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Guarire dall'egoismo

L'egoismo viene comunemente ritenuto un "difetto". Detto in altri termini, l'egoismo è un problema che riguarda il modo di comportarsi. Nella maggior parte dei casi, si attribuisce l'egoismo a un eccesso di amore per se stessi, un livello di amore tale da non lasciare spazio a nessun'altra persona. Se la persona egoista pare, effettivamente, interessarsi solo a se stessa, possiamo dire che si ama troppo?

Guarire dall'egoismo
© Getty Images

Secondo Edgar Poe, per l'egoista "La grande sventura è non poter essere solo". Fondamentalmente, l'egoista è preoccupato per se stesso; le sue scelte, le attività, le sue relazioni convergono tutte verso un'unica finalità: ricondurre tutto a se stesso, appropriandosi di ciò che gli sembra piacevole; non tiene per nulla conto del mondo, né degli interessi esterni, non si preoccupa per gli altri e si organizza la vita in modo da non essere disturbato. Nel caso in cui entri in relazione con alcune persone, è perché pensa di poterne ricavare qualcosa: popolarità, vantaggi, piacere, ecc.

Il piccolo mondo dell'egoista

L'egoista vive in un circolo chiuso; è come incapace di vedere e di ascoltare ciò che non lo riguarda personalmente: lui è il mondo e il resto non gli interessa!
È poco soddisfatto della vita che conduce e sta spesso da solo (egoismo e "celibato esacerbato" vanno spesso a braccetto), sia per scelta che per forza. Il meno che si possa dire dell'egoista è che tende a trascurare il suo entourage!
Capita tuttavia che l'egoista incontri un "alter ego", qualcuno come lui insieme con il quale formerà una coppia ripiegata su se stessa: riunendo i loro interessi comuni, per difendersi dal mondo esterno vivranno quindi un "egoismo a due". Nulla di nuovo per queste persone già egoiste se non fosse che ora sono due all'interno della stessa "cellula".
Il rimprovero più frequentemente mosso agli egoisti è di amare troppo loro stessi per poter amare gli altri. Ma, prima di affermare che gli egoisti eccedono di amore per loro stessi, chiediamoci piuttosto se si amano. E, in caso contrario, da dove scaturisce il fatto di non avere nessun altro in mente tranne che loro stessi?

Le radici dell'egoismo e dell'amor proprio

Nel primissimo stadio della sua evoluzione, l'essere umano è incentrato esclusivamente verso il soddisfacimento dei propri bisogni: essere nutrito, accudito, consolato, stimolato. Si tratta di condizioni necessarie per la sopravvivenza. È solo dopo aver acquisito un minimo di indipendenza che l'essere umano di aprirà gradualmente a un ambiente sempre più vasto (dalla madre alla famiglia, dalla famiglia all'asilo, e così via). Tuttavia, per fare in modo che questa apertura progressiva verso l'esterno avvenga senza ostacoli, è necessario che il bambino abbia ricevuto una quantità sufficiente di amore per credere in se stesso e per amarsi. Solo così potrà iniziare a restituire l'amore che ha ricevuto per primo. In caso contrario, il bambino può rimanere bloccato a questo stadio in cui pare che il mondo intero converga verso di lui.
In altri termini, la persona egoista che si impossessa di tutto per profitto personale non prova alcun piacere nello scambiare e nel donare affetto. Questa persona non è colpita da un eccesso di amore per se stessa, anzi, soffre esattamente per il motivo opposto. La sua avidità, il bisogno impellente di strappare alla vita ciò che potrebbe ottenere diversamente non sono certo il segno di un eccesso di amore verso se stessi, ma quello di una difficoltà a credere in se stessi.
Non è l'amore per se stessi all'origine dell'egoismo, quanto piuttosto l'attaccamento più o meno patologico a un'immagine superata di sé, quella del "bambino meraviglioso" a cui non deve mai mancare nulla.

Si può guarire dall'egoismo?

Il punto di partenza consiste nel prendere coscienza di questa debolezza e delle conseguenze negative che produce a se stessi. Solo in quel momento sarà possibile liberarsi poco alla volta dal circolo vizioso in cui l'egoismo ci mantiene rinchiusi: "non possiamo aspettarci niente dagli altri… prendiamo quello che viene… decisamente mi faccio sempre fregare…".

Qualche consiglio utile:

  • Iniziare a donare piccole cose, in particolare a qualcuno che sia capace di gratitudine e generosità…
  • Praticare sport di squadra o una delle arti marziali come il judo, che richiede concentrazione su se stessi, contatto, apertura e rispetto per gli altri;
  • Chiedere un accompagnamento psicoterapeutico che permetterà di ristabilire il senso del proprio valore e quello del mondo circostante.

Mettendo in atto questi piccoli accorgimenti si dovrebbe essere in grado di uscire dalla spirale dell'egoismo e di pensare finalmente degli altri…

Dominique Pir

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04/04/2011

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