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Gli psicofarmaci

La terapia farmacologica è utilizzata nella cura di malattie psichiatriche. Ecco una classificazione degli psicofarmaci più comuni.

Gli psicofarmaci
© Getty Images

Che cosa sono gli psicofarmaci?

Sostanze chimiche particolari (appunto, farmaci) che, somministrate in dosi adeguate, raggiungono il sistema nervoso centrale e qui esplicano la loro funzione.
Essa è quella di agire sui sintomi delle malattie e dei disturbi psichiatrici.
Gli psicofarmaci si dividono in numerose categorie. In questa sede esporremo sommariamente la loro classificazione non in base alle caratteristiche chimiche, ma in base al loro impiego.

  1. Ansiolitici (o tranquillanti minori): sono farmaci utilizzati per il trattamento dei "disturbi d’ansia", nelle loro mutevoli espressioni: tensione, irrequietezza, apprensione eccessiva, "scarico" a livello somatico di situazioni di tensione e conflitto esistenti a livello psichico. Sono farmaci utili in molte occasioni, ciò nonostante bisogna tenere presente bene alcune precauzioni: devono essere consigliati dal medico, e non "scelti" dal paziente. Vanno utilizzati possibilmente nei momenti di crisi, e non "cronicamente" per tutta la vita. Talvolta la terapia farmacologica dell’ansia non è di per sé sufficiente: è allora utile guardare alle "cause" possibili di questa, e se necessario intraprendere a tale scopo un trattamento psicoterapico.
  2. Ipnotici (sonniferi): sono farmaci utilizzati in particolare, come dice il nome, per la terapia dell’insonnia, anche se oggi si tende, in vari casi, a sostituirli con alcuni antidepressivi e antistaminici che non danno dipendenza. Per quanto utili in numerose situazioni, vanno tuttavia consigliati dal medico ed è opportuno, se possibile, riservare il loro uso ai momenti di reale necessità senza abituarsi alla indispensabile "pastiglia per dormire" . Va ancora ricordato che talora l’insonnia può essere solo un sintomo di un disturbo psichiatrico, che come tale va riconosciuto e curato.
  3. Antidepressivi: sono farmaci indicati per il trattamento dei disturbi depressivi. Ne esistono varie classi, fra cui ricordiamo i triciclici, gli anti-Mao, alcune molecole di sintesi recente, come gli inibitori selettivi per la ricaptazione della serotonina, che agiscono in modo particolare sui disturbi d’ansia, oltre che in quelli depressivi.. Se usati correttamente, possono dare buoni risultati nel trattamento dei sintomi depressivi. Ai farmaci antidepressivi appartengono anche i sali di litio, utilizzati non tanto per la cura, quanto per la prevenzione delle ricadute dei disturbi distimici.
  4. Antipsicotici (neurolettici, una volta noti come tranquillanti maggiori): sono farmaci indicati per il trattamento di sintomi quali le allucinazioni, i deliri, gli stati di agitazione psicomotoria presenti nella schizofrenia e in altri disturbi di natura psicotica. Si tratta di farmaci da utilizzare solo nelle condizioni specifiche che ne indicano l’uso, sotto il controllo del medico anche perché il loro impiego può produrre l’insorgenza di fenomeni collaterali che vanno riconosciuti e se necessario trattati.
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08/03/2011
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