Home  
  
  
    L'importanza dell'empatia
Cerca

Amicizia
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

A cosa serve l'empatia?

E se la chiave per una vita migliore fosse l'empatia? Secondo Karen Armstrong, storica delle religioni, coltivare la compassione potrebbe avere un impatto sulle nostre relazioni con gli altri. Più che un semplice invito, la studiosa propone un vero e proprio metodo concreto per indignarsi contro l'indifferenza e l'intolleranza delle nostre società.

L'importanza dell'empatia
© Getty Images

Sebbene un vento di individualismo soffi nelle nostre vite incoraggiato da una società nella quale dominano ancora competizione, prestazione ed egoismo, sembrerebbe emergere una nuova corrente più solidale, nella quale la compassione occupa uno spazio rilevante. Intervista a Karen Armstrong, ambasciatrice impegnata e storica delle religioni, che ci propone di raccogliere una nuova sfida: ridefinire il nostro rapporto con gli altri e il diverso, sostituendo i nostri pregiudizi con la comprensione!

Doctissimo: Come si può definire la compassione, non tanto dal punto di vista religioso, quanto in senso più ampio?

Karen Armstrong: La compassione significa "soffrire con". Il suo fondamento può essere riassunto in una sola frase: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te! Una delle prime persone ad aver formulato questa regola d'oro è stato Confucio, che ha detto: "Usate le vostre sensazioni per capire come trattare gli altri". Il che implica, in altre parole, che non dovremmo mai fare agli altri ciò che potrebbe far soffrire noi stessi. Tutte le tradizioni spirituali, religiose ed etiche hanno formulato, sebbene in modo diverso, la propria versione di "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", ponendo la compassione al centro del loro pensiero. Una preghiera buddista recita: "Trattiamo tutti gli esseri viventi come una madre tratterebbe il suo unico figlio", il che vuol dire che possiamo dedicare attenzioni a tutti.

Doctissimo: Perché nella nostra società l'empatia rappresenta una sfida?

Karen Armstrong: È una sfida perché abbiamo sempre questo desiderio di essere i primi, di essere inseriti in una categoria speciale e privilegiata. La nostra società ci incoraggia a pensare in questi termini; siamo la generazione dell'"io". Non è certo una novità, ma il fenomeno tende ad amplificarsi. Ecco perché è necessario agire adesso e seguire questo principio fondamentale; il rischio altrimenti è quello di rendere il mondo del tutto invivibile! In realtà, non dovrebbe essere così difficile visto che la compassione fa parte della nostra natura, così come l'aggressività, sia dal punto di vista neuronale che psicologico. La compassione va di pari passo con l'altruismo ed è inoltre un atteggiamento che ci ha permesso di sopravvivere: gli uomini sanno istintivamente che l'unione fa la forza. Si tratta quindi solo di ritrovarla.

Doctissimo: Come fare per cambiare?

Karen Armstrong: Un amore imparziale e universale non si crea dall'oggi al domani. In questo momento, spesso ci aspettiamo che la situazione evolva senza fare il minimo sforzo e quasi immediatamente. Ci vuole però del tempo per orientare nuovamente l'anima e il cuore. È una trasformazione lenta e progressiva, durante la quale è fondamentale cominciare a vedere il mondo, noi stessi e gli altri in una luce diversa.

Doctissimo: Lei ha elaborato un programma basato su 12 fasi, che però non tratteremo in dettaglio in questa intervista. Parleremo solo di alcuni aspetti. Cosa intende con "osservare il proprio mondo" e in che modo questo potrà aiutarci a suscitare in

