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Il sogno da svegli: quando il sogno cura…

Attraverso i sogni Carla è riuscita a risalire alla causa dei suoi fallimenti sentimentali; Paolo si è lasciato alle spalle le sue difficoltà professionali… Le nostre produzioni notturne sono oggetto di un rinnovato interesse da parte delle psicoterapie. Lontana dai metodi tradizionali, la tecnica del sogno da svegli - messa a punto da Georges Romey, onirologo esperto - aiuta a risolvere i nostri blocchi. Ti proponiamo qui di seguito la nostra intervista a Georges Romey…

Quando il sogno cura
© Jupiter

Doctissimo: Perché rivolgersi a uno psicologo per interpretare i propri sogni?

Georges Romey: con il loro aspetto bizzarro, i sogni sono i proiettori puntati sulla tua personalità profonda, i tuoi comportamenti, i tuoi desideri inconsci. Nel contesto di una terapia, il contributo dello psicologo fornisce un chiarimento prezioso. Tanto più che l'interpretazione di un simbolo varia in modo notevole in funzione del contesto in cui ti trovi. Se scegli di seguire una terapia, una tecnica come il sogno da svegli permette di interpretare i messaggi in base alle diverse esigenze. Il sogno, di cui tu sei protagonista, diventa quindi uno strumento utile per comprendere meglio i tuoi meccanismi interni e, in definitiva, vivere meglio.

Doctissimo: Come definirebbe il sogno da svegli?

Georges Romey: Derivata dalla psicanalisi e dal rilassamento dinamico, questa tecnica consiste nel condurti, in completo stato di relax, a fantasticare. Le immagini vengono interpretate come se si trattasse di un sogno notturno. Il suo obiettivo è semplice: il sogno da svegli consente di superare i blocchi psicologici ed è responsabile di un processo di trasformazione attraverso i simboli evocati dai sogni. Particolarmente efficace per porre fine a situazioni di vita ripetitive: amori sventurati, continui licenziamenti...

Doctissimo: Come si svolge una seduta di sogno da svegli?

Georges Romey: Praticata in modo individuale, la seduta si articola in tre tempi:

•    Accoglienza è un periodo di tempo durante il quale il paziente può esprimere le sue preoccupazioni, definire il problema che lo affligge. Questa fase è una sorta di "filtro" che permette di rilassarsi;
•    Sogno: durante il sogno, il paziente è semplicemente disteso, con gli occhi chiusi. Tutto ciò che chiedo è di rilassarsi. Di fatto, ci si mette all’ascolto del proprio corpo, finché il metabolismo si abbassa, mostrando un rallentamento dei ritmi cardiaco e respiratorio, oltre che un rallentamento dell’attività cerebrale. Tutto rallenta. In questa fase, le onde alfa del cervello (uno stato di coscienza intermedia tra il sonno e il sogno) favoriscono la comparsa di immagini. Da questo momento ha inizio la proiezione del film del proprio cinematografo interno. Ovvero, in questa fase, il paziente racconta tutto ciò che gli viene in mente. Senza alcuna censura. A differenza del sogno da addormentati, nel sogno da svegli si è coscienti;
•    Interpretazione: per far comprendere il suo messaggio, il sogno utilizza un linguaggio immaginario. È il suo mezzo di comunicazione. Come in un cortometraggio, le immagini del sogno sono strutturate sotto forma di scenario e contengono simboli, che hanno un significato preciso da interpretare. Il ruolo del terapeuta consiste nel far notare al paziente lo scenario all’interno del quale si svolge il suo sogno: qual è il simbolo dominante, il tema generale? Ad esempio, ci si trova nel bel mezzo di una stanza in disordine. Questa immagine vuole forse significare che si sta attraversando un periodo di crisi sul piano sentimentale? Il terapeuta agevola, quindi, la decodificazione del linguaggio simbolico.

Doctissimo: In media, quante sedute sono necessarie nell'ambito di una terapia in sogno da svegli?

Georges Romey: Di fatto, è assolutamente impossibile prevedere il numero di sedute successive a un primo colloquio. Tuttavia, l'esperienza insegna che la durata media di una cura si aggira intorno a una quindicina di sedute. La frequenza con cui avvengono dipende unicamente dal paziente. In generale, meglio lasciar decorrere un'intera settimana tra una seduta e l'altra per consentire una migliore assimilazione delle informazioni al fine di risolvere il problema esposto.


Catherine Maillard

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04/05/2010
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