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Vivere in armonia con se stessi

Ci domandiamo spesso se facciamo le scelte giuste, se siamo onesti verso noi stessi, leali rispetto ai valori familiari o alle imposizioni sociali. Prendere coscienza di ciò che è essenziale per noi è importante per vivere finalmente in armonia con noi stessi.

Il segreto di una vita felice
© Getty Images

Intervista a Thierry Janssen, un uomo in cerca di coerenza

Talvolta preferiamo le parole o compiamo atti che vanno contro i nostri valori profondi. E da qualche parte dentro di noi, qualcosa suona come falso, come una sensazione di malessere, che, se ripetuta, può influire sulla nostra vita in modo negativo. Theirry Janssen ne sa qualcosa. Un evento importante è all’origine della sua ricerca di coerenza e del suo libro "Confidences d'un homme en quête de cohérence" (Confessioni di un uomo in cerca di coerenza). In pieno tour promozionale della sua opera "La maladie a-t-elle un sens" (La malattia ha un senso), essendosi imposto un programma troppo impegnativo, ai limiti dello sfinimento... viene colpito da paralisi facciale. È in quel momento che identifica "uno sfasamento tra il suo ritmo interiore e la corsa del mondo" e che mette in discussione la nozione di coerenza per una vita più in armonia con il suo vero io.

Che ruolo ha avuto la crisi che ha generato i suoi interrogativi?

Thierry Janssen Una crisi rappresenta un’opportunità di cambiamento. Che si tratti di un licenziamento, di una separazione, di una malattia... è un indicatore che qualcosa non va: ci induce a pensare che noi abbiamo il dovere di modificare i nostri comportamenti. Le crisi sono inevitabili e noi dobbiamo imparare ad accoglierle come un'opportunità di crescita e di approfondimento per diventare a poco a poco gli artefici del nostro destino. Ma ovviamente non è sempre semplice; le crisi possono essere accompagnate da rabbia e paura.

Per fare le scelte giuste, è necessario attenersi a ciò che per noi è essenziale. Cioè?

Thierry Janssen Quando mi sono ammalato, mi ero estraniato da ciò che per me era essenziale. Mi sentivo in trappola, in preda alle mie paure... Rispondevo innanzitutto alle necessità del mio io nevrotico, alla continua ricerca di sopravvivenza, di riconoscenza... spingendomi troppo spesso a rispondere positivamente a qualsiasi sollecitazione. E non sono l’unico a farlo!

Ciascuno di noi considera essenziale elementi diversi; si tratta di ciò di cui abbiamo bisogno per mantenere il nostro slancio vitale. Per esempio, può essere il bisogno di fare affidamento sugli altri ad appagare la nostra necessità di sicurezza, di calore, di dolcezza. Si è più forti insieme! È essenziale sentirsi legati e accettati. L’essenziale risiede spesso nell’istante attuale, dove tutto è più semplice, è più chiaro... Infatti, essere in armonia richiede l’essere fedeli alla parte più essenziale del proprio essere, quella dimensione che chiamiamo "l’essenza" o il "sé".

Cosa può farci allontanare dall’essenziale?

Thierry Janssen La paura, la maggior parte delle volte. Per quanto mi riguarda, soffrivo di un'enorme insicurezza! Dotati della percezione del tempo (passato, presente, futuro), cerchiamo incessantemente di capire il passato e di proiettarci nel futuro. Siamo un animale capace di dire "io ho". La trappola è dare la priorità al proprio istinto di sopravvivenza e al contempo anticipare. La maggior parte di noi si spaventa anticipando. Siamo intrappolati in un "me" che vive nella paura. Il dramma è che mettiamo in atto dei meccanismi di difesa che ricreano delle situazioni giustificando l’esistenza. Soffrendo di un enorme sentimento di insicurezza, io, come molti altri, ero disconnesso dal sé appagato in contatto con la nostra essenza, la nostra guida per una vita armoniosa.

