelo mai.

"Non ti preoccupare"

Non appena avrà capito di che cosa si tratta, il vostro bambino si porrà dei quesiti di ordine pratico rispetto al suo universo abituale, che teme venga messo a soqquadro: dobbiamo traslocare? Resterò nella stessa scuola con gli stessi compagni? Dove andrò per Natale? Dovete dargli al più presto delle risposte precise affinché non si angosce.
Spiegategli chiaramente che cosa cambierà. Non dimenticate che un bambino più è piccolo, più confonde la sua famiglia con la sua casa: è il suo punto di riferimento unico. L'ideale sarebbe dunque, almeno durante la crisi, che possa mantenere il più possibile le sue abitudini e il suo luogo di vita.


Isabelle Delaleu

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04/05/2010
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