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La luminoterapia contro la depressione stagionale

Nella grande famiglia delle depressioni, ce n’è una, la depressione stagionale, di cui si conosce precisamente la causa. Torna ogni inverno, quando le giornate sono più corte e la luce più rara. Per trattarla, occorre rivolgersi alla causa, e fare una cura di luminoterapia!

La luce contro la depressione stagionale
© Getty Images

Il cambiamento dell’orario, di stagione, ci si sente tutti un po’ tristi, ma alcuni, anzi, alcune di noi (3,5 donne per ogni uomo) ne fanno una vera depressione stagionale, da trattare in modo naturale, con la luce, almeno in un primo tempo.

Una depressione particolare, la sindrome affettiva stagionale

Quasi il 5% della popolazione soffrirebbe di depressione stagionale ogni anno. E un altro 15% ne è affetto dalla sua forma lieve, le "difficoltà invernali". Ai segni di una depressione "classica", rallentamento psichico e fisico, irritabilità, pensieri tristi, ecc., si aggiungono disturbi amplificatori (problemi di sonno, di concentrazione, ansia, ecc.). Ma la differenza è che qui un fattore scatenante è stato identificato: il deficit di luce.

Criteri precisi per la depressione stagionale

La depressione stagionale, autunnale-invernale, compare verso i 25 anni, in ottobre-novembre e scompare spontaneamente in marzo-aprile, in primavera. Non insorge necessariamente ogni anno, ma perché un depresso ricorrente soddisfi i criteri della stagionalità, almeno i tre quarti degli episodi devono corrispondere a questi due mesi di inizio e fine della malattia.

A condizione che a questi periodi sensibili, non ci siano eventi facilitatori della depressione che influenzano la diagnosi (data dell’anniversario di un lutto, ad esempio)…

Altra particolarità: l’intensità della fatica è spesso messa in primo piano, con una voglia di dormire permanente e un sonno che sembra sempre insufficiente.

La luminoterapia in ospedale, poi a casa

Una vera e propria depressione stagionale si cura con la luminoterapia (luxterapia o fototerapia). Si tratta di una luce bianca intensa, senza UVA né UVB, in ragione di 10000 lux in 30 minuti tutte le mattine, per 5 mesi (compreso un periodo di prova di 15 giorni da fare in ospedale). La luminoterapia è significativamente più efficace quando viene fatta al mattino, al risveglio.

In pratica, la persona si siede davanti ad uno schermo che fissa per alcuni secondi ogni minuto, lo schermo rimane nel suo campo visivo, il che le permette di leggere o lavorare. La quantità di luce ricevuta sulla retina dipende dalla distanza fra l’apparecchio e il viso. Ravvicinato, a 10000 lux, 30 minuti sono sufficienti (o più lontano, 2500 lux in 2 ore). L’esposizione viene svolta a domicilio dopo un periodo di test e di apprendimento di 15 giorni all’ospedale, con uno apparecchio, banco di luce o casco, in tutti i casi tecnicamente misurato. Consegnato su ordinazione costa da 250 a 300 euro. Il banco luminoso viene posto su un tavolo davanti al paziente, che può leggere o riposarsi, a condizione di guardare molto regolarmente la luce, almeno una volta al minuto.

Si può fare una luminoterapia "selvaggia", senza prima consultare il medico. Ma il rischio è di passare ad una depressione "classica" che non sarebbe stagionale, dunque insensibile alla luce, cosa che ritarderebbe il trattamento adatto. Ecco perché in caso di sintomi depressivi, è preferibile consultare il proprio medico.

In compenso, in assenza di sintomi, un trattamento di luminoterapia può prevenire la comparsa dei disturbi depressivi. Un simulatore di luce dell’alba per svegliarsi e una lampada di luminoterapia durante la colazione possono aiutare a mantenere il sorriso fino al ritorno delle belle giornate.

Dott.ssa Brigitte Blond

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16/10/2012

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