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Perché è importante festeggiare il compleanno?

Presto sarà il tuo compleanno, ma non sei convinto/a di volerlo festeggiare… È proprio necessario dare enfasi a questo evento tutti gli anni? Non è che ci fa sentire più vecchi? Il regalo è inevitabile? Perché alcuni rifiutano di festeggiare questo giorno? Le risposte dello psicologo Christian Heslon, autore di "Petite psychologie de l'anniversaire" (“Piccola psicologia del compleanno”, N.d.T.).

L'importanza del compleanno
© Getty Images

Doctissimo: È importante festeggiare il proprio compleanno?

Christian Heslon: È importante nell'infanzia e nell'adolescenza, mentre lo è meno dopo i 20 anni. A partire da questa età, si iniziano piuttosto a festeggiare le decine (20 anni, 30 anni, 40 anni…) o gli intervalli di cinque anni (25, 35 anni). Dal punto di vista psicologico è utile festeggiare un compleanno: è il caso dei decenni, dei lustri, della maggiore età, ecc. Per alcune persone, è importante non sentirsi dimenticate nel giorno della ricorrenza della loro nascita: le donne in generale, così come le madri i cui figli hanno lasciato casa, ma anche alcuni uomini in diversi momenti della loro vita. Festeggiare il compleanno presenta più di una sfaccettatura: è al contempo un evento personale, un pretesto per far festa, un modo per rafforzare il proprio narcisismo messo a dura prova dal passare degli anni (narcisismo genitoriale, nel caso del compleanno dei figli) e, infine, festeggiare il compleanno sostituisce i riti di passaggio che vanno via via scomparendo: battesimo, diploma o laurea, servizio militare, ecc. Oggi, una festa di compleanno permette anche di mettere alla prova la solidità dei legami affettivi, resi ancor più necessari dall'indebolimento del tessuto sociale. Tutto dipende anche da ciò che si intende per "festeggiare": la condivisione di un semplice pasto in famiglia o con alcuni amici può presentare maggiori benefici psicologici rispetto a una festa smodata o a un regalo sbagliato.

Doctissimo: Uomini e donne affrontano il compleanno nello stesso modo?

Christian Heslon: Il compleanno è innanzitutto femminile. È espressione dei legami di procreazione, delle riunioni familiari e delle date ricorrenti, proprio come i cicli mestruali. Molto più degli uomini, le donne sono quindi maggiormente ansiose di festeggiare il loro compleanno. L'atteggiamento degli uomini verso il compleanno assume una valenza più narcisistica: per loro significa celebrare se stessi, il proprio successo, la propria sopravvivenza e la propria capacità carismatica di instaurare o mantenere legami nonostante il trascorrere del tempo. Tale differenza costitutiva spiega perché gli uomini dimentichino più spesso delle donne gli anniversari del primo incontro, le date di nascita, di matrimonio e di morte, e che attribuiscano al compleanno una funzione narcisistica e festosa, agli antipodi rispetto alle piacevoli riunioni familiari a cui le donne attribuiscono invece una funzione salvifica. Il compleanno al femminile è quindi all'insegna della gratificazione e degli auguri, mentre al maschile, è segno dell'affermazione di sé e della propria capacità di gestire gli affetti.

Doctissimo: Festeggiare gli anni aiuta a invecchiare meglio?

Christian Heslon: In certe condizioni, festeggiare gli anni aiuta a invecchiare meglio o ad accettare la propria età confrontando l'età soggettiva, ovvero gli anni che ci si sente, con l'età anagrafica. È inoltre necessario godere di buona salute, avere una rete sociale e affettiva in espansione, e che la data del compleanno non coincida con un evento traumatico, ad esempio il decesso di una persona cara. Nel caso in cui siano soddisfatte tutte queste condizioni, festeggiare il compleanno può rafforzare l'autostima, aiutare a fare un bilancio della propria vita e a prendere certe decisioni, oltre che a mettere in relazione i diversi periodi della vita trascorsa, concedendosi persino il lusso di concretizzare particolari progetti, desideri o fantasie. Detto questo, festeggiare gli anni dopo i 70 non aiuta necessariamente a invecchiare meglio: in questo caso, al contrario, festeggiare il compleanno può far sentire la persona più vicina alla morte, prospettiva che non vuole certamente prendere in considerazione. 

Doctissimo: Cosa ci si aspetta da un regalo di compleanno?

Christian Heslon: Sono due i fattori in gioco: la pressione da parte della società consumistica, da un lato, e l'aspettativa implicita del regalo, dall'altro. Consciamente si desidera ricevere un regalo gratificante, utile, significativo, futile o trasgressivo. A livello inconscio, desideriamo invece saldare il nostro debito di vita. Offrendo regali alle persone che ci sono vicine, cerchiamo di onorare il debito di vita che abbiamo nei confronti dei nostri genitori.

Doctissimo: Perché spesso è più difficile festeggiare le decine?

Christian Heslon: Vivere il cambiamento di decennio rappresenta effettivamente, per molti di noi, uno scoglio difficile da superare, come se ci accorgessimo all'improvviso che sono trascorsi dieci anni della nostra vita. Festeggiare il compleanno può quindi aiutare ad accettare la propria età, rafforzando il proprio sentimento di unicità come individuo, che scaturisce dall'essere circondato da persone care e oggetto di attenzioni e sentimenti di affetto da parte loro. I rituali delle candeline, del regalo, della torta e della canzoncina simbolizzano questa funzione volta a scongiurare il passare degli anni: si soffiano le candeline che rappresentano l'età, talvolta esprimendo desideri per il futuro; si condivide la torta come si condivide il fatto stesso di invecchiare; si ricevono regali che vogliono essere una sorta di compensazione a fronte degli anni trascorsi e delle perdite subite; si affidano alla canzone le parole sul tempo che passa e gli auguri di "buon compleanno".

Doctissimo: Ci sono persone che non festeggiano mai il loro compleanno?

Christian Heslon: Sì, per ragioni diverse. In primo luogo, religiose o spirituali: i Testimoni di Geova, ad esempio, vietano i compleanni sull'esempio di Origene di Alessandria, il quale li definì un peccato d'orgoglio, e di Sant'Agostino, che li sostituì con la festa dei Santi. Anche i musulmani, i buddisti e i taoisti rifiutano di festeggiare il compleanno per diversi motivi, proprio come il cattolicesimo ha riconosciuto e incoraggiato per molto tempo solo gli anniversari di matrimonio (ricorrenza di un sacramento) e di morte (le novene, ricorrenze del passaggio alla vita eterna). Il movimento "new age", inoltre, contesta l'aritmetica del calendario del compleanno, poiché lo considera una mera convenzione che non riflette in alcun modo quelle che sono le evoluzioni personali interiori, le uniche meritevoli di essere davvero celebrate (rebirth, sentimento di autorealizzazione, ecc.). L'approssimarsi di alcune date di compleanno può suscitare una qualche forma di angoscia. È il caso dei compleanni che ci inducono a pensare a progetti falliti o a un senso di incompiutezza della nostra vita: non avere ancora un figlio a 30 o a 35 anni, divorziare a 40 o a 45, essere licenziati per motivazioni ritenute ingiuste, subire un lutto o un avere un incidente, sentirsi inutili o trascurati, e così via. In queste situazioni, il compleanno non verrà festeggiato, oppure lo sarà controvoglia, o in forma riservata. Per i nati il 29 febbraio, è proprio il calendario a impedire di festeggiarlo!

Axelle de Franssu

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25/09/2013

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