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La terapia psicanalitica

Alla fine del XIX secolo, il neurologo viennese Freud fece un'importante scoperta ascoltando quanto gli confidavano i pazienti. Aveva, infatti, compreso il ruolo preponderante svolto dal nostro inconscio e dei conflitti che in esso si scatenano - a partire dalla più lontana infanzia, lungo l'intero corso della nostra esistenza - e l'instaurarsi dei sintomi caratteristici, responsabili delle diverse malattie mentali. Questa scoperta gli consentì di definire un metodo per l'esplorazione e, soprattutto, la risoluzione di questi conflitti: nasceva così la cura psicanalitica.

La terapia psicanalitica
© Jupiter

Questo metodo permette di risolvere i conflitti e le resistenze psichiche attraverso la libera espressione di pensieri, emozioni, sentimenti e sensazioni.

In cosa consiste una cura psicanalitica?

La cura psicanalitica consiste nel far accomodare il paziente in posizione di rilassamento, disteso, al di fuori dallo sguardo del terapeuta, che si sistema in disparte per non disturbare o limitare la libera espressione del paziente.
Le sedute si ripetono con cadenza regolare, diverse volte alla settimana, in genere, 3 o 4 volte. Ed è proprio la periodicità delle sedute a costituire un elemento essenziale della terapia psicanalitica.
Il terapeuta cede la parola al paziente, che è invitato a esprimere tutto ciò che gli passa per la mente. Tuttavia, questo atto non è così semplice come potrebbe sembrare: una serie di resistenze psichiche, infatti, si oppongono al libero svolgimento del pensiero attraverso la tecnica dell'associazione di idee.

Il metodo consiste, quindi, nel ridurre queste resistenze per giungere a un'espressione assolutamente libera del pensiero. A tale scopo, il terapeuta fornisce interpretazioni a ciò che dice il paziente, orienta il corso dei suoi pensieri, senza mai dare consigli o soprattutto ordini. Deve rimanere il più possibile neutrale, mostrando un atteggiamento benevolo nei confronti del paziente.
Il terapeuta fa affidamento sulla relazione che viene a instaurarsi tra lui e il paziente: a tale proposito, Freud aveva mostrato che questa relazione ricalca sempre le modalità relazionali che il paziente ha messo in atto con i propri genitori durante l'infanzia.

Chi può seguire una cura psicanalitica?

Non tutti possono sottoporsi a questo tipo di analisi. Essa, infatti, presuppone che il paziente possieda determinate qualità, che sarà premura del terapeuta verificare accuratamente prima di assumersi un impegno terapeutico con il paziente: abilità a livello mentale, inclinazione all'introspezione e all'espressione verbale dei contenuti
mentali. In particolare, il paziente deve essere persuaso che l'origine dei suoi disturbi è dentro di lui e non al di fuori.
L'analisi può essere una semplice occasione per scoprirsi, per sbocciare a livello personale. Nella maggior parte dei casi, l'analisi è particolarmente indicata per il trattamento di alcuni disturbi psichici. Si rivolge in primo luogo ai disturbi nevrotici, ovvero a disturbi psichiatrici lievi, riscontrabili in diverse persone. Si tratta di angosce, inibizioni, tendenze depressive, disturbi sessuali, e così via.
La cura psicanalitica si rivela anche utile nel trattamento di problemi più gravi, come ad esempio i disturbi di natura psicotica, vere e proprie malattie mentali. Tuttavia, in questo ambito, la psicanalisi rimane ancora allo stadio sperimentale.
Può anche intervenire nella cura di alcuni disturbi medici a determinismo psicologico (psicosomatico) e, in questo caso, richiede un controllo medico preliminare.

1 La terapia psicanalitica - continua ►

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04/05/2010
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