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10 chiavi per il successo della tua riconversione professionale

Circa il 55% dei dipendenti o dei manager non è soddisfatto del lavoro che svolge*. Per questo motivo, sono davvero numerosi i lavoratori che prendono in considerazione una riconversione professionale. Cambiare settore, creare la propria impresa... tutto ciò suscita al tempo stesso ansia ed entusiasmo. Françoise Kourilsky, dottoressa in psicologia ed esperta nella gestione del cambiamento, ci offre i suoi consigli per attuare la nostra riconversione professionale.

La riconversione professionale
© Getty Images

Saper cogliere le opportunità è fondamentale per la riconversione

Oggi il mondo cambia a una velocità impressionante. Non stupisce quindi che il numero di riconversioni professionali sia raddoppiato. Secondo Françoise Kourilsky, la prima qualità da coltivare ai fini della riconversione professionale è "fiutare" le opportunità. "Ogni volta che c'è una brutta notizia in un qualunque settore, là si cela anche un'opportunità da cogliere", dichiara la professionista.

In altre parole, per riuscire nella riconversione professionale devi affinare il tuo spirito di osservazione e la tua capacità di analisi dell'ambiente che ti circonda. Il tuo progetto deve essere pertinente al contesto.

Coltivare una forte aspirazione

Se la riconversione professionale presuppone di essere attenti alle opportunità, occorre anche essere animati da un'idea, un'aspirazione, motivati da una forte ispirazione. "Trova il tempo di riflettere su ciò che ti piacerebbe fare. La maggior parte delle persone non lo fa, o meglio, non osa farlo perché viviamo in una società impostata e programmata", insiste la coach. Non si tratta quindi di cogliere semplicemente un'opportunità che viene dall'esterno. Occorre anche trovare in se stessi i motivi che inducono a sviluppare questo o quel progetto. "Una buona riconversione presuppone innanzitutto l'incontro tra le opportunità presenti all'esterno e quelle che vivono all'interno di se stessi", riassume Françoise Kourilsky.

Conoscere i propri punti di forza

Se alla fine è piuttosto semplice acquisire nuove competenze attraverso le risorse disponibili online su Internet, la lettura di libri o la frequenza di corsi serali, saper fare un elenco delle proprie capacità è sicuramente più difficile. A giudizio della professionista, "un talento è innanzitutto qualcosa che ci piace fare, perché ciò che amiamo lo facciamo bene". Non bisogna quindi confondere i talenti con le competenze. "È importante, perché sfruttare i tuoi talenti ti permette di essere a contatto con le tue risorse; è una sorta di comodità", dichiara l'esperta.

Sapersela cavare

Se hai talento, non è sempre necessario possedere le competenze prima ancora di intraprendere una nuova carriera professionale. Ma, in compenso, dovrai acquisire prima o poi queste competenze. E in quel caso, "più ti discosterai dal circuito tradizionale, maggiore sarà la velocità con cui raggiungerai il tuo obiettivo. Tutto ciò richiede spirito di iniziativa, curiosità e una buona dose di autoapprendimento", insiste l'esperta.

Cambiare lavoro: il momento giusto

30 anni, 40 anni, 50 anni, 60 anni… non esiste l'età giusta per tentare la propria riconversione professionale. Il momento giusto è semplicemente quando senti forte e chiaro il desiderio dentro di te. "Quando la tua crescita professionale è ferma, hai la sensazione di girare a vuoto e perdi autostima, è proprio quello il momento di operare la riconversione. È anche una questione di rispetto verso se stessi", dichiara Françoise Kourilsky.

Riconversione: un cambiamento non sempre rivoluzionario

Immaginiamo sempre che una riconversione professionale implichi anche un profondo cambiamento del proprio stile di vita. Eppure, non è sempre necessario rivoluzionare la propria esistenza: a volte è sufficiente fare anche solo un piccolo passo. Ad esempio, potresti continuare a lavorare nello stesso settore, ma cambiando mansione, o passando dallo status di dipendente a quello di libero professionista (freelance). "Ancora una volta, mettere in atto una riconversione professionale richiede chiarezza interiore e uno sguardo attento agli eventi esterni", prosegue la coach.

Iniziare dal progetto più folle

Una riconversione professionale impone di attingere alla parte più profonda di se stessi. Proprio per questo, non impedirti fin dall'inizio di realizzare i tuoi sogni più folli. "Per prima cosa, devi pensare in grande per non lasciarti sfuggire le opportunità: è il principio dell'imbuto. In seguito, devi valutare se il progetto è pertinente e realistico. Non rinunciare ai grandi sogni per realizzare qualcosa di bello", ribadisce Françoise Kourilsky, che consiglia anche di prendere nota di tutte le idee che ci passano per la testa, perché può essere utile tornare a considerarle a distanza di qualche mese e addirittura qualche anno dopo.

Saper agire tempestivamente

Non esiste un limite di tempo per attuare la riconversione professionale. Ma una cosa è certa: una riconversione può avvenire solo nell'arco di 2 o 3 mesi, e a volte su un periodo di 1 o 2 anni. "Tutto dipende dalle possibilità percepite dalla persona; inoltre, il fatto stesso di agire in modo tempestivo non implica necessariamente che si facciano male le cose", sottolinea l'esperta. Dipende tutto dal grado di maturazione del progetto nella tua mente. Talvolta, alcuni cambiamenti sono inevitabili.

Immergersi gradualmente nel settore lavorativo di proprio interesse

Può capitare di essere fortemente attratti da un settore senza conoscerlo veramente. Per questo motivo, può essere utile iniziare a esplorare gradualmente il nuovo ambito lavorativo prima di buttarsi a capofitto. "A tale scopo, è fondamentale ascoltare con attenzione e far tesoro dei pareri delle altre persone sul settore per entrare davvero in risonanza con la professione che si desidera esercitare. In seguito, non bisogna mai dimenticare che le cose non accadono sempre nello stesso modo in tutti i settori", avverte Françoise Kourilsky.

Non aver paura di considerare i rischi

Avere paura è assolutamente normale, anzi, necessario: la paura, infatti, indica quali sono gli aspetti su cui lavorare per migliorarsi. Ma, al tempo stesso, la paura non deve arrivare a paralizzarti al punto da ottenebrare la tua capacità di giudizio. "Un vincente, è una persona che non teme di immaginare il peggio, ma che sa come agire in caso di difficoltà. Vivi il tuo progetto come se lo avessi già concretizzato, ma cerca anche di essere realista", dichiara l'esperta. Bisogna essere pronti ad accogliere sia il positivo che il negativo e a considerare tutti gli scenari possibili. Se ti accorgi che una serie di ostacoli si frappongono sulla tua strada, rifletti se non è il caso di ridimensionare un po' il tuo progetto. La riconversione professionale richiede flessibilità e duttilità...

Paulina Jonquères d'Oriola
Creato il 31 marzo 2016

Fonti:
*Baromètre annuel CEGOS "Climat, stress et qualité de vie au travail", 2015.
-    Intervista a Françoise Kourilsky, marzo 2016

 

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11/04/2016

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