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Come si rompe un’amicizia?

Eravate inseparabili, nei momenti belli e in quelli brutti! Ma ecco che il rapporto volge al termine, senza preavviso e senza speranza di negoziazioni. La rottura di un’amicizia è spesso dolorosa. Si può evitare? E come riprendersi quando è inevitabile? Intervista allo psichiatra Stéphane Clerget.

Come si rompe un'amicizia?
© Getty Images

Kant definiva l’amicizia “l’unione di due persone legate da un uguale, reciproco amore e rispetto”. Il mito dell’amico per la vita è destinato a durare. “A volte si tratta di un doppio, di un altro sé a cui teniamo sempre di più in un’epoca incerta come la nostra”, aggiunge Stéphane Clerget, autore di “Comment avoir de vrais amis”(“Come avere veri amici”). Ciò che rende un’amicizia eterna, o ciò che invece conduce alla sua fine, spesso rimane un mistero. Alcuni rapporti sopravvivono contro ogni aspettativa e nonostante la mancanza di contatti per lunghi periodi, altri invece si dissolvono a seguito di un contatto troppo stretto. Tuttavia è possibile riconoscere i segnali precursori di una rottura e affrontarla quando arriva il momento.

L’assenza davanti alla difficoltà

“Quando ho perso mia madre in un incidente, la mia amica Gabriella ha preso le distanze. Da allora ci vediamo molto meno”, si rammarica Amanda, 35 anni. In questa situazione ci sono varie piste da esplorare. “Forse ci si è illusi sulla qualità dell’amicizia”, sostiene Stéphane Clerget. Quando manca la reciprocità, un evento difficile può far luce sulla vera natura del rapporto.
“È nel momento del bisogno che si vedono i veri amici”, recita un vecchio adagio. Un’altra eventualità è che “l’amico in questione non sa cosa fare quando le cose vanno male”, prosegue il pedopsichiatra. Si tratta di situazioni molto più diffuse di quanto si pensi ed è meglio tenerne conto. Parlarne senza per forza aspettarsi un cambiamento da parte del proprio amico, può contribuire a rendere il legame durevole.

I legami si sono allentati

Di solito un’amicizia nasce perché si hanno interessi in comune e si condividono gli stessi gusti. “All’inizio l’ossessione di Giulio per i fumetti mi divertiva, ma in seguito mi è sembrata puerile, persino noiosa”, ammette Federica, 29 anni. Certe amicizie possono finire “a causa dell’impossibile esigenza di far coincidere gli interessi, e per il vano tentativo di ritrovarsi nell’altro”, osserva la filosofa americana Annette Baier.
Succede anche che la cellula familiare o professionale prenda il sopravvento sulla sfera delle amicizie. Evolvere non rappresenta un problema di fondo in sé. La vera questione è come mantenere il legame, con il rischio di diventare estranei l’uno per l’altro. “Andare in vacanza insieme, fare sport, uscire e naturalmente festeggiare i compleanni è fondamentale”, assicura Stéphane Clerget. Altrimenti il legame s’indebolisce. 

L’amicizia-passione

Come in amore, anche nell’amicizia possono esserci colpi di fulmine. “Io e Marina condividevamo gioie e dolori. La tata che dava buca, un tradimento del marito, e l’altra accorreva”, ricorda Michela, 40 anni. In questi casi si ha l’impressione di aver trovato l’anima gemella. “Questa passione reciproca è estremamente rassicurante, ci si sente più forti”, sottolinea Stéphane Clerget.
In realtà, anche questi rapporti simbiotici sono molto fragili. Un semplice disaccordo in un momento particolare può trasformarsi in tradimento... Come è successo a Michela: “Quando Marina ha divorziato io e marito l’abbiamo vista spesso, per consolarla. Ma non ho sopportato la sua femminilità esacerbata. La mia ammirazione si è trasformata in gelosia...”. Tagliare i ponti allora è un gesto impulsivo che spesso trova incomprensione.

Riprendersi in 3 mosse

Ecco tre consigli per riprendersi dopo la rottura di un’amicizia:

  • Accettarla

Una fase di vita pericolosa, tanto più che la perdita di un amico non è riconosciuta dalla società. Ritrovarsi KO a causa di un dispiacere d’amore è accettabile, la stessa cosa non vale per un dispiacere d’amicizia. “Invece non bisogna banalizzare lo shock della rottura, né sminuirlo”, raccomanda Stéphane Clerget. Non ignorare il dolore. Condividilo con qualcuno a te vicino, alchimizzalo. Scrivi, balla! La nostra società, a disagio con la tristezza, ci spinge a voltare subito pagina. Ma non è così!

  • Non buttare via tutto

La tentazione di fare tabula rasa a volte è forte. “Questo significherebbe amputare un’intera parte della tua vita”, avverte Stéphane Clerget. Più in là, con il senno di poi, sarai felice di aver conservato foto, regali, momenti belli e brutti... L’amicizia è un processo vivo che per definizione evolve. La saggezza vorrebbe che il cambiamento nell’altra persona venisse accettato. Se puoi, cerca di non giudicare tutta la storia sapendo come è andata a finire, solo in questo modo potrai “innamorarti” di nuovo.

  • Sfuggire alla sensazione di aver fallito

Spesso la rottura è vissuta con un sentimento di fallimento. Ma questo vuol dire dimenticare che l’amicizia si costruisce in due. Non esserti accorta che stava finendo non significa che sei tu l’unica responsabile. D’altro canto, ogni rottura ha un senso. Cercare di penetrarne il mistero è legittimo, ma non sempre ci soddisfa. “In nome dell’amicizia puoi anche chiedere delle spiegazioni, ma queste non sempre ti saranno date. E se te le dessero potrebbero apparirti bizzarre”, sostiene il pedopsichiatra. Non ti sei per forza sbagliata, è solo un capitolo che si chiude... in attesa che se ne apra un altro!

Catherine Maillard

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06/08/2012
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