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Modernamente all’antica: la donna italiana nel nuovo millennio

Prendete una giovane donna italiana, possibilmente tra i 25 e i 35 anni, e chiedetele cosa la realizzerebbe di più nella vita. Ponetela davanti l’alternativa carriera o famiglia. La risposta sarà del tutto imprevista.

La donna italiana nel nuovo millennio
© Getty Images

Nell’era di internet, delle nuove tecnologie e dell’uguaglianza dei ruoli, sono sempre di più le ragazze che sentono il desiderio di metter su famiglia a discapito della loro carriera e che vogliono realizzarsi attraverso l’educazione dei figli e la cura della casa.
Niente di strano, potrebbe pensare qualcuno, se non fosse che nel resto d’Europa, e del mondo, questo pensiero viene considerato obsoleto. La situazione è diversa in Italia, in cui una scelta di questo tipo è considerata accettabile e a volte pienamente condivisa da fidanzati e mariti.

La donna italiana tra mass media e gioco dei ruoli

La domanda più giusta non è come e si sta trasformando il pensiero della società odierna ma in che direzione sta andando questo cambiamento. Alcuni esempi concreti sono le serie televisive che stanno spopolando sugli schermi, Mad Men il più recente, che si discosta dai cult come Sex and the City o Desperate Housewives. In particolare, nel primo si inneggiava ad un’emancipazione totale della donna, che per realizzarsi non contava necessariamente sul proprio uomo o sulla famiglia, anche se il finale vede le quattro protagoniste raggiungere l’obiettivo per cui tanto avevano combattuto, trovare l’amore e avere una stabilità sentimentale anche grazie alla propria metà. Nel secondo invece, la caratterizzazione dei personaggi è più ampia e mostra diverse personalità. Quella che più esce fuori dagli schemi, paradossalmente, è Bree, la madre di famiglia incastonata nello schema delle 3 F (famiglia-figli-filo di perle) rigida nella vita come nell’amore, anche se poi cercherà di emanciparsi aprendo un’attività commerciale tutta sua grazie alle sue capacità culinarie alla Marta Stuart, personaggio reale simbolo della donna d’altri tempi.  In Mad Men invece ci si rituffa nel passato della New York anni Sessanta, caratterizzata da una società maschilista in cui la donna poteva ambire al massimo al ruolo di segretaria agli ordini del proprio capo.
Ebbene, in parte questo modello sta tornando in voga in Italia negli anni Duemila, contrariamente a tutte le aspettative: molte donne preferiscono non lavorare (o al massimo fare un lavoro part-time) e riconsegnare la clava, metafora del potere, al proprio compagno, che d’altronde accetta senza troppe remore. 

Le donne sono sempre più mascoline

Dal femminismo in poi le donne hanno cercato di ottenere la tanto ambìta parità dei diritti, desiderio nato a causa di una società limitante che le voleva concentrate esclusivamente sulla vita domestica e familiare. Un gesto coraggioso, che ha avuto non poche conseguenze: da un lato le donne si sono sentite finalmente slegate dal loro ruolo classico e tradizionale, dall’altro gli uomini si sono sentiti minacciati dalla determinazione con cui hanno portato avanti tale battaglia. Adesso che finalmente la guerra è stata vinta, tutte hanno acquisito la facoltà di poter scegliere come gestire la propria vita. Un gran passo avanti, che però ha segnato un’inevitabile mascolinizzazione del genere femminile, che per ottenere gli stessi risultati del sesso forte ha dovuto tirar fuori gli attributi e mettere da parte, almeno per un po’, la sua indole femminile.
Molti studi hanno dimostrato infatti che le donne al potere accantonano le caratteristiche tipiche della loro identità di genere per acquisirne delle altre, appartenenti normalmente agli uomini. La scalata al potere e al prestigio sociale è quindi direttamente proporzionale al calo della femminilità, fenomeno che lascia perplessa la maggior parte della popolazione maschile.   

Donna moderna vs. donna all'antica: le conseguenze in Italia

Il dato più sorprendente è che proprio ora il femminismo sta conoscendo un’inversione di tendenza. Molte donne stanno riscoprendo il piacere nel ricoprire il ruolo di madre e moglie a tempo pieno. Recentemente un noto settimanale italiano ha pubblicato dei sondaggi che vedono la metà della popolazione femminile desiderare di essere una buona madre e una buona moglie, lasciando da parte la vita professionale per cui hanno spesso compiuto degli studi specializzati. Infatti, il dato più inatteso è che il sondaggio è stato effettuato su un campione che presenta un livello di istruzione medio-alto. Cosa genera questo contro-fenomeno? È probabile che sia il risultato dalla forte pressione sociale esercitata sulle donne, alle quali viene concessa la libertà di lavorare e di crearsi una propria dipendenza economica, ma anche di continuare ad assolvere ai compiti femminili più classici. Dividersi tra il ruolo di madre, moglie, amante, confidente, amica e professionista rappresenta una sfida che non tutte vogliono affrontare. Soprattutto perché non sono accettate le mezze misure e molte si sentono obbligate a seguire ritmi di vita e di lavoro troppo serrati.  

Donne in Italia: un femminismo dei diritti

Non bisogna credere che tali dati vogliano significare che i moti femminili abbiano alzato un polverone inutile. Grazie a coloro che negli anni Sessanta hanno portato avanti questa causa, si è arrivati a conquistare la libertà di scegliere se e come accedere a quelle aree di competenza prettamente maschili, come arruolarsi nell’esercito o diventare un manager di successo, solo per fare qualche esempio.
Ma ora che le donne sanno di poterlo fare, scelgono spesso una vita completamente diversa, quella che conducevano le loro nonne. Da un punto di vista sociologico, è possibile spiegare questo ritorno al passato come un riappropriarsi dei ruoli scelti dalla natura per regolare la vita sociale degli individui: uomini e donne hanno caratteristiche fisiche e mentali diverse, adatte ad espletare compiti differenti, e non c’è niente di politically incorrect nell’affermarlo.
Inoltre è sempre più attuale il discorso sull’importanza della famiglia quale nucleo portante della società. In un momento storico in cui due dei tre nuclei di aggregazione su cui si basa la collettività perdono prestigio (la Chiesa e i suoi scandali e la crisi economica e lavorativa che turba tutti i cittadini) la famiglia ritorna al centro del dibattito quotidiano in quanto elemento da difendere e proteggere, per riconquistare quella stabilità sociale e psicologica che è stata messa in pericolo.

Signore e signori, questa è l’Italia, anzi queste sono le donne italiane: un secolo fa abili massaie, poco dopo decise rivoluzionarie e oggi istruite casalinghe. Se è vero che la storia si ripete e che la vita non smetterà mai di sorprenderci… quale sarà la prossima tappa?

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08/03/2011
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