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Che cos’è lo sbadiglio?

Per stanchezza, per fame, per noia o semplicemente perché si ha voglia di dormire: lo sbadiglio fa parte della vita di tutti giorni ma pochi sanno che cos’è. Anche altri animali sono in grado di sbadigliare o è solo una prerogativa umana? Da cosa è provocato? Doctissimo ti chiarisce le idee!

Perché sbadigliamo?
© Getty Images

Perché si sbadiglia?

L’atto di sbadigliare consiste nel susseguirsi della normale inspirazione ed espirazione ma eseguiti in maniera molto profonda. Ad oggi, la scienza non ha ancora spiegato chiaramente quali siano i meccanismi fisiologici per cui si sbadiglia: alcuni ipotizzano che sia un modo per immagazzinare ossigeno nell’organismo, in deficit di tale gas ma in eccesso di anidride carbonica per i motivi più disparati, altri hanno avanzato la teoria secondo la quale lo sbadiglio manterrebbe sotto controllo la temperatura sia del cervello che del corpo. In generale, lo sbadiglio migliorerebbe la circolazione dell’organismo e la salute del cuore, aumentando gli scambi d’ossigeno del sangue e permettendo alla gran parte dei muscoli del corpo di “stiracchiarsi” (in Medicina si chiama “pandiculazione”). Il biologo ed evoluzionista Andrew Gallup, dell’università di Princeton, ha osservato che lo sbadiglio è più frequente in alcune stagioni dell’anno, avvalorando l’ipotesi della funzione termoregolatoria, in base alla quale viene ad abbassarsi la temperatura del cervello. Infine, c’è chi sostiene che venga generato da alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina, in grado di regolare le emozioni, i ritmi sonno/veglia e il senso di fame: lo sbadiglio non sarebbe altro che un riflesso scaturito da queste particolari condizioni, comuni negli esseri umani così come in altre specie animali. I medici hanno rilevato che un feto di tre mesi è già in grado di sbadigliare, anche se si trova nel ventre materno, fenomeno davvero curioso.  Anche se le cause sono poco chiare, molti hanno tentato di trovare delle spiegazioni plausibili al motivo per cui si sbadiglia. L’interpretazione condivisa dai più è l’ossigenazione del corpo e del cervello, con conseguante rilassamento, in seguito a situazioni più o meno impegnative su entrambi i fronti. Alcuni scienziati della Rutgers University, nella città di Newark in New Jersey, hanno accostato tale stato di rilassamento con quello stato neurologico generato in seguito ad uno starnuto o ad un orgasmo, avvalorando la tesi che i tre fenomeni siano collegati tra loro. In effetti, sono tutti scaturiti dallo stesso nervo, il valgo: se si sbadiglia, si starnutisce o si ha un orgasmo, si perde momentaneamente il contatto con la realtà, sensazione decisamente apprezzata perché in grado di generare piacere e rilassamento.

Il significato etologico dello sbadiglio

Lo sbadiglio esiste da circa 200 milioni di anni: tra le diverse interpretazioni di questo meccanismo, non bisogna escludere la teoria secondo cui è considerato un segnale di avvertimento nei confronti dell’avversario. Così come il sorriso, quando si sbadiglia si mostrano i denti e si mette in guardia il nemico avvertendolo della possibilità di utilizzarli in un attacco; questo rientrerebbe nell’universo del linguaggio non verbale dell’uomo, in grado di comunicare con i gesti ancor prima che con la parola. Il Dottor Walter Smitson, psichiatra e docente presso l’università di Cincinnati, ha spiegato che lo sbadiglio è una strategia passiva/aggressiva utilizzata per esprimere l’aggressività: spesso, infatti, non si ha la possibilità di sfogarsi per una situazione che genera rabbia o dolore e il corpo reagisce sbadigliando, cioè con un comportamento ancestrale di liberazione. Una teoria sociologica sostiene altresì che lo sbadiglio, essendo un atto involontario ma spesso generato anche dall’imitazione dell’altro, sia un riflesso inconscio che il cervello classifica come atto di apprendimento: questa interpretazione spiegherebbe come mai lo sbadiglio è così “contagioso”. Infatti, a tutti è capitato di sbadigliare subito dopo aver visto qualcuno farlo, sia che si tratti di un altro essere umano che di un animale: gatti, cani, pesci, l’uomo non è l’unica specie vivente a sbadigliare, anche se probabilmente è la sola a farlo per stress.

Il contagio emotivo dello sbadiglio

Come detto, lo sbadiglio è contagioso, perché nel momento in cui si vede qualcuno anche solo accennarlo non si può far a meno di fare lo stesso. Questo curioso fenomeno è stato studiato da un gruppo di ricercatori italiani guidati dai Dottor Elisabetta Palagi e Ivan Norscia, dell’università di Pisa e in collaborazione con l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione – CNR di Roma. La ricerca è stata condotta su un campione di 109 persone di diverse nazionalità e ha dimostrato che è molto più probabile che uno sbadiglio “contagi” persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e amici, piuttosto che dei perfetti estranei. Gli zoo di Falconara (nei pressi di Ancona), Lignano Sabbiadoro (vicino Udine) e Pistoia hanno collaborato allo studio, che si ispira alla ricerca del Dottor Steven Platek, docente di Psicologia presso la Drexel University di Philadelphia. Lo sbadiglio mostra quindi la sua valenza empatica e imitativa, allontanando quelle ipotesi che lo vedevano influenzato dall’appartenenza di genere o dall’età. È la vicinanza emotiva dei soggetti a determinare se e in quanto tempo lo sbadiglio riesca a contagiare il prossimo, soprattutto perché le aree del cervello che percepiscono quello di terzi risultano essere sovrapposte a quelle in cui risiede l’emotività, spiegano i ricercatori, mettendo in campo il ruolo dei cosiddetti neuroni specchio.

Via libera a stiracchiamenti e sbadigli, è importante per la salute non trattenerli… ma non dimenticate di mettere la mano davanti alla bocca!

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30/01/2012

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