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I videogiochi fanno bene al cervello

Sebbene i videogiochi siano a volte descritti come non salutari per i bambini, pare che invece facciano bene a chi ha più di 50 anni. Secondo uno studio americano, infatti, mobiliterebbero e migliorerebbero le loro facoltà cognitive.

Mente e videogiochi
© Getty Images

Le persone con più di 50 anni prese in esame dai ricercatori dell’Università dell’Iowa hanno mostrato segni di miglioramento delle loro capacità cognitive e di arretramento di parecchi anni del declino legato alla vecchiaia.

Si tratta dell’ultimo di una serie di studi che mirano a capire perché, invecchiando, si perdano le principali funzioni del cervello atte ad assicurare il funzionamento della memoria, dell’attenzione, della percezione e della risoluzione dei problemi. Nel caso specifico, 681 persone in buona salute sono state suddivise in quattro gruppi testimoni all’interno dei quali sono state poi separate le persone di 50-64 anni da quelle con più di 65 anni.

Un gruppo doveva risolvere semplici parole crociate al computer, gli altri tre dovevano giocare con un videogioco chiamato “Road Tour”, che consisteva nell’identificare un modello di automobile affisso brevemente su una targa di immatricolazione. Lo scopo era di salire nei livelli di difficoltà. A ogni nuovo livello la velocità aumentava, così come gli elementi di distrazione sullo schermo.

Qualunque sia la velocità di partenza del giocatore, afferma Wolinsky, professore di sanità pubblica all’Università dell’Iowa e autore principale dello studio, “l’allenamento permette al giocatore di aumentare la propria velocità del 70%”. Secondo lo studio, i gruppi (testati per un anno) che avevano giocato almeno 10 ore hanno guadagnato come minimo tre anni di buona salute mentale. Il gruppo che aveva giocato quattro ore in più ha guadagnato addirittura quattro anni di arretramento del declino cognitivo.

“Non solo abbiamo prevenuto il loro declino, ma anche accelerato le loro facoltà mentali”, sostiene il professor Wolinsky. Il vantaggio dei videogiochi per le persone più anziane sembra risiedere in questa accelerazione delle capacità cognitive, che possono favorire una visione più panoramica. Con l’età, infatti, il campo visivo si riduce a una sorta di “tunnel”, spiega il ricercatore.

Le persone che avevano giocato con “Road Tour” hanno ottenuto risultati migliori dei giocatori delle parole crociate sul piano della concentrazione, della velocità e dell’agilità a passare da un compito a un altro. In generale, giocare può corrispondere a un miglioramento da 1,5 a 7 anni per queste funzioni mentali.

AFP-Relaxnews

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16/07/2013
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