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Le terapie cognitivo-comportamentali
 
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Alcol, fumo, gioco, bulimia: la terapia cognitivo-comportamentale alla riscossa!

Le terapie comportamentali sono divenute da qualche anno un aiuto indispensabile di fronte al problema delle dipendenze. Vengono impiegate nella disintossicazione dal fumo, nella dipendenza dall'alcol, nei comportamenti di gioco compulsivi, nei disturbi alimentari… Queste brevi terapie ci aiutano a dire basta ai tanti problemi che possono rovinarci la vita. Facciamo insieme il punto della situazione…

TCC e dipendenze
© Getty Images

Le terapie cognitivo-comportamentali (TCC) sono metodi terapeutici che aiutano a modificare un comportamento e che possono essere impiegate con risultati soddisfacenti in diverse situazioni.

Bulimia: l'educazione prima di tutto!

I disturbi del comportamento alimentare sono assai diffusi tra gli adolescenti. La bulimia è uno dei problemi più preoccupanti. Spesso questa malattia non sopraggiunge da sola, ma si associa a disturbi d’ansia (in particolare a una fobia sociale o sociofobia), a uno stato depressivo generale o a disturbi di personalità (i 2/3 delle bulimie). Per affrontare questo problema, la terapia cognitivo-comportamentale dovrà anzitutto individuare la causa del malessere.

Le piste sono di quattro tipi:

•    un cattivo controllo delle abitudini alimentari: si tratta, in questo caso, di un problema di comportamento, di rapporto con il cibo;
•    uno stress interpersonale: si tratta di relazioni problematiche con le altre persone che il soggetto gestisce attraverso l’assunzione incontrollata e smodata di cibo;
•    un modello di lotta contro l’ansia: mangiare costituisce una risposta di fronte a problemi professionali o ad altri problemi;
•    un modello cognitivo: si combattono con il cibo false "credenze" e un malessere generalizzato.


La risposta della terapia cognitivo-comportamentale avviene, quindi, in diverse fasi. L’inizio della terapia prevede un periodo di educazione all’alimentazione finalizzato a comprenderne la posta in gioco. Segue poi una fase in cui vengono utilizzate appieno le tecniche cognitivo-comportamentali: affermazione di sé, rilassamento per gestire l’ansia, tecniche di esposizione/prevenzione delle risposte (ci si mette davanti agli alimenti che scatenano la bulimia per imparare a gestire l’angoscia che ne deriva). Si discute anche per porre fine alle false credenze. Queste tecniche, nonostante siano brevi (circa 15 sedute) danno buoni risultati e i cosiddetti approcci "psico-nutrizionali" sono sempre più utilizzati con gli adolescenti che hanno difficoltà con il cibo.

1 TCC e dipendenze - continua ►

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04/05/2010
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