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La comunicazione non violenta: soluzioni per sentirti realizzata sul lavoro

Stress, frecciatine dei colleghi, malumori del capo… in certi momenti sentirsi gratificati sul posto di lavoro diventa una vera e propria sfida. La soluzione per conciliare tutto? La "comunicazione non violenta" (CNV), un’arma di mediazione in grado di aiutarti a dire quello che pensi senza rischiare di creare un terremoto. Abbiamo chiesto dei consigli a Françoise Keller, coach e formatrice abilitata.

Sentirsi realizzate sul lavoro con la CNV
© Getty Images

La comunicazione non violenta

La vita in ufficio non è sempre una passeggiata, ma a volte non è tanto il lavoro a pesare, quanto i rapporti con gli altri. Tra stress, sensazione di non essere apprezzati e aggressività, bisogna ammettere che conciliare realizzazione e lavoro è un traguardo ancora lontano. Se vuoi portare aria nuova in ufficio, prova con la  "comunicazione non violenta" (CNV)., un metodo di comunicazione soprattutto non verbale, messo a punto dallo psicologo americano Marshall Rosenberg, che favorisce cooperazione duratura e rispetto reciproco. Françoise Keller, coach e formatrice abilitata, ci svela i segreti della CNV per ogni situazione. Non resta che provare!  

Sono oberata di lavoro

Lavoro come una matta, sempre con i tempi stretti. È snervante! Cosa fare secondo la CNV ?

  • Faccio distinzione tra i fatti e i pensieri
    La CNV ti suggerisce di distinguere due cose che possono stimolarti: i fatti obiettivi (lavori senza orari per concludere i progetti) e i tuoi pensieri (non hai tempo, sei obbligata a concludere alla bell’e meglio..). "Abbiamo il dono di rimuginare cose che ci rovinano la vita: non ascoltiamo troppo i nostri pensieri!", è il consiglio di Françoise Keller.
  • Esercito l'empatia nei confronti di me stessa
    La CNV raccomanda di riconoscere cosa ti accade e di tenerne conto. Il tuo corpo ti parla: sei tesa, ed è comprensibile. Il corpo, infatti, esprime dei bisogni non soddisfatti, ovvero un'esigenza di serenità. Praticare l'empatia nei confronti di se stessi significa riconoscere la qualità del lavoro svolto. Se non siamo noi a farlo, chi lo farà?
  • Identifico le zone di influenza su cui posso agire
    Una volta identificato il tuo problema, pensa a ciò che vorresti chiedere e a chi potresti esprimere la tua richiesta. Cambiare il sistema, ovviamente, è fuori dalla nostra portata, ma è possibile identificare un ambito all'interno del quale esistono dei margini di intervento. Ricevi diverse mail in copia che non ti coinvolgono direttamente? Leggerle ti fa perdere una marea di tempo? Chiedi di essere eliminata da alcune mailing list: in questo modo recupererai a poco a poco tempo e serenità. 

Non mi sento valorizzata

Per quanto faccia del mio meglio, non riesco mai a strappare un apprezzamento al mio capo, è così deprimente! Cosa fare secondo la CNV ?

  • Identifico il mio bisogno
    La sensazione di non essere apprezzati nasconde un desiderio di riconoscimento non soddisfatto, che causa allo stesso tempo un crollo dell’autostima e una perdita della motivazione. È un fenomeno molto diffuso. Françoise Keller non usa mezzi termini: "Noto che questo bisogno di riconoscimento è il bisogno più ignorato nelle aziende, mentre invece è fondamentale. È essenziale essere rassicurati sul nostro valore, e dobbiamo imparare ad esserlo, sia singolarmente sia nel lavoro di squadra".
  • Mi rivolgo all'interlocutore giusto
    Nella maggior parte dei casi soffriamo della “sindrome della mosca” che sbatte contro il vetro. Ovviamente, se il tuo capo non è in grado di soddisfare la tua esigenza, più resti in attesa e più rischi di fallire. Cerca di identificare con chiarezza la persona da cui vorresti avere un apprezzamento; ad esempio, proponi a un collega che stimi e dal quale gradiresti ricevere complimenti. Ad esempio puoi proporre a un collega di condividere il lavoro per un certo periodo, durante il quale ciascuno identificherà tre qualità fondamentali dell’altro.
  • Imparo ad essere autonoma
    Tutti noi abbiamo bisogno del riconoscimento, ma non tutti siamo consapevoli allo stesso modo di quest'esigenza. La CNV raccomanda di diventare più autonomi e meno dipendenti dall'altrui apprezzamento. Come è possibile soddisfare da soli (in parte) questo bisogno di riconoscimento? "Ad esempio, puoi aprire un "quaderno di gratitudine e di fierezza", su cui annotare ogni giorno tre elementi che ti valorizzano", propone il nostro esperto. Qualche esempio: una collaborazione che ti ha dato soddisfazioni, un lavoro svolto bene.. In questo modo ti aspetterai meno dagli altri. 

Non so gestire l'aggressività

Il mio capo non comunica, abbaia, è insopportabile! Cosa consiglia la CNV?

  • Identifico i miei limiti
    La CNV propone di penare prima di tutto alla propria serenità: quando il tono della discussione diventa inaccettabile per te, forse è meglio dire: "Non mi sento a mio agio e preferirei riparlare di questo argomento domani", piuttosto che addentrati in una conversazione priva di vantaggi per te o di rischiare di esplodere.
  • Mi chiarisco e mi esprimo
    La CNV mette in evidenza l'unicità di ciascuno di noi: non tutti reagisco allo stesso modo di fronte a un attacco di collera. E a te cosa succede? Ad esempio puoi provare paura e sentirti come una bambina di fronte a una ramanzina del papà, o al contrario puoi reagire in modo esagerato e "attaccare", anche se sai che sul lavoro quest'atteggiamento non è positivo. È possibile infine che tu ti senta semplicemente delusa.
  • Metto in pratica l'ascolto empatico
    La CNV raccomanda di non fermarsi alle apparenze: in pratica, si tratta di ascoltare ciò che si nasconde dietro ai rimproveri del tuo interlocutore, che forse in realtà esprime "molto male" dei bisogni che non sono soddisfatti, come ad esempio il bisogno di chiarezza o di sostegno. Focalizzando cosa è importante per lui, eviterai di prendere la sua aggressività come un fatto personale e potrai così fargli le domande giuste anziché difenderti, attaccare o rimuginare. L'obiettivo è quello di ricreare un dialogo e di far sì che entrambe le parti possano essere ascoltate. 

I segreti della CNV in tre step

  1. Concentrarsi sulle cose essenziali
    Se curo la qualità dei rapporti ho maggiori possibilità di ottenere un risultato soddisfacente, mentre se mi concentro unicamente sul risultato rischio di pagare un prezzo elevato, in termini di benessere e di scarsa qualità delle relazioni.
  2. Vivere nel presente
    Mi concentro sull'unico momento in cui ho il potere di cambiare qualcosa: adesso. Il giudizio alimenta un passato che non possiamo cambiare, le paure si proiettano su un futuro che non è ancora.
  3. Focalizzare ciò che sta accadendo
    La CNV mi aiuta a capire cosa è importante per ciascuno di noi, oltre le osservazioni, i sentimenti, i bisogni e le richieste. Le richieste ci aiutano a costruire passo dopo passo una cooperazione rispettosa dei bisogni di ognuno.

Catherine Maillard

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28/01/2014

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