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Il desiderio di cambiamento: fuga o rinascita?

Cambiare... lavoro, compagno, condizione di vita! Talvolta ci capita di svegliarci una mattina con un desiderio di cambiamento che non ci abbandona più. Tuttavia, prima di placare questa sensazione, è consigliabile fare il punto della situazione. Cambiare sì, ma comprendere per quali ragioni e in che modo attuare il cambiamento.

Il desiderio di cambiamento
© Getty Images

I nostri desideri di cambiamento si aprono talvolta un varco attraverso il cuore della nostra vita professionale, sentimentale e anche nella nostra quotidianità. Un ennesimo imbottigliamento nel traffico mentre ci rechiamo al lavoro o un sopruso, un pensiero ricorrente che ci martella dentro la testa e che ci dà la sveglia la mattina... ed eccoci navigare in Internet per seguire le offerte di lavoro o leggere gli annunci immobiliari per affittare una casa vicino al mare. Una volontà di cambiamento che percepiamo nitidamente, ma che è importante valutare per capire se non si tratti di un'ennesima fuga ma piuttosto di un mezzo per evolvere.

I segnali premonitori

Quando la misura è colma, diversi sono i sintomi a indicare un errore di rotta e un certo qual malessere. Compaiono anzitutto segnali isolati, tra cui mal di schiena, emicrania e gastriti che non ci danno tregua. Quando viene meno la vitalità, quella di cui abbiamo bisogno per affrontare l'intera giornata, sopraggiungono alcune modifiche del comportamento, come altrettanti segnali che è bene non sottovalutare. Una certa stanchezza, il venir meno di un entusiasmo, un'immagine incompleta di noi stessi… Di fronte a tutto questo, la parola d'ordine è reagire!

Un desiderio di evoluzione

Oggi il cambiamento è all'ordine del giorno, tanto più perché sembriamo aver raggiunto una soglia critica in diversi ambiti: ecologici, relazionali o addirittura professionali. Resta il fatto che il cambiamento fine a se stesso non porta a grandi risultati. Diventare vegetariani o andare in Canada ad aprire una pizzeria ha senso solo se corrisponde a un autentico desiderio interno.

 

"Possiamo desiderare di cambiare perché cozziamo contro alcuni limiti che pensiamo di poter allontanare o perché cerchiamo di vivere un maggior numero di esperienze positive", spiega Vanessa Mielczareck, coach e formatrice per le Risorse umane. Si tratta quindi di una rimessa in discussione che ci indica di essere giunti al termine di un ciclo e che non esistono nuove prospettive. Il cambiamento riguarda, quindi, il nostro mondo interiore, come un richiamo che ci invita a trasformare noi stessi

Coraggio, fuggiamo!

Accade anche che i nostri desideri di cambiamento ruotino attorno all'idea che altrove l'erba sia più verde. "È possibile individuare questo desiderio quando scopriamo di voler a tutti i costi cambiare l'altra persona o l'ambiente in cui viviamo, piuttosto che noi stessi. In qualche modo, è come negare la responsabilità che possiamo avere nelle situazioni frustranti che si verificano", spiega Vanessa Mielczareck. In questi casi, attribuiamo la responsabilità di tutte le nostre difficoltà a una terza persona, che consideriamo l'origine di tutti i nostri problemi. Il desiderio di cambiamento si articola attorno a una fuga, come reazione di fronte a una situazione percepita come insopportabile, ma totalmente subita. Si corre, quindi, il rischio di perpetuare la stessa situazione, sia in un nuovo contesto lavorativo o di vita personale e di sperimentare lo stesso tipo di difficoltà.

 

Per individuare meglio le proprie motivazioni, la coach è perentoria: "Scoprite se avete tendenza a criticare o a giudicare additando tutti gli aspetti negativi e ricordate che il cambiamento è una porta che si apre verso l'interno, prima ancora di attuarsi all'esterno".

1 Il desiderio di cambiamento - continua ►

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26/10/2010

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