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Le vacanze ai tempi del low-cost

«È nella crisi che sorge l'inventiva» Einstein. Le difficoltà economiche del nostro tempo possono davvero prendere una piega…originale! Rivalutiamo insieme la dimensione dell’ospitalità.

Le vacanze ai tempi del low-cost
© Getty Images

Stasera dormo da te

Certo di questi tempi concedersi una vacanza appare ai più come un lusso, solo l’idea di una settimana di relax può rivelarsi un salasso...e così si finisce per viaggiare con la fantasia, rigorosamente a km 0…

La rete offre decine di siti di affitti a breve termine, per soggiornare in vacanza a casa d’altri, con tutte le comodità e i vantaggi del caso. Mai sentito parlare di www.airbnb.com? «Air bed and breakfast», l’idea dei fondatori era di offrire un materassino gonfiabile e la colazione, sfruttando gli spazi liberi della loro casa di San Francisco. L’idea, nata nel 2008, si è evoluta, il sito vanta oggi più di 100.000 annunci in più di 190 paesi in tutto il mondo. Il community marketplace può mettere a disposizione un divano, una camera, o un castello, ponendosi come intermediario tra i padroni di casa e chi sta cercando un posto dove stare! Chi ospita trae profitto da un bene che già gli appartiene, arrotondando lo stipendio mensile, l’ospite può dormire a Montmartre per soli 35 euro o godersi l’atmosfera romantica di un mini-appartamento a Venezia. Rinunciare all’hotel freddo e impersonale, per immergersi nel clima intimo e vivo di un nido privato…

Altro esperimento della nascente sharing economy, il couchsurfing (www.couchsurfing.org), l’economia della condivisione… del divano! Esiste una vera e propria community auto-organizzata che regola il «baratto di sofà» tra sconosciuti, o quasi! Alternativa giovane e frizzante, il Coachsurfing aggiunge al mero scambio di spazi una totale immersione nella cultura straniera, una soluzione per conoscere nuovi amici, e rispolverare l’inglese accuratamente riposto nel dimenticatoio!

Indovina chi viene a cena?

«Ma non si può pensare, amare e dormire bene, senza aver mangiato bene». Virginia Woolf aveva ragione, ed eccovi servita la soluzione: il social eating. Se lo scambio del divano richiede qualche sacrificio, la condivisione a tavola è invece un’idea perfetta per l’ospitale mentalità italiana. Entrare a casa d’altri, scoprire una cucina tradizionale, creativa, ma personale! Decine di portali che raccolgono domanda e offerta: puoi decidere di diventare chef per un giorno, o se piegarti al più umile ruolo di assaggiatore… (è un duro lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo!)

Ogni cuoco ha un suo profilo, corredato di foto e menù tutti da gustare, starà alla sua creatività decidere il tema della serata e quanti invitati accettare, all’utente non resta che sfogliare e scegliere! Con un modico forfait si ricrea l’atmosfera di una cena fatta in casa, senza brutte sorprese, con la certezza di conoscere nuovi mondi culinari, e non solo…

Gnammo.com e www.weeats.com sono da poco in rete ma vantano una community attiva e in crescita costante, le interfacce giocose e divertenti e le idee sempre originali portano alta la bandiera del Made in Italy nel nostro campo: il cibo in compagnia.

La pausa pranzo è diventata un incubo? Studi fuori sede, lavori a km da casa, o sei un semplice turista: stanco di pagare un panino come caviale? Siti come www.peoplecooks.it costituiscono una realtà decisamente low cost: il prezzo del pasto non deve mai superare i 6 euro, il concetto nasce per ridimensionare i costi del pranzo fuori casa e per stare insieme con gusto. Ma il social eating è anche su scala internazionale con newgusto.com, e www.kitchenparty.org, menù da tutto il mondo che offrono un’alternativa economica e non convenzionale al circolo vizioso dei classici ristoranti «turistici»…

La condivisione e la socialità, queste le piacevoli sorprese che ci riserva la crisi economica! La sharing economy incentiva il turismo, aiuta a creare microbusiness e allarga la nostra rete sociale…

Chi vuole un passaggio?

Rimane solo un problema: il costo della benzina sempre più proibitivo sembra stroncare sul nascere ogni desiderio di evasione…Niente paura, la rete offre sempre nuove possibilità per risparmiare e per praticare un turismo sostenibile! Carpooling (www.carpooling.it), autostop organizzati o carsharing contengono le spese, e allietano code e caffè in autogrill in compagnia di altri passeggeri. In comune avete solo la meta, ma sembra l’inizio di una meravigliosa amicizia…

Carlotta Boni

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30/07/2015
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