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Ipnosi clinica: come si svolge una seduta

L’ipnosi può dare sollievo ad alcuni mali fisici o psichici. Lontana da quella proposta nei programmi televisivi e negli show delle fiere, l’ipnosi clinica possiede virtù salutistiche ormai riconosciute e dimostrate in diverse applicazioni. Il Dott. Benhaiem, direttore dell’Associazione Francese per lo studio dell’Ipnosi clinica Francese, ci illumina su una pratica che non ha niente a che fare con i giochi di prestigio.

L'ipnosi clinica
© Getty Images

Da qualche anno, l’ipnosi clinica suscita nuovamente l’interesse di medici e pazienti, desiderosi di provare metodi alternativi e/o complementari ai farmaci. Nell’ambito del trattamento di dolori (acuti o cronici), di dipendenze o fobie, l’ipnosi clinica inizia a trovare il suo posto negli ospedali e negli ambulatori medici.

Cos’è l’ipnosi clinica?

Si tratta di una tecnica che immerge il paziente in uno stato di coscienza modificato, tra veglia e sonno (stato ipnotico) che consente al medico d’intervenire e alleviare dolori e disturbi. Tramite associazioni e/o suggerimenti, il medico aiuta il paziente a comprendere, accettare e gestire alcune situazioni che lo fanno soffrire. Secondo l’Accademia di Medicina Francese, “lo stato ipnotico possiede virtù riparatrici in grado di facilitare secondariamente, spontaneamente o attraverso la suggestione, una migliore omeostasi e una migliore collocazione dell’organismo con il suo ambiente.” L’ipnosi clinica non ha dunque niente di magico e la persona ipnotizzata resta padrona delle sue azioni.

Occorre tener presente che l’obiettivo dell’ipnosi clinica è alleviare, non curare, una patologia, come sottolinea il Dott. Jean-Marc Benhaiem, fondatore del primo Diploma Universitario d’ipnosi clinica: “L’ipnosi clinica interviene ogni volta che una persona vive male ciò che gli succede. Può aiutare a vivere un momento difficile. Ma, come spiegava Erickson, l’ipnosi clinica non cura il cancro, cura la persona”. In altre parole, questa pratica non cura la patologia ma il modo in cui la persona la vive. “Per esempio, i dolori legati a una patologia possono essere tre volte più forti a seconda del modo in cui reagisce il paziente: il suo stress e il suo atteggiamento nei confronti della malattia, infatti, possono comportare un aumento di adrenalina responsabile dei dolori provati”.

La mente gioca un ruolo importante nel successo delle sedute. “Il paziente deve avere voglia di partecipare. Deve essere in grado di vedere le cose in un altro modo, non essere troppo rigido.” Il paziente “ideale” sarebbe in un certo senso quello che ha conservato un’anima di bambino, che accetta di mollare la presa e lasciarsi guidare nel corso delle sedute salvatrici.

Quando è indicata l’ipnosi clinica

Il Dott. Benhaiem ricorda che le proprietà dell’ipnosi clinica nel trattamento del dolore non sono più da dimostrare. “Si utilizza l’ipnosi per trattare il dolore acuto legato alle cure, alle punture, alle trasfusioni o durante il parto”. La si impiega anche per dare sollievo a dolori cronici (emicrania, lombalgia…), o come anestetizzante per piccoli interventi chirurgici e odontoiatrici. Secondo l’Accademia Francese di Medicina, l’ipnosi clinica sarebbe particolarmente interessante per curare il dolore legato agli interventi invasivi nel bambino e nell’adolescente dovuti agli effetti secondari delle chemioterapie cancerose. Si pratica anche nelle cure palliative.

Infine, l’ipnosi occupa un posto interessante nell’arsenale dei trattamenti antidolorifici, insieme alle indicazioni farmacologiche, ma non è tutto. La sua efficacia è stata dimostrata anche nella riduzione dello stress in caso di operazione chirurgica e forse rappresenta un aiuto complementare nel trattamento della depressione.

L’ipnosi clinica: approvazione unanime di pazienti e medici

In generale, anche se si aspettano ancora altri risultati clinici per approvare scientificamente il suo interesse, l’ipnosi è sempre più utilizzata come terapia complementare per liberarsi della dipendenza da tabacco, da alcool, nel trattamento dei disturbi d’ansia, disturbi psicosomatici e disturbi del comportamento alimentare.

