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Come difendersi dal mobbing

Il mobbing sul luogo di lavoro è una vera e propria tortura per chi lo subisce. Sottrarvisi in ufficio non è molto semplice, ma i colpi si possono parare. Difendersi è possibile! Anne Françoise Chaperon, psicologa clinica e consulente aziendale, ci illustra qualche soluzione contro la manipolazione.

Il mobbing
© Getty Images

Realizzarsi sul lavoro è un bel sogno che alcuni di noi, talvolta, vedono svanire a causa del mobbing. Colleghi, manager, capi possono infatti diventare i nostri peggiori nemici. Con loro il desiderio di sbattere la porta e piantarli lì con la loro tossicità è immenso. Ma ciò non sempre è possibile, se non mettendo a rischio il proprio posto di lavoro. Un’eventualità più minacciosa che mai con la crisi che c’è in giro oggi. Per resistere senza soccombere, Anne Françoise Chaperon, psicologa clinica, consiglia la tecnica della contro-manipolazione: “Questa tecnica non risolve tutto, ma consente di sapere come comportarsi per proteggersi efficacemente dai disturbatori”.

Il molestatore non è invincibile

L’onnipotenza del molestatore è solo apparente. Forse davanti a lui ti senti in trappola e non sai cosa fare per venirne fuori. “Non è il personaggio invincibile che gli piace farti credere”, assicura Anne-Françoise Chaperon. La regola d’oro da seguire è quella di non dare corda ai suoi tentativi di destabilizzazione. Naturalmente non si tratta di “diventare” a propria volta manipolatori ma di “assumere” il comportamento di una persona insensibile alla manipolazione.

Cambiare atteggiamento è fondamentale! Perché? “Ogni volta che ottiene ciò che desidera, cioè paura, collera, sconcerto da parte tua, gli procuri quello che viene definito un rinforzo positivo che aumenta il potere che ha su di te”, risponde la nostra esperta. Definendoti così come la preda ideale. In pratica, più ti provoca emozioni negative – che manifesti – più alimenterà le ostilità. “Invece, se non ottiene i risultati attesi, cambierà bersaglio”, prosegue Anne Françoise Chaperon. La contro-manipolazione ha dunque come principio fondamentale quello di privare il molestatore della sua ricompensa, allontanandolo così da te. Ricorda che se i suoi tentativi non riescono ad avere i risultati attesi, può darsi che finisca per disinteressarsi e trovare altrove la soddisfazione che cerca.

La contro-manipolazione in 5 tappe

Il molestatore è un manipolatore, e se ti ha scelto come sua preda, ci sono grandi possibilità che la contro-manipolazione non ti venga naturale. “In genere, la sua scelta cade su persone empatiche, che si mettono sempre in discussione davanti ai tentativi di colpevolizzazione e destabilizzazione”, spiega la psicologa. Il principio consiste in un certo senso nell’andare sul terreno del molestatore e contrattaccare. Questa tecnica ti richiederà dunque qualche sforzo. L’importante è dar prova di perseveranza.

Rimani indifferente

Il molestatore si nutre delle tue emozioni negative! “Invece di dargli quello che cerca, mostra una certa indifferenza davanti a lui”, consiglia la nostra esperta. Si tratta di comunicare su una modalità molto distaccata. Attieniti ai fatti e parla solo di ciò che riguarda il lavoro. Controlla anche il tuo linguaggio non verbale, che può fornire molte informazioni, e fai in modo che sia il più neutro possibile.

Comunica su una modalità razionale e concisa

“Più i tuoi argomenti sono logici e incontestabili, meno possibilità gli darai per attaccarti”, ricorda Anne Françoise Chaperon. Se la comunicazione è razionale, il rischio di slittare su un terreno emotivo è minimo. Il suo consiglio: i tuoi messaggi devono essere brevi e andare dritti al punto. Evita qualsiasi frase che inizi con “Mi dispiace, avevo intenzione di chiudere questa pratica, ma...”. Fatti valere! “Non posso ricevere questo fornitore perché la pratica tal dei tali ha la priorità”.

Passa alla modalità “nebbia”

Un molestatore utilizza spesso un linguaggio approssimativo, una parola al posto di un’altra, indicazioni imprecise… Fai lo stesso anche tu! “Utilizza la tecnica della “nebbia” per creare una sorta di schermo per proteggerti”, suggerisce la nostra esperta. Ciò ti eviterà di rimuginare con pensieri del tipo: “Avrei dovuto rispondergli così, non avrei dovuto farmi trasportare…”. A tua discolpa occorre dire che non è facile rispondere per le rime quando siamo turbati. Impara qualche frase fatta che ti consentirà di replicare senza troppi coinvolgimenti e soprattutto senza doverti giustificare. A una sua osservazione perfida del tipo: “Be’, in questo caso andremo a sbattere dritti contro il muro!”, puoi rispondere: “Dipende”, “Parliamone”, “Non tutti la pensano così”, “Nessuno è perfetto”, “Vedremo”… Il tuo obiettivo è semplice: impedire che la conversazione vada avanti e chiudere una discussione sterile che, in ogni caso, non girerà a tuo vantaggio.

Non dare informazioni personali

“I manipolatori sanno strappare confidenze che finiscono sempre per essere usate contro la loro preda”, ci informa Anne-Françoise Chaperon. Prudenza, dunque! Comunica solo da un punto di vista strettamente professionale. Tieni per te i tuoi problemi passati, così come le tue preoccupazioni attuali, i tuoi progetti personali e di coppia, i dubbi sulle tue competenze professionali. In questo modo lascerai poco spazio alle chiacchiere, che è ciò che devi evitare di fare. Non condividere nemmeno informazioni personali sui tuoi colleghi. Il molestatore potrebbe trascinarti su questo terreno viscido. “Come te la cavi da quando è arrivata quella nuova?” - “Benissimo, grazie!”

La tecnica del “corridoio”

Quando ci sentiamo minacciati, abbiamo tutti la tendenza a mostrarci aggressivi o passivi. Davanti a un molestatore, “evita, anche se è difficile!”, consiglia la psicologa. Una passività esagerata, con cui si accettano osservazioni spiacevoli senza mai difendersi, rafforza il sentimento di onnipotenza del molestatore. L’aggressività, invece, è un’arma a doppio taglio. Il molestatore che sa dare vere lezioni, ti rimprovererà di avere un comportamento irrispettoso nei suoi confronti. Cosa fare allora? Non hai molti margini di manovra, non devi né fuggire, né attaccare, ma restare nel tuo spazio. Mostrati ferma e decisa, senza paura. “Nello scambio risoluto, si può mostrare il proprio disaccordo pur restando calmi ed educati, così non potrà incolparti di niente”, rassicura la nostra esperta. Usa le tecniche di respirazione: possono aiutarti a ridurre lo stress.

Ora sai come difenderti! In una situazione di mobbing, sono la reiterazione e la volontà di mettere la persona in difficoltà a portare allo sfinimento. Evitare di mettersi nella posizione della vittima rappresenta di per sé una seria strategia di difesa. Proteggersi puntualmente e costantemente può davvero modificare la situazione. Tuttavia, di fronte alle molestie – che non sono una fatalità – spesso è necessario farsi aiutare!

Catherine Maillard

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21/09/2015

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