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Imparare a dire "no"

N O: fai fatica a pronunciare con fermezza questa breve parola e ti ritrovi spesso ingannata? Un po' di coraggio e manifesta chiaramente agli altri il tuo rifiuto. È un comportamento che si impara!

Imparare a dire
© Getty Images

N O: fai fatica a pronunciare con fermezza questa breve parola e ti ritrovi spesso ingannata? Un po' di coraggio e manifesta chiaramente agli altri il tuo rifiuto. È un comportamento che si impara!

"Esprimere il nostro disaccordo ci obbliga a essere attivi, a rimettere in discussione l'ordine prestabilito", spiega Marie Haddou, psicologa clinica e autrice del libro "Saper dire no, senza sensi di colpa!" (Fabbri editore). Dire no significa accettare di dover poi dare spiegazioni, negoziare con l'altro. È anche esporsi a critiche, a rancori, passare per una persona senza cuore o per un rompiscatole. Questa paura di essere giudicati male rafforza la condizione di dipendenza in cui ci troviamo di fronte agli altri. Tuttavia, dire no è indispensabile se vogliamo affermare la nostra personalità ed essere veramente noi stessi…

Ecco sei consigli da mettere in pratica per non "farsi più fregare":

1 - Non sentirsi in colpa

Non è facile affermare il proprio punto di vista senza passare per essere una persona con un brutto carattere. Per ottenere un "sì" da parte tua, tutte le persone che ti rivolgono domande, siano esse vicine (famigliari, amici) o lontane (negozianti, datore di lavoro…) cercano di suscitarti il senso di colpa. È ora di smetterla! Non lasciarti influenzare: il tuo rifiuto non deve metterti in discussione al punto da farti sentire in colpa. E soprattutto, non cedere al ricatto, in particolare a quello affettivo.

2 - Non affrettarsi

Prima di rispondere, prendi tutto il tempo necessario per valutare i pro e i contro di una situazione… anche o soprattutto se senti che ti stanno facendo pressione per ottenere in modo più semplice e rapido il tuo consenso. Non temere mai di chiedere un po' di tempo per riflettere, magari dicendo "ci penso su".

3 - Prepararsi

Opporre un rifiuto genera sempre ansia: impara a gestirla, in particolare prendendo coscienza dei pensieri negativi, generati automaticamente dalla tua volontà di rifiuto. Sostituisci i tuoi monologhi interiori ("capita sempre a me", "non sono molto simpatica") con pensieri realisti ("ho il diritto di esprimere le mie opinioni"). Creati frasi preconfezionate che dovrai limitarti solo a pronunciare: “sono davvero dispiaciuta, ma la mia risposta è no” oppure “mi dispiace davvero ma preferisco astenermi”…

4 - Usare tattiche

Non aggredire il tuo interlocutore: prediligi l'utilizzo di "io" ("io non posso prestarti soldi") al "tu" ("tu non hai mai un centesimo"). Metti in atto una serie di tecniche note agli psicologi, ad esempio quella denominata "del disco rotto", che consiste nel ripetere senza sosta la tua opinione, indipendentemente dalle obiezioni che ti verranno mosse dall'interlocutore, in modo che le capisca: "spiacente, ma ho un appuntamento" oppure "mi piace questo mobile, ma non ho i mezzi per comprarlo". Altra tecnica, detta della "cortina di nebbia", consiste nel far sembrare di accettare le critiche senza abbandonare il tuo punto di vista: "lo so, non è molto gentile da parte mia, ma non posso proprio aiutarti questo fine settimana". Questi due atteggiamenti particolarmente scoraggianti per il "richiedente" dovrebbero fargli abbandonare velocemente la presa. Anche in questo caso, allenati!

5 - Trovare una soluzione sostitutiva

Il metodo del “no, ma…” ti permette di raggirare l'ostacolo. Spiega a tuo fratello: “capisco i tuoi problemi finanziari, ma in questo momento non posso aiutarti. Perché non chiedi un anticipo al tuo capo?” Spiega ai tuoi genitori: “so che contate sulla nostra presenza a Natale, ma abbiamo programmato di andare in montagna. Potremmo ritrovarci invece il primo fine settimana di gennaio”… In questo modo dimostri di avere finalmente riflettuto sulla domanda che ti è stata posta e nessuno potrà rimproverare il tuo disinteresse.

6 - Non approfittarne

Non rifiutare nulla per spirito di contraddizione perché sei nervoso/a, teso/a o perché hai imparato fin troppo bene la lezione! Bada anche a non opporre rifiuti aggressivi o maldestri per non dare velocemente l'impressione di essere una persona poco simpatica. Il "no" va utilizzato con cognizione di causa per favorire scambi autentici tra le persone. Le contraddizioni, i disaccordi e i possibili accordi permettono di realizzare una vera comunicazione, uno scambio. Infatti, saper dire "no" permette di saper dire bene "sì"!

 

Isabelle Delaleu

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27/10/2010

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