Attualmente i suoi effetti sembrano essere sufficientemente interessanti perché sempre più ospedali la inseriscano nei loro protocolli terapeutici e perché sempre più professionisti della salute desiderino specializzarsi in questo campo. “L’ipnosi clinica sta suscitando nuovamente un interesse crescente sia da parte dei pazienti che dei medici. Alla creazione della formazione e del Diploma Universitario nel 2001 in Francia, c’erano solo una ventina di partecipanti. Oggi abbiamo raggiunto i 200 iscritti”, osserva il Dott. Benhaiem.

Patologie psicosomatiche, patologie organiche severe, disturbi d’ansia, fobie, depressioni, effetti dell’ipnosi sul dolore acuto, sul dolore cronico… sono tutte applicazioni studiate durante queste formazioni per l’ipnosi clinica.

L’ipnosi clinica nella pratica

Scegliendo alcune parole e/o associazioni di idee, l’ipnoterapista conduce il paziente in uno stato ipnotico che lo aiuterà ad attenuare i suoi disturbi o dolori. Anche se in genere le sedute si svolgono seguendo lo stesso schema (fase d’induzione, poi di dissociazione-confusione e apertura), il paziente non ne ha davvero coscienza e, soprattutto, i medici sono formati per adattarsi a qualsiasi caso, modulando di conseguenza le sedute.

Il Dott. Benhaiem precisa che, se il paziente è ricettivo, i risultati possono essere abbastanza rapidi: “Il nostro obiettivo è rendere i pazienti autonomi. A volte basta una sola seduta. Non appena ci si rende conto che iniziano a esserci i risultati, s’interrompe la terapia”.

La scelta del medico

Per non imbattersi in ciarlatani, è preferibile rivolgersi a un professionista della salute, “inoltre si privilegerà, per quanto possibile, un professionista che abbia un legame con il disturbo o con la patologia di cui si soffre. È importante fare domande al medico sulla sua specializzazione, sul suo percorso e sulla sua formazione”, precisa il Dott. Benhaiem. Insomma, se si soffre di lombalgia, meglio evitare di rivolgersi a un dentista ipnoterapista… Alcune associazioni come la Società Italiana di Ipnosi forniscono sui loro siti un elenco di professionisti (medici, dentisti, psicoterapeuti, infermieri, fisioterapisti…) abilitati all’ipnosi clinica.

Da notare che in alcuni centri è possibile farsi rimborsare dal SSN, “dipende dal professionista a cui ci si rivolge e anche la tariffa dipende dal medico consultato”.

I pazienti che desiderano sottoporsi all’ipnosi clinica in associazione alla cura che già seguono, possono parlarne con il loro medico oppure rivolgersi al centro ospedaliero della propria città, che potrà fornire loro informazioni sugli ipnoterapisti presenti nella regione.

Jessica Xavier

Fonti:

- Il Dott. Jean-Marc Benhaiem è medico ospedaliero nei centri del trattamento del dolore dell’ospedale Ambroise Paré e dell’Hôtel Dieu (Francia). È all’origine del Diplôme Universitaire d’hypnose médicale (Diploma universitario d’ipnosi clinica), creato nel 2001 al Centro Ospedaliero della Pitié-Salpêtrière (Francia).

- Thérapies complémentaires (acupuncture, hypnose, ostéopathie, tai-chi), leur place parmi les ressources de soins, rapporto dell’Académie de médecine, 5 marzo 2103

- Hypnosis to manage distress related to medical procedures: a meta-analysis, J.B. Schnur and al, Contemp Hypn. Author manuscript, September 2009

- Use of Hypnosis in the Treatment of Pain, J-S. Lee, Korean J Pain, April 2012

- Neurophysiology of pain and hypnosis for chronic pain, Transl Behav Med., March 2012

- Hypnosis in the Treatment of Depression: Considerations in Research Design and Methods, Int J Clin Exp Hypn, April 2010

- The Role of Suggestions in Hypnosis for Chronic Pain: A Review of the Literature, Open Pain J. Author manuscript, June 2011

- Fiche “Hypnose médicale” dell’ospedale di Ginevra

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30/07/2014

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