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Ego-centrici, ego-isti... come vivere in armonia con il proprio ego

In un'epoca in cui tutto concorre al culto smisurato dell'io (selfie, social network e così via), l'egoismo sta sempre più diventando la tendenza e il modus operandi di questi anni. Risultato? Seguire il motto "ciascun per sé", senza pensare che rimaniamo immersi in una società e siamo dunque a contatto con gli altri. Tuttavia, se l'ego è indispensabile per l'affermazione di sé, non è affatto sano lasciargli prendere il sopravvento… non lo è per se stessi e tanto meno per gli altri.

Come controllare il proprio ego
© Getty Images

Tra affermazione di sé ed egoismo, il passo è breve. Soprattutto in un quest'epoca, che induce sempre più all'affermazione di sé. Come distinguere questi due aspetti? È possibile ridimensionare un ego smisurato? Cosa fare invece con un ego ripiegato su se stesso, che fa fatica ad affermarsi e a credere in sé? Ti proponiamo tutto ciò che devi sapere per gestire il tuo ego al meglio e non farti prevaricare dall'arroganza.

Ego ed egoismo

L'ego è indispensabile per la strutturazione della propria identità e l'affermazione di sé. "Grazie a lui possiamo costruire un buon fondamento narcisistico, che consente di affermarci e di agire", spiega la coach Catherine Cudicio1.

Eppure, l'ego può diventare il nostro peggior nemico. Quando si impone come unico padrone, ci manipola. "Straordinariamente dotato per valutare, confrontare, criticare, giudicare, un ego sovradimensionato può causare lotte di potere, nella coppia ma anche nel luogo di lavoro", avverte Bernadette Blin, psicoterapeuta transpersonale2.

L'era del "selfie", il culto dell'ego esacerbato

"La tendenza a credersi al centro del mondo è certamente in funzione dell'educazione ricevuta", spiega Catherine Cudicio. Una buona base narcisistica si costruisce durante l'infanzia, entro i 7/8 anni, età in cui il bambino può successivamente sviluppare la capacità di interessarsi agli altri. Talvolta risulta più difficile per i figli unici e per quelli cresciuti come "principini": adulato dal genitore, il bambino cercherà più tardi di occupare un posto centrale nella società. In definitiva, questi bambini possono mostrarsi più inclini all'egoismo che all'altruismo.

Tra i responsabili, anche la società in cui viviamo, fondata sul culto dell'"io", che contribuisce ampiamente a questa inflazione dell'ego. La follia Instagram (applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri e condividerle online) e i social network ci inducono a coltivare un narcisismo a oltranza. A confermare questa tendenza è la comparsa della generazione "selfie" (fotografia fatta a se stessi, solitamente scattata con uno smartphone o una webcam e poi condivisa sui social network), che rappresenta il segnale di un narcisismo particolarmente privo di inibizioni. In realtà, questi comportamenti possono causare nuove fobie sociali e generare un sentimento di solitudine estrema, oggi denunciate da diversi esperti. Ad esempio, è possibile raccogliere 355 "like" per un video postato su Facebook e non trovare qualcuno che ci aiuti a traslocare.

Un ego sovradimensionato

Il nostro ego può giocarci brutti scherzi quando è “mal riposto” o sovradimensionato. Alcuni nutrono interesse unicamente verso loro stessi e hanno una visione limitata del mondo. "Ad esempio, quando parliamo con queste persone, notiamo che riconducono sempre tutto a loro stessi e finiscono per propinarci sistematicamente il loro punto di vista", afferma in tono divertito Catherine Cudicio. L'egoista ha spesso, se non addirittura "sempre ragione", e si mette di rado in discussione. Perché si comporterebbe così? Se c'è un problema, è certamente colpa dell'altro! Si trova tanto più in posizione di forza quanto più viene valorizzato dalla nostra società dell'apparenza, in cui predomina la cultura dell'"io".

Eppure, "se all'apparenza gli egoisti sembrano invincibili, in realtà nascondono una grande fragilità", avverte la coach. Potendo contare unicamente su loro stessi, sono completamente smarriti in caso di difficoltà. Di fronte ai fallimenti e alle prove della vita, il loro ego non è più di alcuna utilità.

Un ego chiuso in se stesso

Altre persone mostrano invece un ego introverso, chiuso in se stesso. "Soffrono di una mancanza di autostima", sottolinea Catherine Cudicio. Con conseguenze ben note, tra cui difficoltà ad affermarsi, a fissare dei limiti e una forte tendenza all'autosvalutazione. Spesso destinati a essere sfruttati, devono imparare a dire "no" agli altri per dire "sì" a loro stessi. "L'intero loro percorso consiste nell'imparare a valorizzarsi e ad affermare la loro personalità", aggiunge la coach.

Devono far valere i loro punti di forza e ritrovare fiducia in loro stessi per imparare ad apprezzarsi di più. Di conseguenza, l'ego diventa una qualità, una leva identitaria che dovranno "brandire" in qualche modo come un vessillo.

Ego sovradimensionato o mancanza di autostima: come trovare l'equilibrio?

Per esistere, siamo forse condannati a coltivare il nostro io a oltranza? Dobbiamo adottare, se non lo abbiamo già fatto, uno stile di vita individualista? Per il filosofo Kumar3, "questa separazione con gli altri produce uno stile di vita basato sulla soddisfazione dei propri interessi personali. La vita diventa un campo di battaglia in cui ciascuno impara a cavarsela da solo".

Esiste invece un modo per fare propria la famosa “via di mezzo”, ovvero sentirsi legati agli altri pur mantenendo una buona dose di autostima? Secondo la psicoterapeuta Françoise Bonnal4, è in atto il passaggio dal "me, io" al "noi". "Stiamo assistendo a un cambiamento: infatti, sta affermandosi un nuovo modello di comportamento meno egocentrico, più consapevole delle interdipendenze tra le persone". Di fronte alle difficoltà, alcuni si reinventano legami collettivi, caratterizzati da maggiore cooperazione, più partecipativi, più costruttivi… Poco alla volta affiora una controcultura, di tipo più comunitario, in cui l'altro non è più percepito come un rivale o una minaccia, ma come un alleato. Semplicemente... insieme!

 

Catherine Maillard

 

Fonti:

1 - Catherine Cudicio - L'autocoaching, Ed. Eyrolles.

2 - Bernadette Blin - Guérir l'ego, révéler l'être, Ed. Guy Trédaniel

3 - Satish Kumar - Tu es donc je suis (Ed. Belfond)

4 - Françoise Bonnal - La Ré-alliance (Ed. Payot)

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05/02/2014

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