Come si riconosce la nostra "essenza"?

Thierry Janssen L’essere umano sviluppa una comprensione tramite il timore dei contrasti. Noi capiamo cos'è il giorno perché esiste la notte. Uno dei modi per riconoscere la nostra essenza è cominciare a provare il disagio derivante dalle conseguenze delle azioni del nostro ego. Per esempio, i pensieri negativi segnalano l’allontanamento dalla nostra essenza; quando, invece, si è in armonia con se stessi, si prova gioia. Senza motivo. Non si tratta di un sentimento di soddisfazione, ma piuttosto di esultanza... anche nelle situazioni difficili. Altro indicatore importante: l’essenza ci spinge a esprimere la nostra creatività (indipendentemente dal nostro bisogno di riconoscimento, ovviamente) in relazione al nostro slancio vitale...

Lei mette in prima linea il corpo e i suoi messaggi. Quando è bene ascoltarli?

Thierry Janssen Il nostro corpo è un messaggero! La tensione e lo stress che mi imponevo creavano in me uno squilibrio che non si manifestava solo con sintomi psichici, messaggi ai quali non prestavo attenzione, ma anche attraverso irritazione e sfinimento. I problemi psichici sono spesso accompagnati da segnali emotivi come la paura, l’ansia, la collera, la tristezza, che testimoniano in realtà bisogni inappagati.

Infine, siamo essere multidimensionali e riceviamo informazioni relative ai diversi piani dell’essere. Per riassumere, il nostro linguaggio corporeo ci indica se siamo in armonia con noi stessi attraverso sensazioni di benessere, mentre le manifestazioni di disagio ci informano del contrario!

Seguire il nostro intuito ci porta all'armonia?

Thierry Janssen Al nostro cervello giungono migliaia di informazioni provenienti dall’esterno, ma anche dall’interno, come i messaggi del nostro corpo. Su alcune di queste informazioni io focalizzo il mio pensiero, mentre le altre sono più incoscienti. Queste informazioni sono analizzate, classificate, diventano disponibili e possono produrre emozioni o essere accompagnate da sensazioni piacevoli o spiacevoli. Possiamo avere dei brividi, essere tesi o rilassati. L’intuizione è un’informazione particolare che percepiamo quando, nonostante i disturbi e l’agitazione mentale, il corpo rimane calmo, come se una saggezza più profonda di quella del nostro intelletto permettesse di discernere ciò che per noi è realmente positivo o negativo.

Che cosa intende per "bambino interiore"?

Thierry Janssen Al nostro cervello giungono migliaia di informazioni provenienti dall’esterno, ma anche dall’interno, come i messaggi del nostro corpo. Su alcune di queste informazioni io focalizzo il mio pensiero, mentre le altre sono più incoscienti. Queste informazioni sono analizzate, classificate, diventano disponibili e possono produrre emozioni o essere accompagnate da sensazioni piacevoli o spiacevoli. Possiamo avere dei brividi, essere tesi o rilassati. L’intuizione è un’informazione particolare che percepiamo quando, nonostante i disturbi e l’agitazione mentale, il corpo rimane calmo, come se una saggezza più profonda di quella del nostro intelletto permettesse di discernere ciò che per noi è realmente positivo o negativo.

Come definirebbe la coerenza con se stessi?

Thierry Janssen La coerenza è uno strumento che permette di verificare se siamo allineati correttamente, vale a dire, se le nostre azioni, le nostre parole e i nostri pensieri sono in armonia, se vengono determinati dalle nostre paure o, al contrario, se sono legati a qualcosa di più essenziale. La coerenza con se stessi è molto spesso accompagnata da una sensazione fisica positiva, il corpo è rilassato e le nostre paure mentali non esistono più. Non appena raggiungiamo la coerenza, siamo pieni di energie e le sensazioni provate sono piacevoli e positive.

Catherine Maillard

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05/04/2013

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