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Come liberarsi dai sensi di colpa?

Ne hai abbastanza di sentirti in colpa perché ti senti in colpa? Non sei l'unica! In realtà sentirsi in colpa è naturale, umano e inevitabile. Quindi non serve a niente farti il sangue amaro per non sentirti in colpa.

Liberarsi dai sensi di colpa
© Getty Images

Madre single, ho di nuovo una cotta, non mi succedeva da… 2 anni, e sono meno disponibile per mia figlia”, racconta Vanessa. “Quando si fa qualcosa, la si fa per bene”, sussurra una vocina nell’orecchio di Camilla. Così, se non si dedica al 300% alla preparazione delle festività natalizie, si sente in colpa. Ma, in sostanza, che cos’è il senso di colpa?

Il senso di colpa

Il senso di colpa è un’emozione elaborata dal pensiero, di tipo cognitivo”, spiega Catherine Aimelet-Périssol, terapeuta e dottoressa in medicina. È un processo piuttosto standard che comporta vari gradi. Può andare da un senso di colpa moderato, a un altro più invadente che può persino essere fonte di depressione. Il primo è tutto sommato banale. È una bellissima giornata e Giulia deve pranzare con un’amica che ha appena divorziato. Con la scusa di avere troppo lavoro annulla l’appuntamento per… andarsene a zonzo all’aria aperta. “Probabilmente il senso di colpa la tormenterà e le impedirà di godersi appieno questo momento”, spiega la nostra esperta. Si sentirà a disagio e il senso di colpa mobilizzerà l’energia per “riparare” e recuperare il colpo, come si dice. E poi c’è colei che rimugina, per esempio dopo una rottura, con un ex fidanzato disoccupato e molto depresso. “Può così essere fonte di dramma e non lasciarti più”, avverte la terapeuta.

Non riesci a dire di no.

Tuo figlio più piccolo ti chiede di non andare al tuo appuntamento, ha un po’ di mal di pancia. Il tuo compagno è deluso che tu festeggi il suo compleanno a malincuore, dopo un litigio la sera prima… “Nel senso di colpa, proviamo un insieme di emozioni, la cui principale componente è il dispiacere”, afferma Catherine Aimelet-Périssol. Alcune lo sentono in maniera fisica, come una tensione o un calo di energia, altre hanno la sensazione di aver commesso un errore a cui dover porre rimedio. In ogni caso, si cerca di mobilizzare l’energia per recuperare.

I sensi di colpa: una risorsa relazionale

Il senso di colpa viene vissuto come un intruso di cui si ha voglia di sbarazzarsi. Invece è un sentimento utile! Un po’ come la collera o la paura, esso ci avverte, ha una funzione precisa. “È una risorsa relazionale, ci spinge a osservare le espressioni di chi ci circonda, in modo da decodificare gli effetti del nostro comportamento”, continua la nostra esperta. Hai dimenticato di fare gli auguri per la festa della mamma a tua madre; leggerai la sua delusione sul suo volto e nella sua voce e di sicuro ti sentirai in colpa. È una sorta di apprendistato di cui conserverai traccia per evitare in futuro di riprodurre questo comportamento. Il senso di colpa serve al “vivere insieme”; consente di evitare di farci del male gli uni con gli altri. “Se non lo provassimo, non sapremmo niente delle conseguenze delle nostre azioni o delle nostre parole sugli altri”, prosegue Catherine Aimelet-Périssol. Ci mette in contatto con “il dispiacere” che l’altra persona sente e potrebbe essere persino l’anticamera della compassione, se ben utilizzato.

Come superare il senso di colpa?

Il riflesso più comune di fronte al senso di colpa è volersene sbarazzare. Il colmo è reagire emotivamente e negativamente. “Ci si ritrova intrappolati tra ciò che proviamo e il desiderio di non provarlo”, spiega Catherine Aimelet-Périssol. Si tratta della classica “patata bollente” che si cerca di rifilare a un’altra persona e che fatalmente favorirà conflitti e altre tensioni nei rapporti. Volersene liberare senza cercare di coglierne il messaggio può essere controproducente. Più cerchiamo di dominare quello che sentiamo, più il sistema s’impalla. Quando rifiutiamo il senso di colpa, o quando lo subiamo, possiamo star sicure che ne saremo sopraffatte. Tenerne conto è necessario per “risollevare la barra”. “È nello «stare insieme» che il senso di colpa si trasforma”, assicura la terapeuta. La domanda è: “Cosa possiamo fare di ciò che è appena successo?”. Abbiamo tutti delle risorse e delle attitudini per reagire, l’importante è prendere in considerazione o quantomeno capire meglio cos’è che ferisce l’altra persona. In questa sensazione di dramma interiore un’altra chiave importante è cercare di ascoltare cosa c’è in gioco anche per noi. Si è sempre in due o più persone a “creare” una situazione vissuta in modo difficile. Paradossalmente, il senso di colpa, anche se è fastidioso, consente di trovare un senso. Perciò smettiamola di sentirci sempre con la coscienza sporca per un sì o per un no.

Catherine Maillard

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30/09/2013

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