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Il sogno: un’equazione da risolvere…

Il sogno è uno degli elementi essenziali al momento di un’analisi. Gisèle Chaboudez, psicanalista, sulla scia di Freud e Lacan, si è interessata all’interpretazione dei sogni. Autrice di "L'équation des rêves et leur déchiffrage psychanalytique" (L’equazione dei sogni e il significato psicoanalitico, n.d.t.) ci svela alcune chiavi di lettura del mondo notturno…

Il sogno: un’equazione da risolvere…
© Getty Images

Doctissimo: Si sa a cosa servono i sogni ?

Gisèle Chaboudez: Freud ha dato una prima risposta a questa domanda, definendo il sogno come "guardiano del sonno ". Il sogno evita il risveglio, salvo eccezioni, e realizza i desideri inconsci che si provano durante il sonno, calmando così la tensione che tali desideri suscitano. Questa tesi, negli anni ’50, è stata respinta dai neurofisiologi del sonno, in seguito alla scoperta che il sogno si produce durante un tipo di sonno, detto paradossale, che ritorna ciclicamente nel corso della notte. Stando a questa rivelazione, il sogno stesso diventa ciclico, da contenuti differenti e con un’utilità che rimane ancora  indeterminata. Tuttavia, esperimenti successivi su animali sottoposti a stress, hanno accertato la presenza di periodi di sonno paradossale, e di conseguenza anche di sogno, più lunghi, come se un ciclo più lungo servisse a combattere lo stress. In questo caso la fisiologia osserva qualcosa di compatibile con la funzione freudiana di protezione del sonno. Nella psicoanalisi lacaniana, la tesi di Freud è confermata e precisata. Il ruolo svolto dal sogno è pari a una codifica, una scrittura che mira al piacere. Un piacere che ha una durata ed è suscettibile di trasformazioni, anche negative, come il piacere periocoloso. Infatti qualora il piacere si rivelasse dannoso per il soggetto, il sogno viene annullato. Così, grazie al sogno, il sonno continua ma, in senso lato, è soprattutto grazie al sogno che riusciamo a ignorare aspetti traumatici della realtà.

Doctissimo: Il contenuto dei sogni si è evoluto contemporaneamente alla società?

Gisèle Chaboudez: I sogni sono, per definizione, il riflesso del contesto nel quale il desiderio di chi dorme è stato provocato: dal desiderio dell’Altro, in senso lato per esempio, col quale ha un rapporto conflittuale. Sono sogni estremamente variabili perché si sviluppano in funzione all’altro. Inoltre comportano un certo numero di tratti, simboli ricorrenti.

Doctissimo: Si può riuscire a interpretare i sogni?

Gisèle Chaboudez: Certo, è possibile interpretare i sogni, ma per riuscire a capire, a partire dai proprio sogni, come un sogno funzioni, servono degli studi. A parte qualche eccezione, non si riesce a interpretarli da soli. Ovviamente è più facile quando si è in analisi, perché in tal caso, esaminare il sogno è fondamentale per indagare l’inconscio, per far si che si manifesti e per potersene servire. I dizionari dei sogni  partono dal presupposto che il sogno contenga simboli comuni e ricorrenti e che sia sufficiente conoscerli per interpretarli. E’ un sogno, giustamente! Ogni sognatore, e anche ogni sogno, ha un proprio alfabeto, che si può decifrare solo in funzione della comprensione dei pensieri del sognatore. Certamente, alcuni simboli sono comuni a tutti, ma sono in numero assai ristretto e raramente determinanti per l’interpretazione di un sogno.

Doctissimo: Lei segue il pensiero lacaniano. In cosa questo tipo di approccio al sogno differisce da quello freudiano?

Gisèle Chaboudez: Di fondo, questo approccio non differisce dal ragionamento seguito da Freud nella sua grande opera "L’interpretazione dei sogni ". Quando Lacan riprese la questione del sogno negli anni ’50, la psicanalisi di allora sembrò aver dimenticato che Freud, nel suo libro, parlasse dell’attuazione di un processo. Un processo di rebus, scritture, linguaggi, che, in sogno, divenivano essenzialmente fantasmi, simboli o realizzazioni di istinti. L’approccio lacaniano è dunque un continuo di quello freudiano, ma, oltre al lavoro che fa del sogno una scrittura cifrata, implica, e molto più di quanto facesse Freud, l’esistenza di una dimensione dell’Altro nel desiderio del sognatore. Questo ragionamento mette bene in evidenza quanto l’elaborazione del sogno ruoti attorno a una scrittura del sesso, sebbene non si riesca mai a sublimarla.

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01/07/2010
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