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Stop alla rivalità tra donne

Battibecchi in ufficio, pettegolezzi e litigi per un nonnulla… Tra donne il barometro delle relazioni non sempre segna il bel tempo. Eterne rivali in molti campi, sono molte quelle che ignorano il concetto di solidarietà… Decodifica di un fenomeno da parte della psicoterapeuta Sarah Serievic e i suoi consigli per seppellire l’ascia di guerra.

La rivalità tra donne
© Getty Images

In ufficio, Fabiana è felicissima che Gabriella le parli delle sue idee in via confidenziale. Non se ne perde una virgola. La prova? Le presenta in riunione... spacciandole per sue! A cena, meglio evitare di invitare Carolina e Giulia: non appena si vedono, si sorridono e… si lanciano frecciatine. Sembrano essere esperte nell’arte dei litigi. Tra donne non sempre vige la "sorellanza". Le rivalità, invece, possono scoppiare non appena ce n’è una che sembra avere più successo, in amore o sul lavoro. Risultato: battibecchi, piccoli o grandi tradimenti, conversazioni caustiche…

Diverse da quelle degli uomini, che si collocano maggiormente sul terreno dell’avere, le rivalità femminili riguardano la sfera intima “e più precisamente i loro complessi, tutto ciò che non ammettono con se stesse, sul piano fisico come su quello intellettuale o emotivo”, precisa Sara Sériévic, psicoterapeuta, diplomata in psicodramma.

“Lei” ha più successo di te in amore

Avete entrambe un compagno… Eppure, solo a vederla radiosa mentre racconta il suo weekend romantico in Francia (mentre tu ti devi accontentare di raccontare il film della domenica sera), ti infastidisci! E in sua presenza non puoi fare a meno di spiare le reazioni del tuo uomo, come se lei da sola rappresentasse una potenziale minaccia alla tua felicità coniugale. La sua semplice presenza basta a screditarti, o quasi.

Interpretazione: all’origine c’è probabilmente il rapporto con la madre. Questo succede a chi ha coccolato e coperto la propria bambina di mille attenzioni. Il padre forse si è sentito trascurato e ha spostato il suo sguardo da “innamorato” dalla madre alla bambina. Spodestata quindi di quell’attenzione che il marito non le dà più, può inconsapevolmente proiettare pensieri avvilenti su sua figlia. Quest’ultima a sua volta può sviluppare inconsciamente una forma di senso di colpa, quella di aver “rubato” le attenzioni di suo padre. Così, si autopunirà accettando le rimostranze e lo svilimento.

Una volta adulta: Sviluppi questo complesso d’inferiorità verso alcune donne e hai qualche difficoltà a trovare il tuo posto, tanto la loro presenza ti riporta alla relazione con tua madre. Forse temi di non essere presa abbastanza in considerazione e di instaurare rapporti forzati. La tua aggressività è in realtà un meccanismo di difesa.

“Lei” è più brava di te sul lavoro

Entrambe avete più o meno le stesse competenze, eppure è lei che becca le promozioni, le attestazioni di stima e i complimenti del capo. In più, ostenta il suo successo in modo forte e chiaro! Tanto vale dire che tra lei e te l’atmosfera è ostile, per non parlare dei colpi bassi… Tu l’aspetti al varco per scoccare la freccia, tra un sorriso e un altro, naturalmente. Tuttavia non riesci a capire bene cos’è che ha davvero più di te!

Interpretazione: Probabilmente è in questione il rapporto con il padre. Quando la rivalità s’inserisce in sfide di potere sul piano professionale, è una rivalità di tipo maschile. Spesso succede se, durante l’infanzia, la bambina non è stata “vista” dal suo papà, che non ha posato lo sguardo solo su di lei, amandola e accettandola per ciò che è. Lei cercherà quindi di essere apprezzata da lui, secondo i suoi codici, per esempio cercando di brillare a scuola, per fare in modo che sia fiero di lei. Tra un padre “dominante” e una madre più eclissata, la bambina si è costruita su un contro-modello del femminile… per non essere come lei! Simbolicamente intrattiene un rapporto di fusione con il padre, “escludendo” la madre in una inconscia rivalità.

Una volta adulta: Per riscattare la sua immagine s’identificherà con l’energia maschile entrando in competizione con le donne su un terreno maschile. La modalità di relazione è quella del conflitto aperto, qualche volta più subdolo. Il suo obiettivo è chiaro: occupare il posto migliore per il suo superiore gerarchico ed essere ben vista dal capo (suo padre).

Esci dalle rivalità

In ogni caso, la risoluzione del problema si basa su una riconciliazione con la madre e i con i codici del femminile. Se è il caso, un approccio terapeutico potrà aiutarti. Tuttavia, prenderne coscienza può costituire già una prima tappa per poter riallacciare legami più benevoli con lei, e di conseguenza guardare le altre donne in modo diverso.

• Per quanto riguarda le rivalità affettive, prenditi il tempo di riconoscere il tuo valore e di uscire dal confronto, vero e proprio veleno nei rapporti. Ricorda che, la maggior parte delle volte, la qualità o il comportamento che scatenano una rivalità è latente in te. Insomma, è un talento che possiedi anche tu ma che non hai ancora messo a frutto… scopri qual è!

• Sul piano professionale, gioca la carta della collaborazione: a ognuno il suo posto, con le sue competenze particolari. Inoltre guarda con un altro occhio quello che hai percepito come la cancellazione di tua madre. Accetta la tua fragilità e ritrova i valori del benessere invece di quelli del successo.

• Nel caso in cui sia tu il bersaglio delle rivalità, con l’intento evidente da parte della tua rivale di “estrometterti”: non lasciarti sottomettere! Occupa il tuo territorio, non cedere il posto. Più sarai in contatto con le tue risorse, capace di esprimere i tuoi talenti, meno “lei” avrà presa su di te. In ogni caso, quando è possibile, evitare di frequentare persone che coltivano rivalità è di certo il miglior consiglio da seguire!

Viva la solidarietà tra donne

La rivalità può comportare una vera e propria solitudine e molta fragilità. La solidarietà, invece, è sinonimo di sinergia. Le donne hanno bisogno delle donne per ritrovare le forze, affermarsi nel loro genere e dimostrare il valore femminile. Fare shopping insieme, ritrovarsi all’hammam o cenare tra amiche, è evidentemente un inizio di risposta. Tuttavia, la sorellanza richiede un certo periodo di tempo per arrivare a scambi veri, alla condivisione delle difficoltà, così come delle gioie. Insomma, il concetto di autenticità e di profondità è obbligatorio.

È il motivo per cui emergono molti gruppi di donne come risposta a un’esigenza interiore, un bisogno di essere accolte e farsi accompagnare nei diversi cicli della vita, come la nascita di un bambino, il ciclo mestruale, l’amore.

Catherine Maillard

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01/08/2013
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