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Single a nozze: la generazione Sex and The City

“Chi si vuole bene convive, chi si ama si sposa” dice il saggio. Eppure in Italia sono tante le coppie ad amarsi e a non convolare a nozze, pur giurando nella natura sincera del loro sentimento. Convivenza e matrimonio. Similitudini e differenze, ma si è più felici da sposate o da conviventi? La risposta inaspettata te la svela Doctissimo.

Single a nozze
© Getty Images

“Sì, lo voglio”. Il matrimonio secondo lo studio tedesco

Secondo un recente studio di una prestigiosa università di Colonia riportato il mese scorso da Il Giornale, tra ventiduemila persone intervistate, le donne sposate dichiarano di essere più felici delle non sposate. La motivazione però desta qualche dubbio: le signore sostengono di essere soddisfatte per il solo fatto di essere riuscite a “convincere” il proprio partner a compiere il grande passo. Le coniugate sarebbero più felici ma solo nei Paesi in cui si attribuisce ancora un gran valore al sacro vincolo matrimoniale; in Italia la situazione è un po’ diversa. Al matrimonio c’è chi preferisce la convivenza, chi invece resta single. In pratica le donne sarebbero più legate all’idea di matrimonio che al pensiero di stare con il proprio partner per sempre.

Matrimonio all’italiana

In Italia quasi un matrimonio su quattro fallisce. L’aumento del numero dei divorzi dipenderebbe dal cambiamento dei costumi della società. Se in passato il momento della separazione era vissuto come un atto di condanna; oggi con la graduale caduta dei condizionamenti sociali si vive con più egoismo e non ci si sacrifica a una vita di coppia per il bene dei figli o in virtù del giuramento religioso pronunciato all’altare. Inoltre, il desiderio di indipendenza unito a una spregiudicata voglia di realizzazione personale, la frustrazione repressa causata da rinunce o insoddisfazione, la gelosia giustificata e i tradimenti colti in fragranza di reato, le conseguenze legali e psicologiche di un eventuale divorzio, diminuiscono il desiderio di avere una fede al dito e alimentano la voglia di una convivenza conoscitiva.

Convivenza

Andare a convivere. Sono sempre più le coppie che al matrimonio preferiscono la convivenza. Questa scelta non dipenderebbe dalla natura dei sentimenti ma dalla società. Tanti i giovani che al fidanzamento pluriennale, preferiscono una convivenza immediata. In pratica ci si fidanza e si va a vivere assieme, e da un giorno all’altro, oltre che innamorati, ci si scopre veri e propri coinquilini. La difficoltà di trovare una stabilità economica, la consapevolezza che in amore oggi ci si sopporta meno che in passato, giustificherebbe la scelta di un’unione che non comporti grossi vincoli. Non ci si assume l’impegno matrimoniale, ma si rischia. Se la coppia scoppia, infatti, basterà prendere una valigia e chiudere la porta di casa per lasciarsi alle spalle la storia, senza dover andar incontro all’iter giudiziario che costringerebbe i due partner a doveri nei confronti dell’uno e dell’altro per tutta la vita. Se si va a convivere con la stessa facilità con cui si decide di mettere fine alla convivenza, però, c’è una maggiore probabilità di accumulare storie finite e portare dietro i segni di una lunga serie di esperienze pregresse fallimentari di coppia che potrebbero condurre a un’ultima, estrema soluzione. Una parola che viene dall’inglese ma che è estremamente chiara agli italiani: single, una scelta, una vocazione.

Le figlie di Sex and The city: single alla riscossa

Se in passato la donna single era vista come l’acida zitella che non aveva trovato marito a causa dei suoi difetti; essere single oggi ha tutt’altra connotazione. Sono in continuo aumento le donne che scelgono di non legarsi stabilmente a un compagno, affermando con grande soddisfazione il loro statuto di donne emancipate, felici di avventure che lasciano il tempo che trovano, donne sempre più convinte che avere un uomo accanto limiti nelle scelte e sia abbastanza sacrificante. Le donne oggi hanno assunto un ruolo diverso, l’autonomia e la scolarizzazione aumentata hanno permesso loro di cambiare prospettiva e abbandonare l’immagine del matrimonio come roccaforte indispensabile ai loro bisogni.

“Rincorri la tua anima gemella”

L’idea romantica del principe azzurro è un sempreverde e sicuramente non è ancora venuto il tempo di decretarne la morte. Così in una metropoli come Milano non è difficile trovare iniziative volte ad aiutare nel processo di socializzazione e favorire occasioni di incontro. Scarpette ai piedi e tacchi ai chiodi: la metà della mela si rincorre! Una marcia non competitiva di cinque chilometri alla ricerca della persona giusta. La Strasingle è, infatti, una manifestazione che piace e il fatto che sia giunta alla sua quarta edizione ne è la palese testimonianza. Sono sempre più i single (e non solo) che partecipano con la voglia di vincere, ma soprattutto di conoscere nuove persone, scambiarsi contatti, numeri di telefono, inviti a cena, e cogliere l'occasione di una nuova amicizia (2).

Se altrove il matrimonio è una conquista che rende felici, in Italia il desiderio di innamorarsi regna sovrano e prima di farlo, si preferisce stare bene con se stessi, perché avere una relazione implica il rispetto tra le persone. Per amare totalmente qualcuno bisogna prima amare se stessi. L’amore è un sentimento di forte intensità, viverlo o meno, ogni cosa a suo tempo e a ognuno il proprio momento.


Fonti:
(1) http://www.pariopportunita.gov.it/
(2) http://www.strasingle.it/

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01/07/2011

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