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Gli adolescenti e il mondo digitale: ritratto della 'generazione geek'

Incollati tutto il giorno davanti allo schermo dei loro dispositivi, i ragazzi non sanno più fare a meno della tecnologia. Chi sono questi giovani dipendenti dal digitale? In che modo questa loro dipendenza dai dispositivi, spesso connessi, li influenza? Sono davvero diversi dai ragazzi di ieri? La parola agli esperti per capire meglio chi sono i 'nativi digitali', ovvero la 'generazione geek' di giovani appassionati di tecnologia.

La generazione geek
© Getty Images

Generazione geek: un profilo all'insegna del paradosso

Per i giovani della "generazione geek" il digitale non ha segreti. "I tecno-adolescenti sono appassionati di nuove tecnologie che sanno utilizzare molto bene", riassume Yann Leroux, medico psicologo e psicanalista. "Questi adolescenti mostrano un profilo del tutto paradossale", spiega l'esperto. "Protagonisti solitari dietro agli schermi dei loro computer, gli adolescenti creano community e condividono musica, video, film e quant'altro". Sono anche elitari: "Grazie a questi nuovi media, possono investire in diversi settori della conoscenza, come la politica e l'economia...", aggiunge il medico psicologo.

"Ciò nonostante non sono poi tanto diversi dagli adolescenti del passato", smorza lo psicologo clinico Georges Cognet, che pone degli interrogativi in merito all'influenza del mondo digitale sullo sviluppo degli adolescenti. "Soffrono delle stesse angosce nei confronti della vita, si pongono le stesse domande che si ponevano i loro genitori alla stessa età." La differenza consiste nel fatto che questi giovani trovano nel mondo digitale le risposte ai medesimi interrogativi che sollecitavano i loro genitori. "Da un lato i videogiocatori trovano nell'espressione dell'aggressività e della violenza messa in scena nei videogiochi (GTA, Call of Duty, Assassin's Creed…) uno strumento attraverso cui curare le loro angosce. Ovviamente, a livello inconscio".

D'altro canto, l'adolescenza è un periodo caratterizzato da rapporti sociali primordiali. Dietro ai monitor, gli adolescenti non interrompono mai il contatto. Secondo Georges Cognet: "L'attrazione verso i social network manifesta un bisogno di rassicurazione. Rimanendo connessi, i giovani si sentono meno soli." Tuttavia, è necessario che queste "connessioni" non finiscano per soppiantare del tutto le relazioni sociali reali.

Vizi e virtù dei "nativi digitali"

Oggi i dati sull'utilizzo giornaliero degli schermi (TV, computer, tablet, smartphone...) da parte degli adolescenti possono apparire eccessivi. "Gli adolescenti trascorrono da 3 a 4 ore al giorno davanti allo schermo", spiega lo psicologo Georges Cognet. Questa onnipresenza degli schermi nella vita dei giovani è causa di inevitabili litigi con i genitori. Gli specialisti sono concordi nell'affermare che non occorre demonizzarli, in quanto i vantaggi che ne traggono sono reali… così come gli svantaggi.

Ti sarà certamente già capitato di vedere tuo figlio adolescente, nel bel mezzo di una partita di Call of Duty, messaggiare la sua fidanzatina prima di selezionare la sua playlist sull'iPod. "Il geek vive in multitasking", dichiara Georges Cognet. Ma è anche il degno rappresentante di una "generazione zapping". Si tratta di un'arma a doppio taglio: questi ragazzi sono in grado di svolgere più attività contemporaneamente, ma hanno serie difficoltà ad approfondire e a rimanere concentrati…, ad esempio nella lettura. D'altronde, la possibilità di accedere alle informazioni in tempo reale e in modo illimitato costituisce un vero e proprio vantaggio, perché in questo modo la conoscenza è accessibile a tutti. "Purché la si utilizzi correttamente", stempera Georges Cognet. Al contrario, l'idea che il sapere sia immediato può rendere difficile l'apprendimento per alcuni di questi giovani, "creando in loro l'illusione di essere competenti e finendo per stimolare un sentimento di onnipotenza degli studenti nei confronti degli insegnanti". Forse è proprio questo uno dei motivi del profondo sconcerto che oggi nutre la maggior parte dei giovani.

Adolescenti e schermi: è bene preoccuparsi?

"No, non bisogna preoccuparsi", corregge lo psicologo Georges Cognet. Chat, video, download di brani musicali o di film sono altrettanti modi che i giovani hanno a disposizione per esprimersi, affermare i loro gusti e stabilire contatti in funzione dei loro interessi. Lungi dal rappresentare un elemento di rottura, un recente studio condotto dall'istituto di ricerca Credoc (Centro di ricerca per lo studio e monitoraggio delle condizioni di vita), il Web consente di intessere legami sociali tra le nuove generazioni. Ne consegue che la vita sociale degli adolescenti è più ricca di quanto non la fosse negli anni '80, prima dell'avvento di questi strumenti.

Se preoccuparsi è inutile, rimane pur sempre fondamentale stabilire un contesto e alcune regole per evitare di incappare negli eccessi. Dal punto di vista del ruolo genitoriale, nulla è cambiato: è il genitore che stabilisce il numero di ore che il figlio può trascorrere davanti allo schermo, l'ora per andare a letto, che sceglie il contenuto condiviso e così via. "Gli eccessi possono contribuire all'abbandono scolastico", avverte Georges Cognet. E aggiunge: "È anche importante informare i ragazzi dei rischi che corrono: oggi conosciamo le conseguenze delle cyber-molestie sui social network". È opportuno informare gli adolescenti dei pericoli che si celano su Internet, in particolare la pubblicazione online di pensieri personali e di foto intime. È talmente evidente che i genitori sono convinti che i loro figli adolescenti siano consapevoli dei pericoli che corrono. Ma non è sempre così...

 

Catherine Maillard

Fonti:
- Convegno sul tema "Enfants Mut@nts 2013. Révolution Numérique et variation de l'enfance" (ottobre 2013), patrocinato dall'associazione APPEA (Association francophone de psychologie et psychopathologie de l'enfant et de l'adolescent) (www.appea.org)
- Blog di Yann Leroux: www.psyetgeek.com
- Cahier du Credoc, dicembre 2012. "Les jeunes d'aujourd'hui, quelle société pour demain"

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29/01/2014

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