Karen Armstrong: Questa prima fase è da esercitare all'interno della propria famiglia. Non ha senso impegnarsi in missioni umanitarie per dimostrare compassione, quando all'interno della propria famiglia domina il conflitto. È proprio all'interno della famiglia che ognuno impara fin da bambino a entrare in relazione con gli altri! È la prima scuola di compassione! E a volte è anche il luogo più difficile per metterla in pratica… Ogni giorno infatti dobbiamo fare sforzi per soddisfare le esigenze degli altri membri. Invece di considerare questa situazione come fonte di irritazione, dovremmo considerare queste tensioni come occasioni per crescere e cambiare. La prima fase è dunque chiedersi cosa si prova veramente per la propria famiglia. Cosa vi rende fieri e orgogli di essa? Elencate gli aspetti della vostra famiglia che vi arricchiscono. Dopodiché, chiedetevi cosa potreste fare per rendere questo microcosmo più vivibile. La fase successiva riguarda il lavoro, attività alla quale dedichiamo la maggior parte del nostro tempo. Potete poi allargare il cerchio prendendo in considerazione amici, città, ecc.

Doctissimo: Lei pone l'accento anche sull'empatia. Come fare nella vita di tutti i giorni?

Karen Armstrong: Anche qui si tratta di analizzare nel corso della giornata come ci si comporta e si parla con gli altri. Fate caso a quante volte date segni di impazienza nei confronti di una cassiera, di una persona che si infila nella metro, ecc. E poi fate caso a quante volte la vostra giornata si illumina quando qualcuno vi sorride o vi dice qualcosa di gentile! Dopo aver preso coscienza di ciò, vi propongo di assumervi l'impegno di compiere una buona azione al giorno... Per prima cosa, ponetevi l'obiettivo di essere gentili con una persona con la quale è solitamente difficile esserlo. Focalizzatevi su una persona in ufficio, ad esempio, senza però colpevolizzarvi se non ci riuscite. La sera, una volta rientrati in casa, ponetevi la domanda: "Cosa ho fatto oggi che ha contribuito al mio atteggiamento compassionevole?".

Doctissimo: Lei propone di distaccarsi dall'ego, ma non è forse proprio questo il problema centrale di oggi?

Karen Armstrong: Noi siamo come dipendenti dal nostro ego e dai nostri numerosi pregiudizi e ne dipendiamo per conservare il sentimento del sé; da qui le nostre difficoltà a liberarcene! Per disintossicarci e cominciare a seguire nuove abitudini, è necessario cominciare a osservare il modo in cui funziona la nostra anima. È necessario notare il modo in cui il nostro ego ci rende infelici. Spesso ci lamentiamo del nostro destino o ci paragoniamo ad altri con cui la vita è stata più generosa. È il nostro ego a raccontarci tutto ciò! È la stessa cosa che accade con i consumi: saremmo più felici se avessimo un televisore più grande, un appartamento più bello, e così via, ma una volta ottenuto ciò che volevamo, ricominciamo daccapo. Tutto questo è dovuto alle nostre paure, alle nostre insicurezze... Non serve a nulla mostrarsi crudeli con noi stessi. Cerchiamo piuttosto di capire quanto possiamo essere vulnerabili e di trattare le nostre paure con gentilezza. La fase successiva consiste nell'aprire la mente e percepire che le nostre stesse sensazioni appartengono anche agli altri! Siamo circondati da molta sofferenza, che si tratti della persona che siede accanto a noi sull'autobus o al ristorante, ma è possibile alleviarla semplicemente prestando la propria attenzione benevola. Dar prova di compassione significa mettere l'altro al centro e, di conseguenza, distaccarsi dal proprio istinto egoista che vorrebbe far girare il mondo intorno a noi...

Doctissimo: Un ultimo consiglio per adottare la compassione nella vita quotidiana?

Karen Armstrong: Oggi, viviamo in un mondo globale in cui non è più possibile prescindere dagli altri. Siamo diventati interdipendenti, ci siamo connessi… Sul piano economico, ovviamente. Quando un mercato crolla, è tutto il sistema a essere rimesso in discussione. Quando la terra trema, ne siamo tutti informati. Eppure viviamo sempre in modo tribale, come se la Francia o l'Europa fossero il centro del mondo. La compassione incoraggia un approccio positivo alla diversità all'interno della famiglia, della propria città o, in senso più ampio, del mondo. Oggi l'empatia è una virtù indispensabile per poter creare una comunità globale armoniosa e pacifica.

Catherine Maillard

Commenta
23/09/2013
Caricamento ...

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?