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Il limite della pazienza

Di fronte alle piccole e grandi difficoltà della vita, ci capita di perdere la pazienza. Tuttavia, l'esasperazione non contribuisce a migliorare davvero le cose. In molte situazioni la pazienza è una forza che ci permette di vivere meglio. Ma presenta dei limiti oltre i quali si trasforma in debolezza, apatia e sterile rinuncia. Come gestirla nel modo migliore?

La pazienza ha un limite
© Getty Images

Dobbiamo sempre rassegnarci ad essere pazienti? Forse no, perché se questa qualità ha dei punti di forza, presenta anche diverse debolezze.

La pazienza non è innata

La pazienza non è una virtù innata; il bambino, infatti, è per natura impaziente. Ha bisogno di tutto, subito, e i genitori dovranno dar prova di molta costanza e abilità per insegnargli che deve imparare ad aspettare per ottenere ciò che desidera. L'adulto che siamo conserva sempre il marchio di quell'onnipotenza infantile, più o meno ben nascosta, ingentilita, umanizzata, a seconda del modo in cui è stato cresciuto. Imbottigliati nel traffico, costretti ad attendere il proprio turno in una coda interminabile, messi a confronto con l'aggressività delle persone o alle prese con un problema serio: non è facile esercitare la pazienza e mantenere la calma. Per farlo, è necessario operare uno sforzo su noi stessi, tanto più grande quanto più il nostro stile di vita è all'insegna della fretta.

Come diventare più pazienti?

In un mondo in cui tutto ci mette fretta, non sopportiamo di attendere, ci sentiamo sempre più estranei al ritmo di maturazione naturale delle cose. In questo modo, finiamo per dimenticare che nulla accade subito, a cominciare dalla nascita… La pazienza è una virtù indispensabile per il genitore, per l'educatore, ed è fondamentale in qualsiasi apprendimento. Permette di maturare le decisioni, i propositi. Ci aiuta anche a vivere meglio gli sforzi, a sopportare gli imprevisti, le delusioni della vita e le sue grandi sofferenze, come la malattia o il lutto. Lascia al tempo la possibilità di completare la sua opera di maturazione naturale. Esistono tuttavia alcune situazioni in cui è necessario essere tutt'altro che pazienti e di aspettare che il tempo le possa cambiare... Senza impazienza, senza ribellione, senza lotta contro l'ineluttabile, che ne sarebbe oggi di noi?

Gli inconvenienti della pazienza...

La pazienza è una virtù in grado di "spostare le montagne", ma quando è portata all'eccesso può diventare un vero e proprio fattore di inerzia, ad esempio quando la pazienza conduce una persona o un intero popolo oppresso a smettere di sperare e di credere in un futuro migliore. È un punto di forza accettare tutto senza protestare? Questo tipo di pazienza non produce alcun miglioramento. Al contrario, lo ostacola. I regimi totalitaristi hanno capito bene come sfruttare questa forma di pazienza e come imporla attraverso l'oppressione, per fare accettare le condizioni esistenziali più degradanti. Impazienza e ribellione diventano quindi indispensabili per risvegliare, scuotere le coscienze, smuovere le cose dalla loro fissità, far emergere e scuotere ciò che da tempo era inaccettabile.

Le virtù dell'impazienza

Senza un minimo di pazienza la vita diventa insopportabile e non otteniamo niente di importante. Ma per rimanere una forza, la pazienza deve essere abitata da una speranza, dalla promessa di un futuro migliore. Senza prospettive e senza limiti, la pazienza si paralizza trasformandosi in rassegnazione e sterile attendismo. Se nulla può accadere senza il tempo, nulla può accadere senza decisione e azione, che consentono di rompere con quanto non vogliamo più accettare. Pazienza e impazienza sono dannose unicamente se portate all'eccesso, quando la pazienza va a braccetto con la passività e l'impazienza con la violenza e l'avidità. Entrambe sono indispensabili, la prima perché ci aiuta a non lasciarci abbattere dalle difficoltà, e la seconda perché ci stimola a difenderci nelle situazioni che possono danneggiarci.

Dominique Pir

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26/09/2013

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