Home  
  
  
    Quando sogniamo i nostri antenati
Sogni notturni e diurni
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Quando sogniamo i nostri antenati

Mentre le avventure di Alice nel paese dei sogni invadono il grande schermo, i sogni non smettono di stupirci! Liberano l'inconscio, arricchiscono il nostro immaginario, talvolta sono premonitori… Risalgono alle origini della nostra stirpe per fare luce sulle problematiche dei nostri antenati, che continuano talora ad assillarci. Il punto con Juliette Allais, analista junghiana.

Quando sogniamo i nostri antenati
© Getty Images

Tutti sogniamo ma pochi di noi se ne ricordano. La colpa è, probabilmente, del nostro stile di vita. E' vero che al mattino, tra la sveglia e i bambini, il momento propizio per annotare i sogni (quando il nostro inconscio fluttua ancora tra sogno e veglia) ci sfugge. Potrebbe anche darsi che il sogno non venga tenuto nella dovuta considerazione:  

"Si ha ancora tendenza a sottovalutarlo, raramente viene trattato con benevolenza e interesse, quando non lo si disprezza semplicemente" lamenta Juliette Allais, terapeuta, interprete dei sogni e direttrice dell'Institut de Formation et de Recherche en Analyse Transgénérationnelle (Istituto di Formazione e Ricerca in Analisi Transgenerazionale - Ifrat). Sicuramente perché ci parla in un linguaggio estraneo a priori, e soprattutto per via delle resistenze del tutto inconsce da parte nostra a esplorare il nostro mondo interiore, del quale il sogno ci da le chiavi. Forse per paura di quello che vi si può trovare…

Fare luce sul nostro mondo interiore.

Secondo lo psicanalista Sigmund Freud, e secondo il principio del determinismo psichico, il sogno è la soddisfazione di un desiderio inconscio. Lo psichiatra Carl Gustav Jung ha sostenuto una visione più dinamica, "che sottintende che l'essere umano è coinvolto in un percorso, alla ricerca della sua unione interiore e della sua vera natura" riassume la terapeuta. Il sogno ci aiuta a capire chi siamo, e come ci relazioniamo con i differenti aspetti di noi stessi (le nostre parti maschili o femminili, la nostra ombra e i diversi personaggi che ci abitano: poeta, giudice e altre "sottopersonalità"). Che siano ricorrenti, brevi e innocui, o fortemente carichi di simboli, i sogni testimoniano che il mondo onirico possiede una sua propria logica e che tutto quello che ci dice è importante. Si tratta di una specie di schermo televisivo, che ci dà delle notizie su di noi, sotto forma di incoraggiamento o di avvertimento. Dalle più concrete, per esempio quelle legate allo stress sul lavoro, alle più sottili riguardo a conflitti ben più remoti.

Gli antenati e i nostri sogni.

La lettura del sogno non si limita ad un unico livello di interpretazione ma apre prospettive su spazi e tempi diversi. Tutti noi abbiamo sentito parlare dei  cosiddetti sogni premonitori, che forniscono informazioni sul futuro, la cui frequenza in realtà è assai rara. Si parla meno invece dei sogni di tipo transgenerazionale. "Rimandano a luoghi dell'albero genealogico ove niente è stato trasformato in simbolo" spiega Juliette Allais. Nei sogni possiamo leggere un potente conflitto con la propria identità di donna, che rimanda ai personaggi femminili del della nostra storia familiare. Così come degli schemi di infedeltà coniugale che si sono ripetuti. "Il filo delle nostre notti risale talvolta ben più lontano di quanto possiamo credere, sino alle origini della nostra stirpe, laddove la vita pulsionale e fantasmatica dei nostri antenati si è scontrata con una realtà spesso non all'altezza delle loro aspettative" spiega la terapeuta. Noi ereditiamo quindi quelle delusioni, che talora continuano ad assillarci. La loro comparsa nei sogni è spesso un presagio positivo, in quanto sta a significare che si sta senza dubbio procedendo verso la risoluzione di quei conflitti. "La funzione di riequilibrio espletata dai sogni è importante", sottolinea Juliette Allais. Lo sarà ancor di più se le dedicherai tutta la tua attenzione.

Avvia un dialogo fecondo!

I conflitti di tipo transgenerazionale  sono spesso risolvibili. Si accompagnano a situazioni di fallimento ricorrente (che si tratti di situazioni amorose, professionali o altro) davanti alle quali ci si sente come manipolati. Per accedere allo straordinario magazzino di informazioni che sono i sogni e ad  un'eventuale risoluzione di quei conflitti, dobbiamo ristabilire un dialogo fecondo con noi stessi. Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta può rivelarsi utile. Tuttavia, puoi cominciare anche da sola, a investigare sui pensieri e sui sogni che animano la tua notte. "Comincia con il ridare un posto al sogno nella tua vita" propone Juliette Allais. I sogni possono diventare interlocutori privilegiati, con il quale instaurare un dialogo. Il fatto di annotarne anche pochi stralci può avere l'effetto di risvegliare un ricordo incompleto. Buttati e lasciati impregnare dalle immagini: un po' alla volta emergeranno gli schemi direttivi, con il risultato di chiarirti le idee. "Con i sogni bisogna giocare ed avere pazienza" consiglia la terapeuta. In particolare quando si tratta dei nostri antenati e dei loro segreti, che certi psicanalisti come Didier Dumas chiamano i fantasmi. E, come assicura Jung, "c'è un percorso in atto, al quale ci si può affidare per conoscersi e trasformarsi".

Sogni d'oro!

Catherine Maillard

Commenta
10/07/2012
Caricamento ...

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?